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23.08.2012

La Lessinia fa il pienone e l'acqua non basta più

L'APPELLO. Acque Veronesi invita a non sprecare e annuncia possibili problemi di erogazione. Il serbatoio di Camposilvano è stato riempito con le autobotti Primi problemi anche a Marano Negrar, Grezzana e San Mauro

Molti rubinetti a singhiozzo in Lessinia: colpa della siccità

Molti rubinetti a singhiozzo in Lessinia: colpa della siccità
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Massima cautela nell'uso dell'acqua in Lessinia in questi giorni di gran caldo. L'allarme è lanciato da Acque Veronesi, la società consortile che gestisce il servizio idrico integrato in 73 Comuni del Veronese, compresa l'area montana. Il problema di fondo è la siccità, che dura da mesi e che, abbinata al gran caldo che si sta registrando in questa estate (sicuramente una delle più torride degli ultimi decenni), fa si che si stiano verificando situazioni di difficile approvvigionamento idrico in alcune zone. Problemi che potrebbero aumentare nel prossimo fine settimana, se si verificasse - come è probabile - un nuovo «esodo» verso le zone montane dei cittadini che vivono nelle zone di pianura, con il conseguente aumento dei consumi. La situazione in queste ore, spiegano i tecnici di Acque Veronesi, registra alcune «criticità», in particolare a Marano, in Valpolicella, in alcune frazioni di Negrar, a Grezzana, San Mauro di Saline e Velo Veronese, che è il punto più alto dal quale viene smistata l'acqua in altri Comuni della zona montana. «Qui cominciano ad esserci condizioni impegnative da gestire. L'incremento dei consumi, infatti, ha causato un significativo abbassamento dei livelli dei serbatoi, tanto che in alcuni casi si è arrivati ad avere solo il 40 per cento delle disponibilità». Una situazione che ha portato Acque Veronesi a decidere di rifornire il serbatoio di Camposilvano, nel comune di Velo, con autobotti. La situazione nel fine settimana rischia di peggiorare in maniera davvero sensibile anche per via dell'altissima affluenza in zona di turisti e proprietari di case di villeggiatura. Non a caso, proprio in Lessinia continuano ad esserci aumenti medi dei consumi sul 10 per cento. Rientrato invece al momento l'allarme nella Bassa, anche se nei giorni scorsi sono stati registrati, nei momenti di punta, alcuni problemi negli appartamenti posti ai piani più alti di alcune zone di centri come Legnago (in particolare a Porto), Cerea, San Pietro di Morubio, Bovolone e Oppeano. Pochi casi, qualche decina in tutto, che dovrebbero essere stati risolti. Come nel resto del territorio, vale comunque l'invito «ad usare l'acqua con attenzione, specialmente in questo periodo». Anche perché anche qui, dove l'incremento medio dell'uso dell'acqua supera il 5 per cento, negli orari di maggior uso gli impianti e le reti sono al limite delle loro possibilità di distribuzione. Così come accade in montagna. L'ennesimo appello a un uso parsimonioso e responsabile delle risorse idriche arriva dal presidente di Acque Veronesi: «L'acqua è un bene di tutti che è sempre più prezioso e limitato», afferma Massimo Mariotti, «serve pertanto da parte di tutti i cittadini una maggiore consapevolezza sugli sprechi, a partire dalle nostre case, e dalle nostre abitudini quotidiane, soprattutto in periodi di potenziali criticità come quelli estivi». Non utilizzare l'acqua potabile se non per bere, mangiare e lavarsi; questo l'invito di Acque Veronesi, che nelle scorse settimane ha chiesto a molti Comuni di limitare l'uso dell'acqua ad usi strettamente domestici ed igienico-sanitari e non per irrigare, lavare le auto, riempire le piscine.V.Z.

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