venerdì 24.05.2013 ore 00.05

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

Oggi in piazza

24.05.2012

La Lessinia entra nel progetto
europeo per la difesa del lupo

BOSCO CHIESANUOVA. La Regione è pronta a partecipare, con il Parco, al programma di tutela che riguarda tutte le Alpi. Slavc è seguito con il radiocollare collegato a un computer palmare grazie al quale è possibile avere tutti i dati sui suoi spostamenti

La studiosa slovena Nina Raven illustra a Chiara Castagna il funzionamento dell'«handheld terminal»

La studiosa slovena Nina Raven illustra a Chiara Castagna il funzionamento dell'«handheld terminal»
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 3

Bosco Chiesanuova. Alla Regione è stata fatta la proposta di aderire al Progetto Life per la conservazione delle specie protette per quanto riguarda la presenza di due lupi in Lessinia. Lo ha annunciato Sonia Calderola dell'Unità di progetto regionale caccia e pesca nel corso dell'incontro sul lupo promosso a Bosco Chiesanuova dal Parco e dalla Comunità della Lessinia. «Il progetto interessa tutto l'arco delle Alpi, dalla Francia alla Slovenia, e il Piemonte ha chiesto espressamente che venga inserito il Parco della Lessinia come area elettiva di insediamento, come hanno dimostrato la presenza di Slavc, il giovane lupo dinarico-carpatico arrivato dallo Slovenia e della sua presunta compagna di cui ancora non sappiamo nulla. L'obiettivo del progetto è il monitoraggio e il trasferimento di conoscenze da aree dove il lupo è presente da tempo, come Piemonte, Francia e Slovenia, ad altre zone dove si sta insediando. La nostra intenzione è di aderire al progetto», ha annunciato Calderola, «e ci sono buone probabilità che venga finanziato dall'Unione europea». La collaborazione transfrontaliera con la Slovenia è già un passo importate nel coordinamento fra enti, regioni e stati interessati dalla presenza e dal transito del lupo e la prova si è avuta anche recentemente con il prestito di attrezzature per il monitoraggio. Dall'università di Lubiana e dal Progetto Slowolf per la tutela e la conservazione dei lupi sloveni è arrivato in Lessinia l'«handheld terminal», un particolare computer palmare provvisto di antenna direzionale su cui Fulvio Valbusa del Corpo Forestale e Chiara Castagna del Parco della Lessinia hanno ricevuto una rapida ed esauriente formazione da Nina Raven, ricercatrice slovena, per poterlo utilizzare sul campo. Lo strumento permette di localizzare il lupo con radiocollare quando è a meno di 500 metri di distanza. Sfruttando il segnale, Valbusa e Castagna si sono messi nei giorni scorsi alla ricerca del lupo intercettandolo a una distanza presunta di 200-400 metri. A quel punto lo strumento elettronico è entrato in funzione mandando i cosiddetti «segnali di risveglio» al radiocollare e iniziando lo scarico dei dati in esso contenuti. Infatti il radiocollare, che trasmette la posizione del lupo collegandosi al satellite, non trasferisce tutti i dati, ma solo i principali e solo quando il satellite è raggiungibile. Quanto non viene trasmesso in tempo reale è immagazzinato in memoria e trasferito al momento in cui arriva l'impulso dell'«handheld terminal»: si sono così potuti copiare, come si farebbe normalmente per salvare dei dati dal computer a una chiavetta, informazioni importanti e complete che riguardano non solo i trasferimenti del lupo, ma anche la sua velocità di spostamento, i momenti di sosta e di sonno, e quelli del pasto, grazie a un particolare sensore che ogni cinque minuti registra la posizione del collo. I dati servono per studiare il comportamento dell'esemplare e le differenze tra un lupo solitario e uno che vive in branco. «Sono informazioni tecnico-scientifiche fornite in modo diretto, preciso e puntuale», commenta il direttore del Parco Diego Lonardoni, «e sono gli stessi criteri, assieme alla trasparenza, che vogliamo adottare per la gestione del lupo in Lessinia. Partiremo da moduli di educazione ambientale in classe e all'aperto, fino ad arrivare all'introduzione del pubblico nelle attività di monitoraggio. La collaborazione fra enti e la nostra costante presenza sul territorio sono segnali di attenzione dell'impegno volto a limitare paure, malumori e diffidenze nei confronti dei grandi predatori carnivori che hanno scelto di tornare in Lessinia».


Vittorio Zambaldo

Commenti 3

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di