15.05.2012
BADIA CALAVENA. Singolare «partecipazione» in occasione delle premiazioni del concorso «Uno slogan per Carolina». Una scommessa per rilanciare l'allevamento in montagna, essenziale per l'economia. Il sindaco: «Va diffusa la cultura del chilometro zero, valorizzando i prodotti locali»
Badia Calavena. Nel cortile delle scuole di Badia Calavena è arrivata Antilope, una mucca nera di tre anni, che pascola abitualmente sui prati di contrada Edri, nell'azienda agricola di Ettore Comerlati, di sua moglie Renata e del figlio Andrea. L'hanno portata, su un carro, i suoi proprietari, per presenziare alla premiazione del concorso «Uno slogan per Carolina», rivolto nell'inverno scorso dall'amministrazione comunale a tutti gli alunni dell'Istituto De Amicis, ma anche per incuriosire i ragazzi e vivacizzare un po' la cerimonia. L'obiettivo immediato del concorso era incentivare l'utilizzo del punto di distribuzione di latte fresco, inaugurato nell'agosto 2009 lungo la strada provinciale di Badia. Obiettivo più a lungo termine, come dice il sindaco Ermanno Anselmi: «Diffondere la cultura del chilometro zero, valorizzando prodotti locali e sensibilizzando bambini e famiglie a consumare latte di qualità superiore». La «capannina del latte» in realtà sta sopravvivendo tra molte difficoltà: «C'è poca affluenza», si lamenta Ettore Comerlati. «All'inizio vendevamo in media 60 litri al giorno, ora siamo calati a 20 e non ce la facciamo a coprire le spese del trasporto, della capannina e soprattutto dei controlli, che per il latte da consumare fresco sono molto più numerosi e rigidi di quelli per il latte destinato al caseificio, e di conseguenza più costosi». L'azienda possiede 210 mucche, 107 delle quali in lattazione: «Dall'inizio della primavera e fino a novembre», spiega il proprietario, «le nostre mucche vivono sui pascoli e mangiano solo erba, integrata da due chili di granella di mais al giorno: è praticamente latte biologico». Aggiunge il sindaco: «Bisogna cambiare certe abitudini, combattere la pigrizia che spinge verso la grande distribuzione e riprendersi un po' di spazio, come l'orto, e di tempo, come quello che serve per far bollire il latte fresco: è una filosofia diversa che dobbiamo far crescere insieme». Alla semplicissima cerimonia di premiazione, hanno partecipato tutti gli allievi dell'istituto, interessati più alla mucca, che alle bottiglie di latte offerte dai Comerlati ai vincitori. Il premio per il miglior lavoro in assoluto è andato alle classi quarte, grazie alla loro mucca in compensato, con tanto di campanaccio, che verrà sistemata sulla capannina. La classe seconda ha vinto per l'idea più originale, mentre le medie hanno partecipato con lavori individuali e sono stati premiati: Alessia Dal Bosco per il miglior logo e Marco Brutti per lo slogan «Latte: energia allo stato puro». La scuola di Badia è attenta a curare anche questi aspetti dell'educazione: nel cortile c'è un piccolo orto e durante l'anno scolastico alcune classi sono andate in visita ai mercati generali, nell'ambito di un progetto per promuovere il consumo di frutta fresca; altre classi sono andate ad Isola della Scala, alla riseria Ferron, ed altre all'oleificio Bonamini di Illasi. A parte i premi, la soddisfazione più grande della giornata è stata quella dei bambini che sono riusciti ad accarezzare sul muso Antilope, per un po' abbastanza tranquilla, ma poi innervosita dal chiasso e dalla folla di ragazzini sempre più turbolenti e vicini . All'inizio c'era, tra i più piccoli, qualche bambino intimorito, se non proprio spaventato, da quella presenza inusuale, ma alla fine della cerimonia, la più spaventata era certamente la mucca Antilope, abituata alla solitudine e al silenzio dei pascoli, su, agli Edri. Si è comunque comportata molto educatamente: non ha nemmeno sporcato il cortile.
Renato Zorzella
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