21.04.2012
LESSINIA. Vito Massalongo ha lanciato l'appello alla Commissione cultura della Provincia. Dopo l'azzeramento dei fondi pubblici, l'associazione si affida al sostegno per le attività di tutela della lingua e delle tradizioni
Lessinia. Dopo l'azzeramento dei fondi pubblici, l'associazione dei Cimbri della Lessinia chiede più tutele per la storia e la cultura della sua terra. Lancia l'appello Vito Massalongo, presidente del Curatorium cimbricum veronense, che è stato convocato dalla Commissione cultura della Provincia, presieduta da Ivan Castelletti, dopo che la questione è stata sollevata in una precedente commissione dal consigliere Giuseppe Campagnari, che ha presentato un'interrogazione accolta dal consigliere della Lega Nord Adelino Brunelli. Nell'ultima commissione è stato Brunelli a ricordare l'attività di quest'associazione culturale, che fu costituita nel 1974 col nome Curatorium cimbricum veronense per tutelare la lingua e le tradizioni culturali dei Tredici Comuni, organizzando convegni, scambi culturali con le minoranze linguistiche di tutto il mondo, iniziative di conservazione di architettura e religiosità popolare. «Un'attività», ha spiegato Massalongo, «che portiamo avanti per far conoscere il mondo dei Cimbri, un mondo affascinante fatto di racconti, fiabe, antichi riti, vicende vissute e credenze popolari, un viaggio tra architetture di pietra uniche». Castelletti ha ricordato l'importanza del Museo dei Cimbri di Giazza, costruito negli anni '70 dalla Comunità montana della Lessinia, per documentare le vicende storiche, linguistiche, culturali di questa comunità insediatasi in Lessinia dal 1287: «È il centro propulsore dell'attività culturale, editoriale, didattica e di valorizzazione linguistica dell'associazione, una minoranza storica sempre più difficile da tutelare concretamente. Nel 2001, quando si arrivò all'attuazione della legge a tutela delle minoranze storiche, furono stanziati fondi per progetti di tutte le minoranze italiane, ma, dal 2007, del budget iniziale è rimasto molto poco». Come ha confermato Massalongo: «Sono aiuti sempre più limitati, irrisori, da destinare, tra l'altro, a progetti per tutta la Lessinia cimbra». Un problema su cui Castelletti ha potuto solo dire: «Vista la carenza di fondi regionali e statali, dobbiamo auspicare che gli amministratori locali scelgano di tutelare le identità locali anche in occasione di manifestazioni tradizionali. Bisogna investire sulla nostra storia per garantire alle nostre comunità un futuro sulle carte geografiche culturali». Nell'interrogazione, in discussione nel prossimo consiglio, Campagnari invita pure la Provincia a stanziare fondi a favore dell'associazione. Massalongo auspica che la Regione ripristinare quelli previsti in passato.
Barbara Bertasi
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti