mercoledì, 23 maggio 2012

LESSINIA

CAMBIA:

La Val d'Adige continua a tremare e la gente adesso ha davvero paura

FRA MONTE BALDO E LESSINIA. Nuovo allarme nella notte di Halloween: le scosse avvertite fra Brentino Belluno, Dolcè, Ferrara e Sant'Anna. Asileppi: «È stata più breve ma forte. Scriverò al prefetto, deve intervenire la Protezione civile nazionale»
02/11/2011
Zoom Foto
La scossa di magnitudo 4.2 di sabato scorso registrata dagli strumenti del Cossma di Castel d’Azzano DIENNEFOTO

Baldo e Lessinia. Una notte di Halloween con il fiato sospeso in tutta la Val d'Adige, sul Baldo e nell'area tra la Valpolicella e Verona, a causa nelle nuove scosse di terremoto, che hanno avuto ancora una volta come epicentro l'area fra Avio, Brentino Belluno, Ferrara di Monte Baldo e Sant'Anna d'Alfaedo. Si sono ripetute le scene di sabato, con la gente in strada, spaventata, a interrogarsi su quel che sta accadendo. Per fortuna, non si sono registrati danni.
Il sindaco di Brentino, Virgilio Asileppi, stamattina scriverà al Prefetto per chiedere un intervento della Protezione civile nazionale e di esperti di sismologia, in grado di «leggere» l'evolversi della situazione e tranquillizzare la popolazione sul grado di rischio che si sta correndo in Val d'Adige.
Le nuove scosse di lunedì notte sono arrivate in serie: alle 23.12 la prima, a una profondità di 6,5 chilometri, ha avuto una magnitudo di 3.4 sulla scala Richter, di intensità minore ma molto avvertita, come quella di sabato, che era stata di 4.2 gradi Richter. L'epicentro è stato indicato lungo la faglia che separa Val d'Adige e Lessinia. Un sisma che ha messo in agitazione chi era sveglio e buttato giù dal letto chi invece era già andato a dormire.
Tra i primi a lanciare l'allarme sicuramente il sindaco Virgilio Asileppi, che lunedì sera ha subito chiamato i carabinieri della vicina stazione di Peri e il 112 per verificare se ci fossero stati problemi. «Erano passate da poco le 23», racconta il primo cittadino di Brentino Belluno, «quando ho sentito una scossa violentissima. E' durata appena meno della volta scorsa, quando i sismografi dell'Osservatorio sismico veronese avevano vibrato per 13 secondi, ma è stata molto forte.
«Stavo leggendo il giornale», continua Asileppi, «e sono rimasto come inchiodato sul divano, paralizzato. Stavolta ho avuto veramente l'impressione che la casa potesse crollare. E' stata di intensità simile a quella dell'altra volta, preceduta sempre da un boato talmente forte che pareva che i contrafforti del Baldo rovinassero sul paese».
Poco dopo, un'altra allerta: come sabato, a quel primo colpo è seguita una seconda scossa, più leggera. «Ho pensato fosse finita lì», ricorda il sindaco. «Invece, alle 23.34 un altro movimento tellurico, più lungo ma meno forte. Sentendo delle voci in strada, ho aperto la finestra e ho visto che molti concittadini erano usciti dalle loro case e che le luci in paese erano tutte accese. Comincio ad essere preoccupato, anche a L'Aquila la gente aveva percepito scosse prima del evento devastante. Temo possa dilagare una paura collettiva».
A Ferrara di Monte Baldo, stessa atmosfera, e cioè tutti con il fiato sospeso: «La scossa è stata breve», spiega il sindaco Paolo Rossi. «Preceduta da un boato secco, è stata seguita da una vibrazione. Alcuni ospiti dell'hotel Del Baldo, nella piazza centrale, sono usciti, ma poi non hanno potuto far altro che rientrare. Speriamo sia solo una questione di assestamento».
Tutto finito? No. A mezzanotte e 47 la terza scossa, di intensità 2.4 sulla scala Richter.
Giangaetano Malesani, responsabile dell' Osservatorio sismico veronese, che a Verona gestisce due sismografi, uno a Veronetta e uno sulle colline, e altrettanti a San Zeno di Montagna, uno in centro e l'altro all'hotel Edelweiss, commenta: «Lunedì, dopo due scosse percepite anche dalla popolazione al mattino, abbiamo avuto alle ore 23.12 una scossa di magnitudo 3.4, seguita da altre alle 23.25 rilevate solo dagli strumenti; poi alle 23.34 un altro sisma di 3.1 sulla scala Richter, a 8,5 chilometri di profondità. Quindi, altre due scosse ieri, alle 0.47, di magnitudo 2.4, a 9,9 chilometri di profondità, e alle 8.15 solo strumentale. L'epicentro è sempre a sud di Avio, tra Belluno e Ossenigo di Dolcé.
«Ho parlato con il sindaco Asileppi», precisa Malesani, «a cui ho consigliato di far studiare il fenomeno posizionando sismografi in loco. Se la burocrazia ha tempi lunghi, l'Osservatorio sismico veronese può farlo nel giro di due ore. Si trova tutto sul nostro sito www.osservatorioveronese.it. Osservando la carta geologica del Baldo», prosegue, «si vede la struttura morfologica di questa catena montuosa, e si osserva che esistono delle 'lineazioni di faglia', che vanno in direzione nord-sud, formatesi 40 milioni di anni fa, quando il Baldo si sollevò dal mare. Da allora è ancora in assestamento, come indicano questi continui movimenti sismici. In questo caso credo possa essersi riattivata una faglia in Val d'Adige, che si trova tra il Baldo e l'altopiano della Lessinia». Ci sono pericoli? «Non posso dirlo, ce lo devono spiegare gli organi ufficiali», conclude Malesani.
Asileppi ha le idee chiare: «Scriverò al prefetto Perla Stancari, affinché venga coinvolta la Protezione civile nazionale, in particolare il settore che si occupa di prevenzione dei terremoti, affinché ci diano una risposta il più possibile precisa su questo fenomeno per cercare di lenire una paura tra la popolazione che temo possa trasformarsi in psicosi. Ieri mattina, nonostante fosse festa, in paese non si parlava d'altro. Tutti sono assai preoccupati. Finora non ci sono stati danni ma questi eventi non sono da sottovalutare e ritengo sia doveroso usare precauzioni. Non vorremmo doverci trovare a fare commenti all'indomani di possibili eventi peggiori, che si potevano prevenire. Non ci piacerebbe dover dire ... 'Noi l'avevamo detto'».
Anche nella vicina Dolcè la paura è stata tanta, come sabato. Il vicesindaco Massimiliano Adamoli: «Lunedì sera abbiamo sentito tre scosse, di diversa intensità. Ora stiamo organizzando un incontro pubblico, in data da definire, per informare la popolazione dei rischi legati ai terremoti e per dare indicazioni su come comportarsi in caso di emergenza-calamità. Inviteremo un geologo, affinché illustri tecnicamente il fenomeno sismico, e un ingegnere che parli delle tipologie di costruzioni presenti sul territorio. L'intento è di tranquillizzare i cittadini».

Barbara Bertasi




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