mercoledì, 23 maggio 2012

LESSINIA

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Fossili, Bolca torna alla ribalta e la Regione finanzia gli scavi

VESTENANOVA. Studiosi al lavoro dopo la scoperta del guscio di rocce vulcaniche che ha preservato la «laguna di pietra». A ottobre il cantiere si sposterà dal monte Postale alla galleria della Pesciara: futuri lavori assicurati grazie ai 45mila euro stanziati dalla commissione
21/09/2011
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Il museo dei fossili di Bolca: si potrà continuare a scavare

Bolca. È giunto da Venezia il via libera per continuare a scavare nei siti paleontologici di Bolca. La commissione cultura del Consiglio regionale ha approvato un finanziamento di 45mila euro per proseguire le ricerche e gli studi, coordinati dal Museo civico di storia naturale di Verona, nei siti della Pesciara e del monte Postale.
Una notizia che conferma l'importanza dei segreti finora svelati scavando nel ventre delle montagne che digradano da Bolca e che dà nuovo impulso alla ricerca scientifica nella «laguna pietrificata». La commissione, presieduta da Vittorino Cenci della Lega Nord, approvando il programma 2011, fa anche esplicito riferimento alle «attività di carotaggio che consentiranno una migliore comprensione della stratigrafia del sito in vista della programmazione degli interventi dei prossimi anni».
La comunità scientifica segue con interesse le novità che arrivano da Bolca e che non smettono di stupire.
A fine agosto, con un intervento assolutamente innovativo, si è perforato il pavimento di un'antica galleria della Pesciara alla scoperta degli strati sottostanti le miniere fossili, formatesi da un preistorico mare lagunare. Un' esplorazione che ha svelato l'esistenza di un macro involucro fatto di roccia vulcanica intorno al blocco fossilifero di Bolca che per milioni di anni ha avvolto il sito conservandolo e preservandolo dall'erosione.
Allertati in questi giorni geologi e paleontologi di diverse università italiane per analizzare i cilindri del carotaggio, valutare il posizionamento dei siti paleontologici e cercare di capire gli eventi che hanno dato origine allo straordinario fenomeno di Bolca e dei suoi fossili, unici al mondo.
Lo anticipa Roberto Zorzin, geologo conservatore del Museo civico di Verona e direttore degli scavi di Bolca, che ribadisce: «L'intervento di carotaggio si è rivelato molto importante per comprendere come si è evoluto l'ambiente dall'Eocene (50 milioni di anni) a oggi. E ci aiuterà soprattutto a capire come mai il blocco calcareo della Pesciara si trovi in mezzo a rocce vulcaniche».
«In questi giorni, e fino alla fine di settembre, stiamo scavando nel monte Postale (cava a cielo aperto), dunque negli strati alti del blocco fossilifero e ci vuole un bel po' di fortuna per trovare pezzi da novanta!», afferma Massimo Cerato, nato e cresciuto fra fossili ed esperti naturalisti. Perché quel blocco pieno di fossili che si è scoperto essere avvolto da un guscio di roccia vulcanica, fatta di cenere e lapilli ma anche da materiale organico associabile alle attuali chioccioline di mare, vongole e molluschi, con ogni probabilità è più ricco di fossili negli strati più bassi. E comunque una serie di pesci ben conservati e numerose foglie sono i reperti che l'équipe di paleontologi e scavatori ha già «pescato» nei primi quindici giorni della campagna di scavi 2011. Per tutto il mese di ottobre si tornerà poi a scavare in Pesciara, nell'ultima galleria aperta.
La commissione cultura, in Regione, ha provveduto anche a integrare il Comitato permanente per la valorizzazione del patrimonio paleontologico di Bolca nominando, quali rappresentanti del Consiglio regionale, i consiglieri Bruno Cappon (Lega Nord) per la maggioranza, e Gustavo Franchetto (Italia dei Valori) per la minoranza, che fu il principale promotore della legge regionale n. 7 del 2006 «Interventi per la valorizzazione del patrimonio culturale di Bolca».

Mariella Gugole




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