Azzerati i contributi statali manca l'ossigeno ai Cimbri
SELVA DI PROGNO. Nessun finanziamento per le attività del 2008: si salva solo quanto previsto dalla legge regionale. Oggi tavolo tecnico in municipio per affrontare il futuro e studiare possibili iniziative aperte alla scuola perché la lingua non scompaia del tutto
Selva di Progno. Si fa sempre più difficile sostenere le iniziative di salvaguardia e valorizzazione della cultura cimbra. In tempi di tagli alle spese è risaputo che a subirne le conseguenze per prime sono le iniziative di tipo culturale. Capita anche ai Cimbri, sebbene due leggi, una di carattere nazionale e l'altra regionale tutelino e finanzino la conservazione e lo studio della minoranza linguistica.
La legge nazionale 482/99 ha chiuso i rubinetti dei finanziamenti, fermi al 2007. Per il 2008, dato che i pagamenti a bilancio sono in ritardo di due anni sul ciclo solare, è stato annunciato al Comune di Selva di Progno che non ci sarà nessun contribuito, ed è presumibile che lo stesso accadrà l'anno prossimo per quanto dovuto nel 2009.
Il bollettino del tracollo finanziario riferisce che dagli iniziali 30 mila euro decisi dalla legge, si era arrivati nel 2007 a 6 mila euro per avere la notizia che per il 2008 non arriverà un centesimo, essendo stato soppresso il finanziamento che garantiva l'apertura e la gestione dello Sportello cimbro di Giazza.
I tagli toccano anche la Comunità montana, che con il finanziamento garantiva l'apertura dello Sportello cimbro del Museo di Giazza.
Resiste ancora il finanziamento legato alla legge regionale 73/94, ma nessuno sa dire fino a quando accadrà.
Alla luce di questi poco confortanti notizie, l'assessore alla cultura del Comune di Selva di Progno e vicepresidente della Comunità montana della Lessinia, Elisabetta Peloso, ha deciso di convocare per oggi un tavolo tecnico ristretto per parlare di progetti condivisi finalizzati alla salvaguardia della lingua cimbra.
Sono stati invitati, Antonia Stringher e Lino Dal Bosco Eibaner, presidente dell'associazione «De Tzimbar ‘un Ljetzan» che raggruppa i parlanti cimbro di Giazza; Vito Massalongo per il Curatorium Cimbricum Veronense; Diego Lonardoni direttore del Parco della Lessinia e Donatella Mezzari, dirigente dell'istituto comprensivo di Badia Calavena, da cui dipendono anche le scuole di Selva e San Bortolo.
«Proprio perché cerchiamo nuove strade e l'interesse della scuola sui nostri progetti, ci è sembrato importante la presenza della dirigente e dei soggetti che tradizionalmente seguono sul territorio le tematiche della lingua e della cultura cimbra», sottolinea l'assessore Peloso.
«Vorrei riuscire a far passare la convinzione che non si tratta solo di argomenti per specialisti da relegare sui libri, ma la questione culturale può diventare anche una risorsa importante per il nostro territorio. Dal confronto con i responsabili delle associazioni e istituzionali possono nascere idee e progetti condivisi», si augura l'assessore che ha più volte battuto il chiodo sulla necessità di rendere partecipi le scuole «per interessare i residenti fin da giovanissimi alle proprie radici e alla nostra storia».
Vittorio Zambaldo
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