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Oggi in piazza

11.03.2012

Il lupo si affaccia in Valpantena è stato segnalato a sud di Cerro

LESSINIA. Continua il vagabondaggio del carnivoro giunto dalla Slovenia e che è monitorato dall'Università di Lubiana
«Slavc» è l'avanguardia di un futuro branco ma è difficile che si possa accoppiare con la femmina che da Branchetto si è spostata sui monti di Ala

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Sembra che si siano parlati l'orso Dino e il lupo Slavc, entrambi sloveni ed entrambi attirati dall'Italia e dalla Lessinia in particolare, tant'è che l'uno nel 2009 arrivò fino alle porte di Verona, sbranando un asino sopra Romagnano di Grezzana e nei pressi di Valdiporro di Bosco Chiesanuova, l'altro è qui da un paio di giorni. L'ultimo segnale del radicolare è delle sei di mattina di venerdì scorso, con un tracciato ben visibile, come arriva dall'università di Lubiana, che segue il monitoraggio del carnivoro e lo localizza esattamente a Praole, a sud di Cerro. Da allora non si sa altro e sarà sicuramente altrove vista la velocità con cui Slavc si sposta, caratteristica che ha sorpreso non poco gli studiosi che lo stanno seguendo, Hubert Potocnik e Miha Krofel con il progetto Slowolf, programma di controllo e conservazione della popolazione di lupi sloveni. Sono stati loro a coinvolgere colleghi faunisti di altri Paesi nel momento in cui hanno notato la tendenza a vagabondare di Slavc, che è passato in Croazia, Austria, Alto Adige e Trentino, prima di arrivare in Veneto e nel Veronese, dove è entrato nei pressi di contrada Tebaldi di Selva di Progno, scendendo in Val d'Illasi fino a Sant'Andrea e risalendo a San Mauro di Saline, è entrato nella Lessinia centrale, passando per San Rocco di Piegara, la profonda insenatura del Vajo di Squaranto, per risalire infine nei pressi di Cerro, affacciandosi sulla Valpantena sopra Lugo, che deve aver visto troppo abitata, perché è ritornato sui suoi passi dirigendosi verso Praole. «È un lupo dinarico, più grande di quello italico», spiega Davide Righetti, tecnico faunista della Provincia autonoma di Bolzano che ha avuto l'incarico di seguire l'evolversi della presenza del lupo e che fa parte del gruppo di lavoro internazionale coordinato dall'università di Lubiana. «Finora il tragitto più lungo era stato di 520 chilometri, coperti da un lupo partito dalla Val Casotto tra il Cuneese e la Liguria e che ha finito i suoi giorni in Baviera. Slavc ne ha già percorsi oltre 700 in linea d'aria, ma ha sicuramente superato il migliaio», osserva Righetti. Nato nel 2009, Slavc pesava lo scorso luglio 40 chilogrammi e dal muso alla punta della coda misurava 162 centimetri. Provvisto di collare Gps di color marrone dallo scorso 17 luglio, continua a inviare i segnali dei suoi spostamenti. È ormai prossimo all'incontro con la femmina catturata dalla videotrappola del Parco naturale della Lessinia prima a Branchetto di Bosco Chiesanuova a fine gennaio, e poi a Santa Margherita di Ala, poco oltre il confine trentino, la notte del 1° marzo, grazie all'appassionato Stefano Fabbiani che ha messo su Youtube il video (http://www.youtube.com/watch?v=_fhVgUkChuA) da cui si intuisce che si tratta probabilmente di una femmina per la minzione da accovacciata. L'incontro può esserci già stato in queste ore, dato che è nel periodo degli amori, che per i lupi alpini va da metà febbraio a tutto il mese di marzo. Non è detto che ci sia l'accoppiamento, anche perché il calore della femmina dura dai quattro ai cinque giorni, ma se fosse reso possibile potremmo avere la prima coppia stabile in Lessinia e la prima cucciolata. Per gli esperti è improbabile, perché questi soggetti in dispersione, avanguardie di future popolazioni, sono spesso destinati a morire precocemente. Guardaparco della Lessinia e forestali della Provincia autonoma di Trento stanno comunque predisponendo delle trappole per la cattura del pelo, che saranno collocate questa settimana, che permettano di ottenere quelle tracce biologiche in grado stabilire l'identità dell'esemplare filmato in Lessinia.


Vittorio Zambaldo