17.11.2011
GREZZANA. Domani ad Alcenago il sopralluogo sollecitato dalla Provincia, al quale parteciperanno i tecnici nazionali. Giorgetti: «Situazione grave, dai dati che abbiamo non si conosce ancora la portata degli scenari». Resta il rischio di chiusura per la strada comunale
Grezzana. La misura è solo precauzionale, ma il sopralluogo dei tecnici della Protezione civile nazionale sulla frana di Alcenago, in programma domani, conferma che il movimento franoso che ha di fatto isolato la frazione Senge di Grezzana va tenuto sotto il massimo controllo.
Gli esperti saliranno in Valpantena in tarda mattinata; con loro i colleghi della Protezione civile provinciale e regionale, accompagnati dall'assessore regionale Massimo Giorgetti, dal presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, e il sindaco di Grezzana, Mauro Fiorentini.
Saranno presenti anche i tecnici del centro di coordinamento operativo, per una valutazione complessiva della nuova situazione venutasi a creare con il secondo movimento franoso, che si è innescato domenica scorsa lungo la strada comunale, a distanza di oltre un mese dalla prima frana, che il 2 ottobre ha interrotto il traffico sulla strada provinciale di Fiamene.
Gli abitanti vedono a occhio nudo, sulla strada comunale che attraversano giornalmente, «il continuo, lento aprirsi delle fenditure» che, sviluppandosi in senso longitudinale, presentano meno rischi. Ma la preoccupazione è che, nel giro di una settimana - dieci giorni anche questa non sia più transitabile.
Questa è anche l'apprensione del sindaco Mauro Fiorentini che paventa «il pericolo di dover emanare un'ordinanza per il divieto di transito di questa strada e, quindi, di isolare la contrada di Senge». Pertanto con un «grande lavoro di squadra», Fiorentini ha chiesto e ottenuto l'intervento delle autorità competenti e degli esperti in movimenti franosi di questo tipo.
«La presenza della Protezione civile nazionale al sopralluogo di domani sulla frana di Grezzana deve essere un elemento di garanzia e non di ulteriore preoccupazione per gli abitanti», sottolinea l'assessore regionale alla Protezione civile Massimo Giorgetti, che rassicura così quanti, già allarmati per il movimento franoso che non accenna ad arrestarsi, si sono preoccupati ancor di più alla notizia dell'ispezione degli esperti nazionali.
«La situazione è grave perché dai dati che abbiamo non si conosce ancora la portata degli scenari, e quindi è opportuno coinvolgere tutti i livelli per evitare che la situazione sfugga di mano», precisa poi Giorgetti. «Al sopralluogo interverrà quindi la Protezione civile nazionale, oltre quella provinciale e regionale, perché ha risorse e competenze e può portare avanti specifiche ordinanze se ce ne fosse bisogno», conclude l'assessore regionale. «Infatti, al momento è difficile capire la via d'uscita da questa situazione e, nell'ottica di sussidiarietà tra gli enti, è meglio unire le forze».
L'omologo assessore provinciale Giuliano Zigiotto spiega che «i dirigenti nazionali del dipartimento sono a Verona in questi giorni per prendere parte alla manifestazione fieristica Geo Oikos e così ne approfittiamo chiedendo loro di unirsi al nostro sopralluogo».
La richiesta, specifica l'assessore, arriva direttamente dal presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, che ha riunito la task force per tirare le somme delle indagini conoscitive che si stanno portando avanti sulla frana.
«La situazione è monitorata 24 ore su 24», rassicura Zigiotto, «la strada provinciale è crollata e abbiamo approntato una strada alternativa, ma ulteriori crepe si sono aperte sulla comunale e l'allarme c'è, perché si rischia l'isolamento di Senge, e perché lì sotto ci sono le cave che, al momento, sono ferme ma sono sicuramente correlate alla frana. La Provincia ha intanto predisposto la creazione della strada alternativa per un costo di 400mila euro».
Il primo grosso movimento franoso, quello di ottobre, ha fatto sprofondare di 60-70 centimetri un tratto della provinciale 12A, costringendo i residenti di Senge e quelli diretti a Fane, ad aggirare Monte Comun, lungo un tracciato del tutto inadatto al traffico automobilistico, oppure a passare da Negrar. Una decina di giorni fa, sul prato inizialmente utilizzato come «variante» pedonale, è stata realizzata una piccola strada «ad uso cantiere», per la realizzazione della futura provinciale provvisoria, aperta solo al traffico dei residenti di Senge.
Nel frattempo la frana è rimasta «attiva», questo il termine usato dagli esperti.
Domenica scorsa, verso le 21, si è avviato un nuovo movimento franoso sull'unica strada comunale che porta a Senge, creando nuova preoccupazione e di fatto interrompendo l'iter avviato per la realizzazione della strada provvisoria. Il problema principale, adesso, è quello di trovare un sistema per arrestare il movimento franoso.
Alessandra Scolari e Giorgia Cozzolino
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti