La frana si muove, sprofonda anche la cava
GREZZANA. Cresce la preoccupazione per il cedimento della montagna, su un fronte di circa 800 metri, che ha interrotto domenica la strada a Senge, sopra Alcenago. Nella vecchia area di scavo del calcare si sono aperte due voragini. Il geologo della Provincia avverte: «Ora temo l'arrivo delle piogge»
Grezzana. Il danno è grave e la situazione della frana, che ha coinvolto al quinto chilometro presso la località Senge, la strada provinciale 12A di Fiamene, che collega la Valpantena con la Valpolicella, tiene molti con il fiato sospeso: il movimento è lento ma tutt'altro che impercettibile, su un fronte calcolato di 700-800 metri. Dalle 5 di domenica mattina, grazie alla prontezza di spirito di un passante, la strada è bloccata, ma il pericolo è tutt'altro che finito. I volontari della Protezione civile Valpantena Lessinia, che sorvegliano l'area di continuo, confermano per bocca del vice caposquadra Michele Siviero: «Ci sono rumori di piccola entità, ma continui, con rotolamento di sassi dalla parte est dello scollamento verso il sottostante capannone avicolo. Noi possiamo fare solo monitoraggio, ma la situazione è ad alto rischio».
In municipio, su invito del sindaco Mauro Fiorentini, si sono trovati tecnici, forze dell'ordine, veterinari: «Per noi sono importanti due cose dopo aver verificato che per fortuna non ci sono stati danni alle persone», ha commentato il primo cittadino, «capire i motivo di quello che è successo e poi avviare al più presto un collegamento per la località Senge con il capoluogo. Regione e Provincia si sono dette pronte a intervenire, ma vogliamo capire bene come muoverci per non sprecare dei soldi su una viabilità che rischiamo sia di nuovo interrotta dal movimento di frana».
Il primo provvedimento sindacale è stato quello della sospensione dell'attività di cava nella zona e l'obbligo di produrre immediatamente tutta la documentazione utile per capire quanto si è scavato e se siano state rispettate le indicazioni imposte. Infatti a ridosso della frana, che sarebbe meglio chiamare sprofondamento, pare esserci proprio l'attività della cava Micromarmi srl, attiva da 45 anni. Il punto fatto in sala consiliare con la convocazione del Coc (Centro operativo comunale) coordinato dal sindaco e dall'architetto Rita Strapparava, responsabile tecnico e della Protezione civile, ha messo in luce aspetti sconcertanti.
I titolari sapevano già del movimento franoso da una settimana prima che fosse coinvolta la provinciale. Nell'area soprastante la cava, che è di tipo ipogeo, quindi scavata interamente in galleria, si erano aperte due voragini a distanza di una cinquantina di metri una dall'altra profonde 16 metri, l'una con un diametro di 21 metri e l'altra di 14 metri. È successo fortunatamente in una parte di galleria che non è più sfruttata da una decina d'anni. In seguito a questo i titolari della cava hanno provveduto a recintare le aree sprofondate con rete fissa a maglie strette ma si sono ben guardati dall'avvertire le autorità. Lo stesso ufficio cave della Provincia era all'oscuro di tutto quanto stava succedendo in galleria, come ha ammesso il tecnico Giuseppe Campostrini.
La linea di difesa dei periti della cava è apparsa subito evidente: «Abbiamo iniziato un monitoraggio topografico, geosismico e con la tomografia elettrica. L'unica spiegazione possibile è che esista una cavità carsica fra il tetto della cava che non supera gli 11 metri e il piano di campagna della strada provinciale che è 100 metri più in alto. In cava ci sono stati dei crolli ma non coinvolgono le colonne portanti. La strada può essere franata per smottamenti preesistenti oppure possono essere aumentati con l'attività di cava, ma è da dimostrare», hanno spiegato il geologo Pier Andrea Vorlicek e Mario Menotti, dottore forestale entrambi consulenti di Micromarmo.
Per Ugo Franceschetti, geologo della Provincia e responsabile del settore dissesto idrogeologico, che ha visitato per due giorni il sito, l'interrogativo più problematico è «che cosa succederà nel fine settimana quando sono previste piogge? Per ora non ci sono motivi di urgenza ma nessuno può dire come evolverà la situazione.
La zona è sofferente dal punto di vista geologico e in disequilibrio e prima di avviare i lavori per la viabilità alternativa bisognerà capire come evolverà questa situazione complessa e articolata», è la sua conclusione.
Vittorio Zambaldo
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2 simone 09/10/2011 13:12 626 commenti
kugut
3 fabiogorg 05/10/2011 08:42 10 commenti
Io sono d'accordo con "El_Scarpon"...si parla si parla ma poi la stragrande maggioranza ha in casa ciò che vanno a denigrare pubblicamente. Non si può parlare di buchi sconsiderati. Credete che nelle cave sia tutto facile? Credo che nessuno qui sappia quanti controlli, più che settimanali ci siano in moltissime cave. Mi ripeto: si deve avere cura dell'aspetto naturalistico (ovvio). E in questo senso ci sono moltissimi cavatori che lavorano rispettando le leggi e anche più. Per cui secondo me è sbagliato generalizzare e dire che le cave sono esclusivamente uno scempio. Su quest'onda di pensiero non dovrebbe esserci nemmeno una casa...oppure le uniche case "giustamente costruite" sono quelle in cui viviamo e che abbiamo trovato alla nostra nascita?
4 Andrea78vr 04/10/2011 19:52 960 commenti
Giusto per vostra informazione guardate come si fa a ridurre il pericolo di crollo e smottamento : http://www.vetiver.it/#12 leggete e vedrete che la NATURA si ripara da se
5 Andrea78vr 04/10/2011 19:51 960 commenti
@Riky 66 lo avevo inteso ma meglio specificare perche poi non si sa mai chi legge , purtroppo in questo caso ce poco da fare anche perche anche se volessero mettere delle reti non sanno nemmeno quanto devono forare per mettere gli attacchi e poi bisogna vedere se tiene e alla fine è sempre una cosa tappata li
6 Andrea78vr 04/10/2011 19:50 960 commenti
@bonale ma cosa vuoi che facciano come emergenza ! in questo caso con una scivolata cosi l unica cosa che devono fare è fare dei crolli controllati in modo da eliminare il problema in modo che non crei danni alle persone e guarda che non ti dico cavolate perche se ricordi bene qui in Veneto lo hanno fatto ancora una cosa del genere
7 gemmapiuma 04/10/2011 19:31 387 commenti
Integro il commento dove ho dato la notizia in anteprima e altri... trova sostenitori il sospetto sia stato di Tosi,ha una testa che sposta le montagne e una volontà che le trafora. infatti sembra che l'inciampo sia avvenuto per la proposta di un militante di testare bene la zona prima di fare il traforo.
8 El_Scarpon 04/10/2011 19:05 54 commenti
Tuti brai a parlar, cave qui, cave là, e magari i laora nel on bel oficieto riscaldà. E a casa magari i ga le finiture de piera de la Lessinia......
9 girmi 04/10/2011 17:16 1389 commenti
Considerato che pochi chilometri piu' a sud ma NELLA STESSA MONTAGNA un TOSI vorrebbe fare DUE BUCHI PASSANTI DI 20x8m per IL PASSANTE AUTOSTRADALE NORD E' CHIARO IL PERICOLO PER I VERONESI! E' anche chiaro l'ASSOLUTO DISINTERESSE DELL'AMM. TOSI PER IL DISSESTO IDROGEOLOGICO. Tosi e Giacino hanno in mente SOLO CEMENTO e TAGLI ALBERI La Natura invece ci insegna che quando E' TROPPO E' TROPPO. Che non si puo' SCAVARE SENZA CONTROLLO E SENZA RISPETTO. Che alla fine Vince sempre Lei: la Natura che presenta sempre il conto ed e' sempre molto salato. Non sono disarmanti le dichiarazioni degli amministratori in questi casi? "noi possiamo solo monitorare" ch equivale a STARE A GUARDARE CHE LA MONTAGNA SPROFONDI. Nel terzo millennio possiamo "imbracare" o "cerchiare" una MONTAGNA che sta SPROFONDANDO? NO! Siamo DISARMATI DI FRONTE A QUESTI DISASTRI e allora SI PUO' SOLO PREVENIRLI! Con degli ammistratori responsabili e rispettosi non con dei PALAZZINARI! Grazie
10 bonale 04/10/2011 16:35 33 commenti
Questa notizia non mi piace per niente! Prima di piangere per il disastro è il caso di fare subito con immediatezza quello che si deve fare e poi sia la magistratura ad individuare i responsabili.
11 fabiogorg 04/10/2011 16:27 10 commenti
Concordo pienamente sull'attenzione da porre sull'attività di estrazione. Tuttavia chi vuole rimanere a vivere in montagna (Lessinia), costruendosi una nuova casa, ha l'obbligo di utilizzare i materiali del luogo. Questi materiali ci sono se ci sono anche le cave, pertanto io credo che non si possa sparare a zero su queste attività. E' chiaro che si lavora per i soldi ma non bisogna pensare che sia solo una speculazione... Le attività vanno (e lo sono) regolamentate, l'aspetto ambientale deve essere messo in primo piano ma non per questo si devono cancellare determinate attività.
12 CherubiniR 04/10/2011 14:20 233 commenti
TRA L'ALTRO, IN ITALIA CI SAREBBE UNA LEGGE CHE DICE CHE QUANDO IN UNA CAVA L'ESTRAZIONE E' TERMINATA SI DEVE, DICO SI DEVE CHIUDERE CON MATERIALE DI RISULTA , RICOPERTA CON TERRA E PIANUTUMATA PROPRIO PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EX SITI ESTRATTIVI. DA NOI IN LESSINIA I FA I BUSI, I FA I SCHEI E I LASSA TUTTO LI... INVECE NOI CARI MIEI CAVATORI DI PIETRE. UNA VOLTA FINITO IL BUCO LO SI DEVE CHIUDERE E ANCHE MOLTO BENE. CHI MI FA ARRABBIARE DI PIU' SONO GLI AMMINISTRATORI DEL NOSTRO TERRITORIO CHE SE NE FREGANO E LASCIANO ANDARE LE COSE COSI', ALL'ITALIANA MANIERA (E SON QUASI TUTTI LEGHISTI LASSU'...) CHE MISERIE
13 Riky 66 04/10/2011 14:15 1051 commenti
Andrea78vr,mi sono espresso male per bonifica intendevo dire rimettere a posto le cose per quanto possibile.... Per quanto riguarda piantare alberi,guarda che a Verona e provincia va di moda tagliare alberi.......non piantarne.
14 annina52 04/10/2011 12:07 143 commenti
Basta andare in Lessinia per vedere lo scempio. Mi sono sempre chiesta come una cava possa lambire una strada di passaggio (ved. Loc. Schioppo)...
15 Andrea78vr 04/10/2011 11:28 960 commenti
@Riky 66 bonifica ? ma quale bonifica guarda che sta crollando il crostone mica si tratta di bonificare un campo inquinato , non ce maniera di risolvere quel problema se non quello di fare un crollo controllato e rifare le strade ! ovviamente se proprio vogliono fare una cosa bella che piantino degli alberi in modo che tengano su la terra .
16 Riky 66 04/10/2011 11:06 1051 commenti
Si,adesso trovali i responsabili...come al solito le responsabilità non sono di nessuno,e tutti paghiamo per la bonifica.
17 Andrea78vr 04/10/2011 11:04 960 commenti
Sicuramente essendo da un pezzo che non piove sta volte non c entra l acqua ne tantomeno le nutrie che a grezzana me le vedo poco ! sicuramente si tratta dei primi segni dell abusivismo edilizio e della cava che sta lavorando in maniera forsennata
18 pensieri 04/10/2011 11:03 241 commenti
E' il minimo che poteva succedere!
19 cabiria11 04/10/2011 10:55 516 commenti
Se tutto è stato fatto secondo normativa, la normativa è sbagliata. Ma "i titolari della cava si sono ben guardati dall'avvertire le autorità" ai primi evidenti segnali di smottamento...hanno recintato e avanti a cavare. Ah, i schèi...
20 legambiente 04/10/2011 10:40 79 commenti
Pensavo che fossero le nutrie
21 gemmapiuma 04/10/2011 09:27 387 commenti
Zambaldìn de la Lessinia, la penna che non bara ma ...fotografa.
22 Marco_da_Madonna_di_Campagna 04/10/2011 09:25 1387 commenti
Ecco cosa succede a sfruttare il territorio all'inverosimile con il solo obiettivo di speculare
23 boxgabry 04/10/2011 09:14 602 commenti
I responsabili andrebbero indagati e comunque se ritenuti responsabili gli si dovrebbe far pagare tutti i danni per ripristinare la zona interessata dagli smottamenti. Ma non succedera' nulla perche signori siamo in italia paese del bengodi.
24 CherubiniR 04/10/2011 09:01 233 commenti
Tutti i nodi vengono al pettine. Molte cave agiscono su concessioni regolari quindi la resposabilita' della cava esiste ma fino ad un certo punto. Il fatto è che se la roccia si mantiene per 40 anni, non è detto che lo faccia per sempre. Questo dovrebbe far meditare chi ha il potere di dare concessioni di nuovi scavi. Per troppo tempo si sono fatti buchi nella nostra amata lessina pensando solo al profitto e non alla sicurezza dei suoi abitanti. E adesso chi ferma la frana ? Quanti soldi dovranno essere spesi per mettere in sicurezza la montagna ?
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1 simone 09/10/2011 13:15 626 commenti
ma quante *** dite bisogna parlare solo quando si sa di cosa si parla