mercoledì, 23 maggio 2012

VALPANTENA

CAMBIA:

Gli studenti del Fermi promuovono le sorgenti della Lessinia a pieni voti

MARANO. La campagna di controllo dei ragazzi del «Fermi» in Lessinia sulle acque di fonte. Quella di Ziviana ha valori microbiologici di potabilità così come Scandole a Bosco, mentre altrove emergono tracce di fertilizzanti
14/06/2011
Zoom Foto
La sorgente Ziviana, controllata dagli studenti del «Fermi»

Marano. Arriva anche dagli studenti dell'Istituto professionale di Stato per l'industria e l'artigianato «Enrico Fermi» la conferma che l'acqua della Lessinia risente particolarmente delle condizioni ambientali dei territori su cui precipita e del sottosuolo carsico che attraversa in maniera sorprendentemente veloce, al punto che difficilmente trova quel «materasso» di filtraggio che trattenga impurità e inquinanti chimici e microbiologici.
Da 11 anni gli studenti del Fermi monitorano le sorgenti della Lessinia sotto la supervisione dei loro insegnanti di chimica e biologia. Alla realizzazione del progetto, ripetuto anche per quest'anno scolastico, hanno collaborato il Museo Civico di Storia Naturale di Verona, attraverso il conservatore di geologia e paleontologia Roberto Zorzin, l'Ordine dei chimici di Verona presieduto da Paolo Bendazzoli, il Parco naturale regionale della Lessinia e il Comune di Marano di Valpolicella. All'attività hanno partecipato sei classi (circa centoquaranta alunni) e 14 insegnanti che insieme hanno seguito l'andamento dei parametri chimici e biologici di sei sorgenti, analizzando da 10 a 12 campioni per ciascuna.
Quest'anno sono state scelte tre sorgenti indicate dal Comune di Marano di Valpolicella (Pezza, San Rocco e Ziviana) una ciascuno per Bosco Chiesanuova (Scandole) e Sant'Anna d'Alfaedo (Marciora) e si è deciso di seguire ancora la sorgente Pantheon di Santa Maria in Stelle (Verona) perché direttamente collegata con gli acquiferi della Lessinia nella bassa Valpantena.
Tutto il lavoro svolto è stato documentato e registrato su cd, proiettato alle classi e ai genitori per illustrare il lavoro svolto, realizzato grazie a un finanziamento del Parco e del Comune di Marano.
Il professore di chimica Fabio Tottola, che ha coordinato il progetto, sintetizza le conclusioni: «Ziviana e Scandole possono essere considerate sorgenti con valori microbiologici molto vicini alla potabilità: a Ziviana in quasi tutti i prelievi gli indicatori di contaminazione fecale risultano assenti e anche per Scandole c'è un'esigua presenza degli indicatori di contaminazione fecale sia di origine umana che animale. Per la potabilità della prima basterebbe un trattamento fisico semplice e la disinfezione. Per la seconda servirebbe un trattamento fisico e chimico normale, oltre alla disinfezione. Per le altre sono maggiori i problemi: risentono di sversamenti di liquami e della fertirrigazione e per renderle potabili servirebbe la clorazione».
L'inquinamento è più evidente dopo precipitazioni consistenti. Gli studenti hanno comparato i dati dei campioni con quelli delle precipitazioni, scaricati dal Centro meteorologico di Teolo dell'Arpav: quelli dello scorso novembre, mese delle alluvioni, mostravano un innalzamento dei valori legato alle precipitazioni e al dilavamento del terreno.
«In 11 anni di lavoro degli studenti dell'Istituto sono state controllate circa 200 sorgenti con decine di migliaia di analisi », precisa Tottola, «e il dato confortante è che non ci sono valori di nitrati sopra la norma, se non occasionalmente. È più facile invece che sia fuori norma il fosforo, la cui presenza è da imputare ai detergenti e ai fertilizzanti impiegati».
«Il lavoro è stato utile per gli studenti. Oltre a rendersi conto dell'utilità delle lezioni teoriche sui banchi e applicate sul campo e in laboratorio, ha anche fatto capire l'importanza della tutela ambientale e del risparmio dell' acqua».

Vittorio Zambaldo




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