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Oggi in piazza

23.07.2010

Piano interventi in aula e la Giunta è nella bufera

GREZZANA. Approvato il nuovo strumento urbanistico che trasforma i capannoni in abitazioni. L'opposizione applaudita dal pubblico: «Bloccando nuove attività nella zona industriale si creano quartieri dormitorio»

Nella zona industriale i capannoni potranno essere convertiti in case

Nella zona industriale i capannoni potranno essere convertiti in case
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Grezzana. Spira ancora aria di crisi in Valpantena. Diminuiscono i consumi, l'occupazione non aumenta e in vista ci sono anche le elezioni amministrative (28 marzo 2011).
In questa non facile situazione è approdata in consiglio comunale la delibera della prima fase del Piano degli interventi inerente la riqualificazione e riconversione di una parte della zona industriale che prevede il solo mantenimento delle attività produttive esistenti: 239mila metri cubi di zona residenziale, 22mila metri quadrati di aree commerciali e 28mila metri cubi di direzionale. Inoltre certifica tre accordi tra pubblico e privati, che consentono al Comune di incassare 940mila euro da destinare alla riqualificazione di piazza Carlo Ederle e alla galleria pedonale di Via Roma.
La delibera, approvata con i soli voti favorevoli di una parte della maggioranza (cinque consiglieri di Impegno comune e due di opposizione sono usciti dall'aula per incompatibilità), è stata accolta dalle proteste della minoranza che, per la prima volta, è stata applaudita dal folto pubblico presente, in gran parte formato da imprenditori, artigiani, commercianti e cittadini comuni.
Gli imprenditori intendono oggi scendere in campo: «Insoddisfatti di questo modo di amministrare, intendiamo produrre alcune proposte per la pianificazione futura del territorio, da condividere con i cittadini e l'amministrazione», spiegano. Il Comune, in carenza di trasferimenti dallo Stato ricorre ad accordi con i privati «circa 15 quelli in fase di istruttoria», spiega il sindaco Mauro Bellamoli che si è impegnato a predisporre «la seconda e la terza fase del Piano entro il 2010». Il nuovo strumento urbanistico (valido per cinque anni), è stato illustrato dall'assessore all'Urbanistica Graziano Fusini: «Questa prima fase del piano prevede la riqualificazione e riconversione della zona industriale, in zona residenziale e direzionale, con l'indicazione puntuale di volumi, superfici, viabilità e spazi verdi», spiega. «Abbiamo inoltre applicato il piano casa (inizialmente escluso per la zona industriale) e predisposte otto schede per altrettanti edifici rurali non più funzionali» ha riassunto Fusini.
In questa parte della zona industriale la commistione tra case di abitazione e fabbriche è evidente a tutti. «Con il piano degli interventi i capannoni chiusi (spesso in stato di degrado) possono essere automaticamente riconvertiti in case. Un'opportunità per gli imprenditori che hanno cessato la loro attività», ha affermato l'assessore Fusini, tra la contrarietà del pubblico e la perplessità dell'opposizione che ritiene che «con la chiusura delle attività si prevede la nascita di quartieri dormitorio».
«Una decisione», ha ribadito Dario Tinazzi della lista Grezzana Nuova, «che va a ipotecare lo sviluppo futuro del territorio. Un'amministrazione responsabile deve mediare e trovare soluzioni alternative». A questo intervento è seguito un botta e riposta tra il consigliere Giuseppe Ferrari (Nove frazioni) e il sindaco sulla preclusione di nuove attività nella zona. Mauro Bellamoli, ha detto «non ci sono richieste di nuove attività industriali in questa zona. In questi anni è arrivata una sola richiesta verbale per costruire un capannone, mentre sono parecchie le domande di riconversione. Ci siamo basati anche sulle indicazioni di Api, Associazione piccole industrie».
Fuori dall'aula ha aggiunto «La migliore risposta alle critiche insensate sono i fatti, le opere che abbiamo realizzato e il Piano degli interventi, uno dei primi nella regione Veneto, che metterà in moto l'economia. Il grande problema è garantire il lavoro alle industrie esistenti». Il piano degli interventi sarà in visione per 30 giorni negli uffici tecnici, gli interessanti possono presentare delle osservazioni che saranno esaminate nei successivi 30 giorni, tornerà poi in Consiglio comunale per l'adozione definitiva.


Alessandra Scolari

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