Alessia non ce l'ha fatta Si era ustionata in pizzeria
GREZZANA. La studentessa ventenne era rimasta gravemente ferita nell'incendio del 19 ottobre alla «Pepe e Sale». Il paese è sotto shock per la tragedia, la giovane è nei cuori di tutti. Il parroco: «Per la comunità un momento di sofferenza ed estrema tristezza»
Grezzana. Non ce l'ha fatta Alessia Perlato, la studentessa ventenne rimasta ustionata sul 90 per cento del corpo durante l'incendio avvenuto alla pizzeria Pepe & Sale di via Tavigliana, dove lavorava part - time, la sera di lunedì 19 ottobre. Alessia si è spenta ieri mattina alle 7,30 dopo un mese di lotta in rianimazione all'ospedale di Borgo Trento, dove era stata ricoverata la sera dell'incidente. L'incendio è partito dal forno, la fiammata ha preso la via della cappa, probabilmente bruciando i filtri e si è dispersa nel controsoffitto che è caduto distruggendo quanto ha trovato in sala.
I genitori, mamma Marta Zavatteri e papà Nicola Perlato, sconvolti sono senza parole; erano andati anche a parlare con i giovani carabinieri, intervenuti immediatamente a liberare Alessia dalla macerie portandola fuori dal locale, per tentare di capire. Le indagini sono ancora in corso.
Il paese è sotto shock. «La morte di Alessia una sconfitta per il paese, morire a vent'anni sul lavoro, una vera tragedia», commentano sottovoce le persone. Già da una settimana si era capito che le condizioni di Alessia si erano aggravate, anche se la fiducia riposta nelle capacità di ripresa della giovane Alessia faceva sperare in una ripresa, anche se lenta. Il parroco monsignor Ottavio Birtele aveva cominciato a pregare per lei, durante la messa del mattino. Ora dice: «Ho portato alla famiglia Perlato la nostra partecipazione e solidarietà, unita a quella della comunità, per la tragedia che li ha colpiti con la perdita di Alessia. Questa per la nostra comunità è una grande prova. Soprattutto in questo periodo di carenza di lavoro, il nostro pensiero va anche ai giovani che da poche settimane avevano intrapreso la gestione della pizzeria e sono stati così duramente colpiti. Per tutta la vallata un momento di tanta sofferenza e tristezza».
Chi era Alessia? «Una ragazza d'oro», ripete la mamma. Era impegnata all'Università, dove frequentava Scienze dell'educazione dopo il liceo psicopedagogico alle Montanari, in famiglia, dove aiutava spesso il fratello di 13 anni e nella pizzeria, dove lavorava part-time per pagarsi gli studi. Ricorda una sua amica Marica Albrizio: «Con Alessia ci eravamo incontrate quest'estate, assieme agli amici delle medie che non vedeva da tempo, e siamo entrate subito in sintonia: era solare, aperta, disponibile e piena di iniziative e idee. Ci suggeriva come organizzare le feste di compleanno a sorpresa. Amava stare in compagnia. Ci mancherà tantissimo». Due sue compagne di corso, Silvia Nodari e Paola Felisi, dicono: «Sapere che Alessia non sarebbe veramente più tornata ad occupare il suo posto ci ha riempito di enorme tristezza. Era una ragazza sempre molto impegnata, ci metteva anima e corpo in tutto quello che faceva. Lavorava con passione in pizzeria, tanto che talvolta sacrificava anche la frequenza: ci avvisava e noi le passavamo gli appunti». Ieri nella chiesa di Santa Maria ed Elisabetta si è svolta la prima veglia di preghiera con monsignor Ottavio Birtele, che si ripeterà stasera alle 20. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.
Alessandra Scolari
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