10.08.2012
VIGASIO. Le minoranze presentano una mozione per annullare le differenze di costo tra scuole statali e paritarie: «Si aumentino i contributi per far sì che per lo stesso servizio si paghi lo stesso prezzo». Ma il sindaco boccia l'idea: «E' assurdo allineare quelle dell'asilo pubblico alle altre»
Bambini in una scuola d’infanzia: a Vigasio è battaglia tra politici sulle rette diseguali tra asili
Vigasio. Il nodo resta: le differenze tra le rette nella scuola d'infanzia pubblica e quelle delle private, tre in tutto tra capoluogo e frazioni di Isolalta e Forette, non saranno abbattute. Maggioranza e opposizione si sono date gran battaglia su questo punto nell'ultimo consiglio comunale. Il Popolo delle libertà ha bocciato la mozione dei gruppi Giusti per Vigasio, Lega nord e Insieme per Vigasio presentata per rendere più omogenee le rette praticate da ciascun asilo.
In tempi di vacche magre sia per le casse del Comune che per le oltre 3.600 famiglie del paese e circa un mese prima che riaprano le scuole, gli esponenti di minoranza hanno spulciato nei tariffari praticati dai singoli istituti, che, complessivamente, accolgono circa 320 alunni. Ne è emerso un quadro parecchio variegato. Ad esempio, la quota versata dalle famiglie varia dai 20 euro richiesti alla statale di viale Bassini, che ospita 150 scolari, ai 100 euro delle paritarie «Don Massaggia», sempre nel capoluogo, e di quella di Isolalta, frequentate, rispettivamente, da 90 e 50 alunni. La paritaria «Maria Ausiliatrice» di Forette, 30 frequentanti, si colloca invece in una fascia intermedia: l'ammissione costa 50 euro. La materna statale si colloca nella fascia più bassa, anche per quanto riguarda la retta mensile. Costa 100 euro, contro i 110-115 chiesti ad Isolalta, i 120 della «Don Massaggia» ed i 135 di Forette. Per i genitori che iscrivono due o più figli la quota oscilla tra i 150 ed i 200 euro alla statale, tra i 200 ed i 300 ad Isolalta, mentre alla «Don Massaggia è compresa tra i 240 e i 360.
Da qui è scaturita la richiesta, esposta da Daniele Visparelli, capogruppo di Giusti per Vigasio, di impegnare la Giunta «ad omogeneizzare le rette, ridefinendo l'impegno economico nei confronti delle scuole paritarie. Occorre garantire che le famiglie, senza discriminazioni economiche, possano scegliere liberamente a quale tipo di scuola iscrivere i loro figli». Quindi ha aggiunto: «La Giunta ha tutti gli strumenti per fare in modo che le scuole forniscano il medesimo servizio allo stesso prezzo. Se analizziamo le esenzioni, vediamo che 90 o 100 euro di differenza al mese alla fine dell'anno scolastico si traducono in somme consistenti per ciascun nucleo». Luigi Giaretta, della Lega nord, ha rincarato la dose: «Per chi ha due bambini iscritti alla scuola privata, la differenza di spesa, in un anno, con i costi della statale può arrivare anche a più di mille euro. Inoltre, nell'istituto pubblico non ci sono mai posti liberi».
Il sindaco Daniela Contri ha rispedito al mittente mozione e le critiche: «Francamente non capisco cosa vuole la minoranza: la Giunta non può intervenire sulle tariffe delle tre scuole paritarie, decise dai singoli consigli di amministrazione. È assurdo che il Comune aumenti le rette dell'asilo pubblico per allinearle a quelle degli altri istituti. Non vedo nemmeno compromessa la possibilità di scegliere, da parte delle famiglie, il tipo di scuola: non ci risultano liste d'attesa alla statale». Il sindaco ha respinto anche la richiesta di rimodulare i contributi agli asili privati, per abbassare le rette: «Visti i tempi, aiutiamo gli istituti già abbastanza, visti i tempi».
Fabio Tomelleri
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