31.07.2012
SOMMACAMPAGNA. Antonino De Paola è partito da Lugagnano e ha già affrontato il caldo torrido di Caronte. Ora è in Svezia e porta il suo appello di aiuto all'Emilia. Giovane senza lavoro decide di raccogliere fondi con la sua impresa: «Darò i soldi alla scuola di Cavezzo». Sta viaggiando in solitaria.
Sommacampagna. Da Sommacampagna a Capo Nord per i terremotati dell'Emilia. Quello di Antonino De Paola è un viaggio in solitaria iniziato il 29 giugno scorso: cento chilometri al giorno, per due mesi, in compagnia della sua bicicletta battezzata «Balansa». Giorno dopo giorno, attraverso il tam tam mediatico che si sta allargando grazie ai social network, attraverso tante iniziative collaterali che gli amici di Antonino stanno organizzando, la raccolta dei fondi sta prendendo piede. «Saranno destinati alla scuola materna San Vincenzo De Paoli di Cavezzo, in provincia di Modena», spiega Antonino in un messaggio affidato alla sua pagina Facebook (Verona Nordkapp). «La scuola ospitava quasi cento bambini in cinque sezioni con dieci insegnanti», racconta, «e ad oggi il pensiero principale è quello di arrivare a settembre potendo riaprirne almeno una parte».
Antonino, che vive a Sommacampagna con la compagna Jessica Schiavo, il figlio Miguel di 18 mesi e il lupo Raska, è rimasto senza lavoro nei mesi scorsi. E ha pensato di utilizzare il suo tempo per gli altri, attraverso un progetto che inizialmente doveva essere di sensibilizzazione all'utilizzo di mezzi ecologici, ma poi si è trasformato in una iniziativa benefica. «Questo progetto è nato dalla passione per la fotografia che pratico ormai da qualche anno», spiega, «e il sogno di poter realizzare un lungo viaggio a diretto contatto con la natura». Poi il terremoto, le immagini degli sfollati, di bambini rimasti senza casa e senza scuola. E Antonino ha voluto trasformare il lungo viaggio in bicicletta in un aiuto concreto per quelle popolazioni: «Mi sono chiesto che cosa potessi fare. Quindi ho deciso di iniziare la mia avventura raccogliendo donazioni tramite sociale network, passaparola, banchetti di beneficienza, portandole direttamente a chi ne ha bisogno al mio ritorno». E nelle ultime settimane il suo appello è stato accolto: in tutta la provincia sono state organizzate iniziative di beneficienza per raccogliere fondi per la scuola di Cavezzo. Una sfida nei confronti dello Stato, «che come sempre cerca fondi per aiutare le popolazioni in difficoltà alzando il prezzo del carburate: io», spiega Antonino, «propongo di trovare vie alterative. Invece di pagare quei due centesimi in più per la benzina, utilizziamo meno l'auto e doniamo i soldi risparmiati alla scuola materna di Cavezzo».
Quotidianamente Jessica, la compagna di Antonino, inserisce nella pagina di Facebook dedicata al progetto messaggi e immagini delle singole tappe percorse e delle città attraversate. «All'inizio è stata dura per lui», racconta, "è partito nel bel mezzo di Caronte e col caldo era difficile pedalare. Anche in Germania ha avuto delle difficoltà, perché pioveva ogni giorno. Ora si trova in Svezia e, visto il clima ideale, sta cercando di recuperare i chilometri persi, facendo anche i conti con una bicicletta che ogni giorno, purtroppo, gli dà dei problemi. Ma lungo la strada trova tanta gente che lo ferma, gli chiede cosa sta facendo e soprattutto perché lo sta facendo». Si prepara pranzo e cena da solo, Antonino, grazie alla cucina portatile che ha con sé, e ogni notte dorme in tenda. «Non abbiamo trovato alcun sponsor che sostenesse Antonino in questo progetto», conclude Jessica, «quindi per ora stiamo tirando fuori soldi di tasca nostra. I fondi che stiamo raccogliendo attraverso iniziative legate a questo viaggio, tremila euro ad oggi, li porteremo direttamente noi alla scuola di Cavezzo, a settembre quando Antonino tornerà a casa».
Francesca Lorandi
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