18.07.2012
VALEGGIO. Passa la variazione urbanistica a Salionze per l'area ex Icomec. Cinquanta alloggi a pochi metri dal Mincio. Pezzini e i suoi votano con la maggioranza del sindaco Tosoni. Gli altri sono contrari Lugo: «È grave non aver dato prima i documenti». Cordioli: «Rischio idrogeologico»
È passata in consiglio comunale la convenzione tra il Comune e la ditta Rio Verde srl che permetterà di realizzare 40-50 appartamenti a ridosso della riva alzaia del Mincio nella zona dell'ex Icomec a Salionze, trasformando la zona da turistico-recettiva a residenziale. Il voto ha spaccato la minoranza, allineando alla maggioranza il gruppo Insieme per Valeggio, che comprende gli ex sindaci Albino Pezzini e Fausto Sachetto, mentre gli altri due gruppi (Valeggio anch'io ed Il ponte) hanno votato contro. «Non si tratta di cementificazione», ha affermato il sindaco, Angelo Tosoni, «ma di un intervento che toglie di mezzo una bruttura (capannoni e casette abbandonate) presente da decenni sul nostro territorio. È un intervento su cui s'era impegnata la nostra lista, che qualifica la zona di Salionze, uno degli ingressi al nostro territorio ed è migliorativo perché salvaguarda l'alveo da una maggiore cubatura che la proprietà poteva richiedere rimanendo alla precedente destinazione urbanistica. Abbiamo anche messo dei vincoli, come per l'altezza (sui due piani)».
Dura la replica di Maria Grazia Lugo, capogruppo di Valeggio anch'io, che chiedeva il ritiro del punto all'ordine del giorno: «Ora dobbiamo decidere su qualcosa che cambia radicalmente il Piano regolatore generale ed il Piano di assetto del territorio, senza nemmeno avere alcuni importanti documenti citati in delibera e in una zona di particolare fragilità. Inoltre di questo progetto nessuno a Salionze sa niente, quando invece era importante concertare un'opera di così forte impatto. Perché nessuno è stato avvertito per tempo visto che ad ottobre dello scorso anno c'è stato il passaggio di proprietà e a gennaio il nuovo progetto? Propongo di ripresentarlo più avanti».
Di diverso avviso Albino Pezzini: «L'idea precedente di recuperare la sagoma del capannone per farne un albergo era sbagliata, ma questa ci trova perfettamente concordi. Metterò a disposizione lo spumante per i consiglieri che voteranno a favore». D'accordo anche Fausto Sachetto: «Se nei miei due mandati avessi avuto a disposizione uno strumento come il decreto sviluppo, avrei risolto questo problema ed altri. Abito a 100 metri dall'ex Icomec e qualsiasi intervento, anche il peggiore, sarebbe comunque meglio della situazione di degrado attuale».
Ironico l'intervento di Francesco Pasini, della lista Il ponte, che rivolto proprio a Sachetto, con cui era stato in giunta nel primo mandato, s'è detto contrario al metodo seguito: «Di certo non avresti accettato all'epoca una monetizzazione così bassa (200 mila euro) per il cambio di destinazione d'uso. Inoltre l'intervento doveva essere presentato a Salionze, anche perché si mette in diretta concorrenza con le ultime lottizzazioni. Inoltre il Comune avrà una perdita secca di Imu, passando al residenziale e la disponibilità per sistemare l'ex stazione della Mantova-Peschiera è solo accennata, senza impegni precisi». Critica anche Martina Marconi, l'ex assessore all'urbanistica, recentemente sollevata dall'incarico (la delega ora è del sindaco): «Costruire vicino al fiume ha un indubbio valore economico che andava quantificato per tutelare l'interesse pubblico, anche partendo da un piano finanziario che invece non viene fornito ed andava fatta una valutazione d'impatto ambientale, non solo un passaggio in Sovrintendenza». Poi l'ex assessore, dopo aver affermato di «non essere contraria al passaggio a zona residenziale» e sostenuto di «non aver verificato se tra i fabbricati interessati dall'intervento qualcuno fosse abusivo», ha abbandonato la sala consiliare. Successivamente Nicola Cordioli, di Valeggio anch'io, ha segnalato che «la Provincia aveva inserito quella zona tra quelle con problemi idrogeologici da tenere in particolare attenzione».
In replica il sindaco, che non ha voluto ritirare l'ordine del giorno, ha assicurato: «Ci sarà un tavolo con gli enti interessati per approfondire le varie problematiche. A Salionze c'andremo e spiegheremo anche perché la monetizzazione è ragionevole. L'Imu potrebbe essere anche favorevole se saranno seconde case».
Ora in tanti si chiedono cosa farà la Sovrintendenza per questo tratto di Mincio che, dopo il moltiplicarsi delle case mobili dell'Altomincio, vedrà nascere vere e proprie abitazioni, costituendo un pericoloso precedente per possibili altri interventi ed in un ambito, quello dell'alveo di un fiume, dove, dopo le tragedie di Soverato e Sarno, molti speravano che non si edificasse più. In chiusura il sindaco ha letto una lettera del collega del comune modenese di San Possidonio che ringrazia per l'aiuto fornito e per aver rinunciato allo spettacolo pirotecnico nella fiera annuale.
Alessandro Foroni
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti