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Oggi in piazza

13.07.2012

Da Villafranca a Trieste
Il pusher va in trasferta

SPACCIO. Indagini sovrapposte portano ai domiciliari lo stesso uomo. Digos e polizia triestine intralciano inconsapevoli un'operazione dell'Arma su traffico di cocaina

Cocaina sminuzzata

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Verona. Alla faccia della collaborazione interforze. Ieri pomeriggio l'Ansa ha battuto un lancio che ha provocato non poco scompiglio. Per due ragioni. La prima è che ha diffuso una notizia che poi ha dovuto modificare, perchè malinformata dalla fonte. Inizialmente è stato detto che il fornitore di cocaina di un ultrà della Triestina era un ultrà veronese. E invece è «semplicemente» un veronese. Il secondo «danno mediatico» è stato rendere pubblico che il fornitore era stato appunto arrestato, mentre a suo carico c'erano ancora in corso indagini da parte del Nucleo operativo dei carabinieri di Villafranca. E così quell'indagine adesso è andata per aria. mesi di pedinamenti e intercettazioni inutili. L'arresto del veronese non doveva avvenire perchè le indagini a carico di quel veronese residente a Villafranca, erano ancora in corso e lui sarebbe stato più utile «al lavoro», che ai domiciliari come invece poi è stato posto. Cocaina, da Verona verso Trieste. Questo è l'unico dato certo, ma il mondo ultrà c'entra gran poco. Anche se certo il coinvolgimento delle tifoserie avrebbe reso di certo più ghiotta la notizia.Un anno di indagini, partite dalla Digos sull'incendio del Suv di un calciatore della Triestina ha permesso invece di scoprire il giro di spaccio. A portare la droga da Verona a Trieste secondo le indagini di Digos e la Squadra Mobile di Trieste, era anche il veronese.  Ieri la polizia ha eseguito, al termine di un anno di indagini, la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Boris C., 37 anni, (altro la questura di Trieste non ha diffuso), ritenuto responsabile di una vasta attività di spaccio di stupefacenti a Trieste. Le indagini sono cominciate dopo l'incendio doloso in centro città dell'automobile del giocatore della Triestina Calcio, Marcello Cottafava, e sul tentativo di incendio degli spogliatoi del campo sportivo di Opicina, dove la Triestina si allenava.Gli investigatori si erano concentrati sugli ultras, e una persona in particolare era stata individuata come probabile responsabile degli incendi. Nel corso delle indagini, però, è stata scoperta un'attività di spaccio di cocaina tra Veneto e Friuli Venezia Giulia dove Boris C, a Trieste, era un punto di riferimento come pusher di alcuni appassionati tifosi della squadra alabardata.  La droga a lui la vendeva il veronese, già «attenzionato» dai carabinieri di Villafranca, ma ritenuto tutto sommato un pesce piccolo. All'Arma non risulta che lo spacciatore abbiamo coinvolgimenti calcistici, se non quelli di piazzare la sua merce. I carabinieri puntavano ai grossisti veri, ma è probabile che quest'arresto imprevisto abbia gettato all'aria tutto.


Alessandra Vaccari

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