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Oggi in piazza

23.06.2012

Il frate vola sul toboga per siglare la pace

VILLAFRANCA. Si è conclusa con un accordo la «provocazione» dei religiosi francescani che si erano ritrovati il luna park montato a ridosso del loro convento. Revocato lo sciopero delle messe. Quest'anno niente spostamenti, poi si cambia. E padre Mariano emozionato si fa un giro in giostra

Terrore e applausi sul toboga: padre Mariano, l'assessore Faccioli e l'organizzatore del luna park Trettene

Terrore e applausi sul toboga: padre Mariano, l'assessore Faccioli e l'organizzatore del luna park Trettene
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Villafranca. Il toboga li aveva divisi, il toboga li ha riappacificati. L'ultimo atto della contesa che ha visto contrapposti la comunità dei frati cappuccini e il Comune di Villafranca per l'erezione di un gigantesco scivolo a ridosso della chiesa del convento, si è concluso ieri sera poco dopo le 20 in un modo davvero singolare. Padre Mariano, superiore del convento in rappresentanza dei francescani, e Gianni Faccioli, assessore alle manifestazioni, in rappresentanza del Comune, sono scesi appaiati, mano nella mano, con slancio vertiginoso, dal gigantesco scivolo. Tra gli applausi dei giostrai e del pubblico presente. Pace fatta. Molto emozionato e un po' spaventato, il cappuccino è salito con Faccioli sul toboga alto, al culmine, una quindicina di metri. Come il tetto della chiesa, insomma. Padre Mariano, sistemato il saio, si è accomodato con serafico timore sul tappetino nella corsia a fianco di Faccioli mentre sulla terza prendeva posto Gabriele Trettene, vigile urbano ora in pensione, da sempre organizzatore del Luna Park sanpietrino. I tre si sono dati la mano in segno di pace e concordia e incoraggiamento reciproco, si sono raccomandati a San Francesco, e... giù, nel vuoto. Tra gli applausi del titolare della giostra, Adriano Franchini, di colleghi giostrai e di un po' di pubblico presente e sorpreso di assistere a quella scena.  Questo l'epilogo. Ma la pace era stata già concordata fin dal mattino di ieri. Il sindaco Mario Faccioli, preso atto della legittima protesta dei frati (aveva riconosciuto fin da subito «l'invasiva presenza» del toboga), ha inviato una lettera di scuse a padre Mariano. Il primo cittadino, mentre giornali e televisioni (anche la Rai) riprendevano la notizia data da L'Arena dello «sciopero del culto» proclamato dai frati, aveva mandato il suo assessore Gianni Faccioli dal superiore per trovare una soluzione. Ma alla prova dei fatti- la giostra si poteva spostare in avanti soltanto di mezzo metro- le parti hanno costatato, compreso il povero Adriano Franchini, titolare del toboga, che avrebbe dovuto rinunciare ad un periodo di proficuo lavoro, che l'unico modo per liberare la chiesa dall'ingombrante presenza della struttura era quella di smontare tutto. Una soluzione, però, immediatamente scartata dai frati: non si poteva privare una famiglia del reddito di quasi due settimane di lavoro. E così si è arrivati a un accomodamento: per quest'anno la giostra resta dov'è, il luna park rispetterà in silenzio le funzioni religiose e il prossimo anno si starà bene attenti a non occupare gli spazi di rispetto religioso e a non pestare i sandali ai frati.  «Sono stato a parlare con padre Mariano», confessa l'assessore Faccioli. «È una persona squisita. Per quest'anno tutto resta com'è. Il padre superiore ha capito che la soluzione di smontare tutto avrebbe fatto perdere il lavoro a una famiglia. A nome dell'amministrazione ho preso un solenne impegno per l'anno prossimo: chiesa e convento avranno il massimo rispetto. Il sindaco ha mandato a padre Mariano una lettere di scuse e di ringraziamento per la massima disponibilità. I giostrai sono venuti con la delegazione comunale e hanno fatto dono al superiore di biglietti da donare ai bambini delle famiglie povere». La notizia data da L'Arena, rilanciata dall'agenzia Ansa, ha fatto il giro d'Italia. La Rai ha chiamato padre Mariano in convento per avere un'intervista. «Ma non avevo niente da dire», racconta il superiore. «Per me la cosa si era già risolta con la lettera di scuse del sindaco che ha ammesso l'errore. Siamo arrivati all'accordo: quando sono in corso le funzioni si osserverà il silenzio. Sì, avrei avuto le carte in regola per far smontare tutto, ma di fronte all'impossibilità di rimontare la giostra da un'altra parte e allo sconforto del titolare del toboga che ci avrebbe rimesso lavoro e guadagno, abbiamo preferito lasciare tutto com'è. Il prossimo anno si troverà prima una soluzione che accontenti tutti». Soddisfattissimo Franchini che oltre al lavoro («Ho tre fantastici figli che mi aiutano») incassa anche una bella fetta di pubblicità: «Padre Mariano è di una bontà... francescana. Lo ringrazio davvero tanto. L'unica alternativa era smontare tutto e andarmene. Così, invece, salvo la fiera. Il prossimo anno avrò uno spazio diverso e non ci saranno problemi».


Morello Pecchioli

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