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30.05.2012

A Villafranca nessuna tassa sulla prima casa

VILLAFRANCA. Scelta politica della maggioranza guidata dal sindaco Faccioli. I titolari di industrie e terreni invece dovranno pagare l'imposta. L'amministrazione annuncia: «Qui niente Imu». Chi ha già versato l'acconto sarà rimborsato. Aliquota da 0,76 per cento sul secondo immobile

Case in via Marconi a Villafranca FOTO PECORA

Case in via Marconi a Villafranca FOTO PECORA
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Villafranca. La prima casa non si tassa a Villafranca. La città risponde così alla manovra Monti, passando all'azione e detraendo in toto dal conto dei contribuenti l'Imposta municipale unica sulla prima abitazione. In altre parole, i cittadini non dovranno pagare nulla né recarsi per uffici.  Questo vale per la prima casa di proprietà e una pertinenza: un garage o una cantina. I circa mille cittadini che hanno già pagato l'acconto saranno rimborsati.  Ci è voluto un po' per partorire una politica che cercasse di stare vicina alle famiglie e allo stesso tempo garantisse allo Stato le somme che esige da Villafranca. E per farlo, la città si accollerà col proprio bilancio la cifra di oltre un milione e centomila euro di gettito stimato dallo Stato per le prime case. Una misura politica, appunto. Perché i Comuni non sono tenuti a introdurre agevolazioni. Sono costretti, invece, questo sì, a versare allo Stato il 50 per cento delle entrate ottenute con l'Imu. Nella maggior parte dei casi, i paesi hanno applicato la legge alla base senza esenzioni e talvolta imponendo le aliquote più alte. A Villafranca non sarà così e a beneficiarne saranno diverse fasce: si calcola che qui oltre il 70 per cento dei residenti viva in una casa di proprietà. Le famiglie proprietarie, che già godevano di sgravi per ogni figlio a carico sotto i 26 anni, non pagheranno. Ma non sborseranno un euro anche le giovani coppie, che hanno acquistato la casa magari accendendo un mutuo. Né le fasce a reddito fisso, quelle più colpite dalla pressione fiscale: dipendenti, ma soprattutto pensionati.  L'amministrazione ha dato la precedenza a loro, dopo settimane di incontri con consiglieri di maggioranza, capigruppo e segretari di partito: tutti hanno formulato proposte finite nella delibera di giunta.  «Il Comune applicherà una detrazione sulla prima casa pari a quanto dovuto dal cittadino», spiega l'assessore al bilancio Riccardo Maraia, «che semplicemente non pagherà». L'Imu sulla prima casa, se si considera mediamente un'abitazione di cento metri quadrati, ammonterebbe all'incirca a 190 euro, con un'aliquota al 4. Una cifra maggiore di qualche decina di euro rispetto alla vecchia Ici del 2007. La stangata arriverà, invece, ai proprietari di immobili di altra natura, pur essendo stata applicata l'aliquota più bassa possibile: 0,76 (0,2 per i terreni agricoli). La cifra si moltiplica per la rendita catastale ed ecco che la stessa casa presa in considerazione sopra, se è una seconda abitazione, costerà al proprietario anche 700 euro.  Un bel problema per le imprese edili che possiedono appartamenti, magari sfitti, o per le attività produttive che per i loro capannoni pagheranno quasi il 30 per cento in più rispetto alla vecchia Ici. Sarà una batosta anche per chi ha concesso ad uso gratuito una seconda casa ai figli: il decreto legislativo ha annullato questa agevolazione. «Incontreremo i titolari di attività produttive», ha spiegato il sindaco Mario Faccioli, «e studieremo modalità di rateizzazione. Per le seconde case, invece, non si poteva differenziare per categorie: la legge non lo prevede».  Il Comune sarà soggetto a un taglio di trasferimenti statali di due milioni e 360mila euro, cui si somma il gettito calcolato dallo Stato che vuole da Villafranca per l'Imu un totale di quattro milioni e mezzo di euro. Come potrà sostenere questa politica di esenzione sulla prima casa? «Ragionando sul bilancio di previsione che sarà presentato a giugno, abbiamo osservato che le risorse ci sono», spiega Maraia. «Da quattro anni procediamo con la riduzione dell'indebitamento dell'ente, utilizzando l'avanzo di amministrazione per estinguere mutui. Ora raccogliamo i frutti: sono manovre che ci consentono di avere risorse da impiegare. Abbiamo rinegoziato 25 mutui, ne abbiamo accesi solo due per opere pubbliche. L'indebitamento è sceso di 15 punti». Ci sono poi tagli e razionalizzazioni su spese effettuati in questi mesi ufficio per ufficio. «Se si lavora bene», conclude il sindaco, «un Comune trova le risorse senza far pagare i cittadini. Abbiamo capito la crisi e lavorato tirando la cinghia».  «I cittadini di Villafranca sono legati alla città, alla famiglia e alle loro case. L'esenzione dell'Imu è un segnale politico forte a tutela di tutto questo e frutto del lavoro dell'intera maggioranza», commenta il presidente del consiglio Enrico Ortombina. Si accoda Camillo Beghelli della Lega: «La prima casa è il frutto di sacrifici, debiti e privazioni che non si può tassare». «Faremo risparmi, senza tagliare servizi», garantisce Adriano Cordioli del Pdl, «incontrando le esigenze della comunità». Soddisfatto anche Nicola Terilli, Udc: «Avevamo chiesto il mantenimento degli investimenti sulle politiche sociali e familiari e sulle scuole paritarie, insieme a una maggiore serietà nelle spese, limitandosi all'essenziale ed evitando sprechi che in questo momento potrebbero essere considerati superficiali. Siamo stati ascoltati». L'Imu si pagherà in due rate. Il primo acconto entro il 16 giugno e il secondo a dicembre. Maraia assicura che l'esenzione sulla prima casa resterà valida per tutto l'anno e anche per il prossimo. Ma questo, si sa, è un capitolo che affronterà il nuovo sindaco.


Maria Vittoria Adami

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