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23.05.2012

Quaderni, nuove barricate
contro un'altra discarica

VILLAFRANCA. La difesa affidata a un articolo del codice della navigazione aerea. Se venisse aperta Ca' Balestra a Valeggio attirerebbe i gabbiani pericolosi per i voli. A oltre 20 anni di distanza Quaderni ha di fronte lo stesso problema. Assemblea con il sindaco Faccioli che non è favorevole all'impianto

Una foto aerea di Ca' Baldassarre ricoperta e, sulla destra, cava Balestra FOTOSERVIZIO PECORA

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Villafranca. Saranno i gabbiani a impedire l'apertura della discarica di Ca' Balestra? La «difesa» di Villafranca contro la realizzazione di un sito per lo stoccaggio di rifiuti e lo sfruttamento di biogas farà leva su un articolo del codice della navigazione aerea. Con un sito del genere, infatti, i volatili sono attirati, ma, se la zona è vicino all'aeroporto, la discarica non si aprirà. È quanto è emerso lunedì sera alla riunione pubblica indetta dal sindaco di Villafranca Mario Faccioli a Quaderni. Al centro sociale GasQ i cittadini della frazione hanno fatto un salto indietro nella storia per parlare ancora di discariche. Erano circa un centinaio, escludendo la miriade di consiglieri di maggioranza e minoranza e membri dell'opposizione consiliare di Mozzecane, Valeggio e Roverbella. Hanno ascoltato il resoconto del sindaco, alla fine del quale hanno fatto domande, esposto perplessità e ottenuto poche risposte. Perché la decisione finale spetterà alla Regione e la discarica si estenderà nel Comune di Valeggio, confinando con Quaderni. «Lo aspetto al varco», ha esordito Faccioli riferendosi al Comune guidato da Angelo Tosoni. «Per realizzare la discarica Valeggio deve approvare una variante al Piano regolatore poiché Ca' Balestra è una zona di tutela rispetto a Ca' Baldassarre». Ma Faccioli non ha saputo dire nulla ai cittadini sulle intenzioni di Valeggio, nonostante il progetto della discarica sia noto da oltre un mese. Tosoni si difende: «Non abbiamo approvato nulla e la competenza non è nostra ma regionale». E i problemi vengono tutti da qui: dal fatto che la Regione da decenni deve redigere un piano cave che non arriva. Maggioranza e minoranza a Villafranca sono contrarie al nuovo impianto e lo ribadiranno in consiglio comunale domani sera, dove è annunciato che redigeranno anche una mozione congiunta. Ci sono motivazioni ambientali, di salute e normative che spingono Villafranca verso il «no». Il nuovo sito disterebbe circa due chilometri dai due pozzi a uso idrico di Quaderni e Rosegaferro. «La finanziaria 2011 ha stabilito che non vi è necessità di impianti di questo tipo. Qualora ci sia l'esigenza le Province interessate devono emettere una delibera che lo certifichi», ha spiegato il sindaco.  «Questo impianto è uno specchietto per le allodole». È una teoria riportata da più voci lunedì sera: c'è chi vuole che Ca' Balestra sia in realtà un escamotage per mantenere i costi per il recupero di percolato e biogas prodotti dalla vicina Ca' Baldassarre, chiusa da 13 anni, i fondi per la quale sono finiti l'anno scorso.  Nella linea di difesa Villafranca si aggrappa all'articolo 711 del codice di navigazione che impedisce di avviare attività che possano richiamare fauna selvatica, pericolosa per gli aerei di passaggio. Tali attività, inoltre, devono essere vagliate dall'Ente nazionale di aviazione civile. Secondo Faccioli questo punto è «insuperabile». A questo aggiunge la necessità di tutelare l'agricoltura intensiva locale e la produzione agroalimentare, parte della quale assoggettata a certificazioni di qualità, come l'Igp per le pesche. Se sarà necessario, infine, chiederà di aprire un'inchiesta pubblica, che porti la commissione di Via regionale in loco.  Perplessi e interessati, i cittadini hanno chiesto soprattutto di battersi per tutelare la loro salute. Hanno espresso il timore che una volta aperto il sito vengano conferiti materiali diversi e pericolosi, come l'amianto. Il dibattito ha poi virato verso la politica: molti amministratori e uomini di partito sono intervenuti, finché un cittadino ha interrotto la querelle sulla filiera partitica e la regola dello scaricabarile: «Basta con la politica», ha gridato, «siamo qui per la discarica, per il futuro dei nostri figli. Non ci interessano i vostri discorsi».


Maria Vittoria Adami

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