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15.05.2012

Acqua dai campi e disastro nelle case

VILLAFRANCA. Cantine, taverne e garage sommerse domenica in via Crocioni a Dossobuono. Dispiegamento di forze per evitare il peggio. Una decina di famiglie fanno il conto dei danni dopo l'allagamento per un'irrigazione sbagliata. Decisiva la Protezione civile che ha lavorato sodo

Le prese dell’energia elettrica dalle quali è entrata l’acqua in una taverna FOTO PECORA

Le prese dell’energia elettrica dalle quali è entrata l’acqua in una taverna FOTO PECORA
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Cantine, taverne e garage allagati, una decina di famiglie con scope e stivali, pompieri con protezione civile e vigili urbani al lavoro per una giornata. È il bilancio della disavventura che hanno vissuto domenica mattina i residenti di alcune abitazioni in via Crocioni, all'altezza del civico 7, a Dossobuono. «Un dispiegamento così di forze non l'abbiamo mai visto, ma abbiamo avuto davvero paura», raccontano i cittadini colpiti da un allagamento non dettato dalla pioggia, ma da un'errata irrigazione della campagna. Per un mancato scambio di turni tra chi usufruisce del sistema, alcune saracinesche, che dal canale convogliano l'acqua nei campi, sono state dimenticate aperte. Così per ore la campagna è stata inondata, raggiungendo un livello di cinquanta centimetri, finché non ha raggiunto l'abitato. Penetrando in falda e riempiendo le bocche di lupo, l'acqua è affiorata negli scantinati e nelle taverne dei residenti di un condominio e un paio di villette.
Per chiudere il canale è stato allertato il Conagro. In soccorso ai cittadini sono sopraggiunti invece i pompieri. Questi ultimi, però, necessitavano di una pompa idrovora idonea, che è stata fornita dalla protezione civile Ana di Villafranca. Il gruppo, nonostante la maggior parte dei volontari fossero impegnati a Bolzano, è riuscito a garantire quattro uomini e due autopompe.
Verso le 8 i residenti hanno notato dell'acqua nei seminterrati. «Subito non avevamo la percezione esatta di cosa stava accadendo», spiega Luigi Tombari, che ha avuto la peggio nella sua taverna. «Sono uscito e ho visto il campo confinante pieno d'acqua, alta almeno un metro dove c'è il muro di cinta, al confine con le case». Alle 9 erano solo infiltrazioni, alle 9.30 cantine e garage erano un lago.
È intervenuta allora la polizia municipale, con il sindaco Mario Faccioli. I vigili del fuoco hanno svuotato il campo, mentre la protezione civile con l'autopompa ha liberato i tombini di scolo degli interrati, che non riuscivano più a tenere la portata d'acqua. Fino alle cinque del pomeriggio, le due squadre di soccorso hanno lavorato fianco a fianco, finché non è cessata l'emergenza. «Eravamo a Novara e ci hanno detto di rientrare perché la taverna era sott'acqua», racconta Ginalba Perina. «In cantina galleggiava tutto», continua Vittoria Buscardo, «c'era un fiume d'acqua e ci siamo messi tutti a spalare, ma i tombini erano pieni e il livello non scendeva».
La corrente elettrica è stata interrotta negli interrati, perciò è stato necessario effettuare un ponte per illuminare. «L'acqua entrava dove trovava un passaggio: da terra e perfino dai fori nel cemento armato dei muri. Hanno utilizzato due pompe idrovore negli scantinati e una in campagna. Abbiamo lavorato senza sosta fino alle cinque», racconta Luca Bertoli, che si è accorto dell'alluvione andando a prendere l'auto in garage.
Molta paura e qualche scatolone da gettare per la maggior parte delle famiglie. Non per i Tombari, che hanno il telefono fuori uso e non possono usare ancora l'impianto elettrico nell'interrato. «Dove siamo riusciti, abbiamo alzato i mobili con dei mattoni», spiegano, «ma alcuni erano troppo pesanti. Le bocche di lupo di un metro e mezzo si sono riempite, l'acqua entrava dalle prese di corrente». La giornata è finita con pane, salame e vino offerti da un vicino. Così i cittadini hanno cercato di far passare la paura: «Vedere l'acqua salire in quel modo è stato terribile. Ma ci siamo aiutati a vicenda, c'è stata una solidarietà stupenda».
Un episodio simile era accaduto quest'autunno in via Fogagnolo. Per un chiusino dimenticato aperto, l'acqua aveva abbattuto un muro di contenimento di un condominio, riversando una colata di fango nei garage. Fortunatamente, nessuno si era fatto male.


Maria Vittoria Adami

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