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18.04.2012

Il sindaco di Villafranca accusa l'impiegato
«Somme sottratte sui loculi»

VILLAFRANCA. È iniziato con le testimonianze il processo a Verona ad Angelo Brentegani imputato di peculato. Faccioli: «Episodi vergognosi». Sono 17 le quote degli utenti contestate come incassate e mai versate al Comune

Il tribunale di Verona presieduto da Dario Bertezzolo

Il tribunale di Verona presieduto da Dario Bertezzolo
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Villafranca. La perdita di un proprio caro è un dolore profondo, e a quel dolore per anni a Villafranca si aggiunsero i disagi causati da pratiche non evase e da loculi non disponibili. Angelo Brentegani, in aula davanti al collegio presieduto da Dario Bertezzolo, ieri non è comparso. C'erano i suoi legali (gli avvocati Costantini e De Massari), c'erano i difensori delle persone offese (e anche il Comune di Villafranca è presente al processo contro l'ex dipendente) e quell'elenco di somme di denaro che i privati avevano consegnato a colui che aveva il ruolo di istruttore amministrativo all'unità «servizi cimiteriali» del comune di Villafranca è entrato nel fascicolo del dibattimento. Quelle dazioni di denaro (17 quelle contenute nel capo di imputazione) che per lui, dipendente comunale che le trattenne per se, si sono trasformate nell'accusa di peculato. A deporre ieri, in un processo nel quale è stato acquisito anche il verbale dell'interrogatorio che Brentegani rese davanti al pm (all'epoca Carlo VIllani, ieri in aula il dottor Paolo Sachar), sono stati chiamati i colleghi d'ufficio, il sindaco e il segretario comunale. Ha deposto anche la sorella dell'imputato, lei che scrisse una lettera al segretario comunale nella quale spiegava la sofferenza del fratello per quello che era successo, esternava la sua sofferenza. E si è tornati a parlare di un complotto. È stato il suo collega a smentire che vi fossero biglietti e note in cui venivano date le direttive all'ufficio, Brentegani aveva denunciato tutti, anche l'attuale sindaco (che all'epoca era ancora stato eletto) sosteneva di essere stato costretto ad adeguarsi ad un sistema di corrutella nel trattamento delle pratiche cimiteriali a Villafranca. Quelle denunce finirono tutte in archivio. Cosa che non è avvenuta invece per quel denaro che i villafranchesi hanno versato all'unità servizi cimiteriali e che non si tradussero con i servizi richiesti. Lui denunciò ma ci sono le sue ammissioni, fu lo stesso Brentegani a dire in seguito che il denaro lo aveva trattenuto e non solo in un'occasione: 124 i casi accertati, ovvero le pratiche che non erano state evase e nelle casse comunali non sarebbero entrati almeno duecentomila euro. ma quel che è peggio è che molti dei cittadini che pagarono e non ebbero poi riscontro (perchè la concessione non c'era o era stata revocata perchè mancava il pagamento) nel frattempo sono deceduti. «È vergognoso che sia potuta accadere una cosa del genere», ha spiegato il primo cittadino di Villafranca, chiamato a deporre. E ha spiegato la creazione di una commissione d'inchiesta interna che ha lo scopo di accertare e verificare e quindi sanare, tutti gli incartamenti trattati da Brentegani durante il periodo di servizio. E c'è sempre quel verbale, quello in cui ammise di aver preso denaro e di non averlo versato nelle casse comunali ma, quel che è peggio, di non aver reso operative le concessioni cimiteriali o il loro rinnovo o, peggio ancora, gli acquisti di loculi. È stato sentito anche chi lavorava con lui per chiarire se sui tavoli (come dichiarò l'imputato) al mattino si trovavano i foglietti con le «istruzioni». «Mai trovato nulla, nessun foglietto». Manca solo un testimone, poi seguirà la discussione e la sentenza. ma questo avverrà il 18 settembre.F.M.

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