Incuria lungo il fiume Tione. È ostruito da tronchi e piante
VILLAFRANCA. Gli alberi ormai secchi che cadono dall'argine creano piccole isole. Sull'area c'è la tutela ambientale. Si chiamano dighe naturali e la più grande, formata da un pioppo, è stata rimossa. Ma nel tratto cittadino del corso d'acqua ce ne sono ancora altre con tanti rifiuti
Il termine in gergo è carino: «Dighe naturali». Fa pensare ai castori e ai parchi protetti. Ma quelle sorte nel corso del Tione, lungo il tratto cittadino, sono solo il frutto dell'incuria. Dal sentiero pedonale e ciclabile, che parte dal ponte di via Nino Bixio e continua verso la campagna, in direzione Emmaus, se ne possono vedere di diversi tipi. La più maestosa è stata rimossa la settimana scorsa. Era stata segnalata da molti cittadini che avevano anche pubblicato su internet le foto: era formata da un grande pioppo, disteso, in un groviglio di edera e rovi, di traverso sul letto del fiume. L'albero è rimasto in quella posizione, visibile da via Muraglie e via Dante, per parecchio tempo.
Ci sono poi quelle formate dai rami che cadono e che si incastrano tra loro, formando barriere cui si aggrappano foglie secche, sacchi di immondizie, bottiglie e lattine. E ci sono infine quelle disegnate dal Tione, che non riuscendo a seguire il naturale passaggio, per gli ostacoli sul suo corso, erode gli argini, trovando la strada dietro le piante nate sul ciglio o i paletti che un tempo dovevano disegnarne le rive. Crea così delle piccole isole. La più grande è visibile poco prima del ponte di legno all'altezza dei campi di calcio. Lì il fiume ha deviato il corso, passando dietro ad alcuni giovani platani. Sono parecchi anche gli alberi che crollano sugli argini erosi dall'acqua, o restano in bilico, minacciando di cadere al prossimo colpo di vento; i paletti piantati per trattenere il terreno, in molti punti, sono in mezzo all'acqua.
Insomma, il parco frequentato da centinaia di cittadini, ogni giorno, in questa stagione non dà il meglio di sé. Ma soprattutto, l'acqua scorre affrontando un percorso a ostacoli, pericoloso se la portata del fiume dovesse aumentare.
In aperta campagna e lungo quasi tutto il corso, la manutenzione del fiume spetta al Consorzio di bonifica Veronese; ma per il tratto in questione la competenza è municipale. Una ventina d'anni fa, infatti, quando si decise di adibire quel tracciato a sentiero pedonale e ciclabile, il progetto stabilì che la manutenzione spettasse al Comune. L'area, inoltre, è soggetta a vincoli di tipo ambientale, perciò per tagliare, potare e rimuovere le piante occorre l'autorizzazione della forestale.
Nei prossimi mesi, però, la situazione potrebbe migliorare. «Durante la rimozione del pioppo», spiega Luca Zamperini, assessore al patrimonio, «abbiamo effettuato una ricognizione lungo il tracciato, per avere una stima dei lavori da fare, sia per la pulizia dell'alveo e delle rive, sia per la rimozione delle dighe naturali. Questo tipo di manutenzioni non richiedono l'autorizzazione, mentre per potare e rimuovere gli alberi malati abbiamo già ottenuto il nulla osta della forestale. Entro un mese, un'impresa specializzata porterà a termine i lavori, che vanno fatti in periodi determinati, in genere tra febbraio e marzo». La forestale, inoltre, a fine anno, è uscita in sopralluogo valutando gli alberi secchi o malati e segnandoli con una lettera. Seguendo queste indicazioni, il Comune provvederà ad abbatterli.
Maria Vittoria Adami
Tweet
























