Pioggia di bollette dal Consorzio deve pagare anche chi non ha terra
CASTEL D'AZZANO. Sorpresa e sconcerto fra i cittadini che hanno ricevuto le cartelle: le somme richieste sono un contributo fondiario. All'origine delle tasse la necessità di manutenzione dei corsi d'acqua
Castel d'Azzano. Piogge di bollette dal Consorzio di bonifica veronese giunte in questi giorni ai cittadini che si portano dietro uno strascico di interrogativi e polemiche: «Mai ricevuto questo tipo di bolletta, oltretutto non sono proprietario di terreni, pertanto non utilizzo nessuna acqua del Consorzio per irrigare. Per quale motivo mi si chiede di pagare?». «Il mio avviso di pagamento porta l'indirizzo di 15 anni fa: adesso ho cambiato casa, ma non avevo, e non ho, terreni». «Io ho ricevuto una bolletta 10 anni fa, poi niente; adesso mi è tornata. Come mai?». «Da anni non ricevevo nulla, perché non ho terreni; adesso mi arriva un avviso di pagamento di 21 euro: vorrei sapere perché. In Comune mi hanno risposto che non sono stati loro a emetterla».
Negli uffici comunali confermano le continue richieste di spiegazione: gli impiegati, per venire incontro alle esigenze dei cittadini, si sono rivolti al Consorzio che ha invitato a chiamare i loro uffici.
Da precisare, infine, la stretta scadenza di pagamento, entro il 30 gennaio, con un'aggiunta: «Qualora il presente avviso dovesse pervenire oltre la scadenza della rata sopra riportata, è ammesso il pagamento entro 15 giorni dal ricevimento, senza alcun onere aggiuntivo».
Stefano De Pietri, direttore dell'area di competenza del Consorzio chiarisce che «nella Provincia di Verona esistevano fino a pochi anni fa tre storici consorzi di bonifica e irrigazione, Adige Garda a nord, Conagro, confinante con il mantovano e a sud il Valli Grandi. Ognuno non solo con la sua storia ma con le sue regole e le sue diverse modalità di pagamento. Questi tre consorzi da gennaio 2010 sono stati unificati nell'attuale Consorzio di bonifica veronese».
Entra quindi nello specifico della tassa: «La somma richiesta è un contributo fondiario, dovuto sia sui terreni che sui fabbricati, i primi per il servizio di irrigazione, i secondi perchè traggono vantaggio da un bene patrimoniale, un vicino corso d'acqua, che il consorzio deve tenere pulito. Questo principio esiste fino dagli anni '60, ma ogni consorzio lo ha applicato in modo diverso, quindi con tariffe diverse uno dall'altro. Nello specifico, il vecchio consorzio Conagro che interessa Castel d'Azzano», precisa «aveva già previsto nel 2002 una tassazione sui carichi urbani e non solo sui terreni e aveva emesso le relative bollette, poi si è fermato sia per le forti discrepanze tra dati catastali e dati consortili, sia perché era più oneroso che vantaggioso, per le esigue cifre di pertinenza dei fabbricati. Ora che i tre consorzi sono stati unificati, avendo maggiore disponibilità di personale e strumenti, è stata aggiornata la banca dati con un nuovo piano di classificazione che sostituisce i precedenti, uniformando le tariffe. Ad operazione conclusa, abbiamo emesso gli avvisi di pagamento che riguardano il 2011, eliminando quelli di importo inferiore ai 10 euro.
«I criteri adottati per la tassa», tiene però a sottolineare, «non sono stati scelti dal Consorzio, ma imposti dalla Regione. Visti i tempi stretti di invio. sono possibili non solo ritardi nella consegna, ma pure qualche errore anche perché è la prima volta che applichiamo le nuove norme. Per questo, pur avendo cercato di rendere il più facile possibile la lettura delle bollette, abbiamo messo le indicazioni per ricevere le dovute informazioni, chiarire dubbi e correggere eventuali errori, di cui ci scusiamo».
Giorgio Guzzetti
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