Villafranca, anagrafe senza privacy
VILLAFRANCA. Lo spazio ristretto in municipio crea disagi agli utenti. Non aiuta il foro del vetro in cui devono parlare. I cittadini in coda sono costretti ad ascoltare le pratiche di tutti. L'assessore Zamperini ammette «È vero e sposteremo l'ufficio»
Villafranca. Un signore deve vendere la casa e ha bisogno di un certificato. Una donna deve verificare lo stato di famiglia della madre anziana, che presenta qualche anomalia. C'è poi una famiglia straniera, alle prese con i documenti per la residenza, e una madre italiana col ragazzino che deve fare la carta d'identità, per andare in vacanza all'estero.
Chi ama farsi gli affari altrui non ha che da passare qualche ora nel corridoio dello sportello dell'anagrafe a Villafranca e potrà sentire le storie più disparate. Un ragazzo ha smarrito la carta d'identità in Francia e ha fatto già denuncia di smarrimento nel paese straniero; ora però la deve effettuare anche in Italia e nel frattempo deve rifare il documento. Ma al momento non si può fare quello su tesserino in plastica, perciò il ragazzo dovrà aspettare e, spostandosi in tutta Europa per lavoro, gli viene consigliato di utilizzare il passaporto.
Seduti sulle sedie, in attesa del proprio turno, i cittadini che devono servirsi dell'anagrafe possono sentire i racconti di chi viene prima: domande, risposte, indicazioni e suggerimenti dell'impiegata. Non c'è alcuna possibilità di non impicciarsi delle questioni altrui, perché le sedie sono nel corridoio, a due passi dall'ultimo in coda, che per quanto si sforzi di star lontano, rimane comunque a pochi metri dallo sportello, per non perdere il turno.
Lo spazio è stretto. E il vetro tra impiegata e utente non aiuta la privacy. Il cittadino parla nel buco, ma dall'altra parte non si non sente o comunque, per rispondere, la dipendente è costretta ad alzare il tono di voce. Non c'è il microfono, e anche ci fosse, non farebbe che vanificare gli sforzi dell'utente di difendere la propria storia da chi sta dietro di lui. La coda non è distante, sia perché manca una fascia per terra, che delimiti la zona di rispetto, sia perché non c'è molto spazio di manovra e il corridoio non è stato organizzato al meglio. Non c'è una paratia in vetro, né una sorta di anticamera, come è stato fatto per l'ufficio Ici, dove si attende in una stanzetta. Non si è pensato neppure al distributore dei numeri, che permetterebbe ai cittadini di allontanarsi e avvicinarsi quando è il proprio turno. Così si può sentire se la tal signora è divorziata o di stato civile libero; dove abita l'anziano signore; l'indirizzo della donna cingalese o il cognome strano di un cittadino italiano, che scandisce lettera per lettera, finché tutti non han capito come si chiama.
C'è chi si prepara prima con un foglietto riportante i propri dati: lo fa scivolare sotto il vetro e chiede sottovoce quanto occorre. Ma è inevitabile: tra una domanda dell'impiegata e un'informazione, la sua storia prima o poi verrà a galla.
Così, nelle ore di sportello all'anagrafe, vengono rivelati dati personali e sensibili, protetti negli archivi dalla legge 675 del 1996, sulla tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali. Ma nel corridoio del municipio, lasciati alla pubblica mercè.
«L'anagrafe ha un problema di spazi: i dipendenti non usufruiscono di una posizione funzionale e la privacy dei cittadini non è garantita», spiega l'assessore al patrimonio Luca Zamperini. «Lavoreremo per migliorare la collocazione. Fa parte del programma di riorganizzazione degli uffici, partito con il trasferimento di quelli Ici al secondo piano. I locali lasciati liberi sono stati utilizzati per il censimento. Con la fine del mese questo impegno non ci sarà più. Potremo, quindi, pensare di trasferire alcuni servizi al mezzanino e ampliare l'anagrafe, inglobando l'ufficio Commercio. Questo sarà possibile solo se ci saranno fondi. Occorre valutare le disponibilità del 2012».
Maria Vittoria Adami
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1 tom100 11/01/2012 11:36 699 commenti
Ecco... per la privacy (che non esiste in italia) avranno la scusa gli uffici comunali per rallentare visto che non saranno più controllati a vista... e per fare un documento ci metteranno ore...