Isola della Scala, in maternità è nato l'ultimo bambino
ISOLA DELLA SCALA. Da gennaio per partorire bisognerà rivolgersi agli altri ospedali del territorio. Ecco tutti gli orari per visite e controlli. Il giorno di Natale un parto d'emergenza ha chiuso l'attività del reparto ostetricia-ginecologia. Resteranno solo gli ambulatori
Isola della Scala. Una bella storia di Natale accompagna la chiusura della maternità dell'ospedale: l'ultima arrivata è una bimba di tre chili nata nel tardo pomeriggio del 25 nel reparto di ostetricia e ginecologia; la mamma, una giovane croata di 18 anni, ha avuto le doglie mentre si trovava sul treno che è stato fatto fermare in stazione dove è andata a prenderla un'ambulanza del pronto soccorso.
Sono questi gli ultimi giorni di attività per i reparti di ostetricia e pediatria, le loro porte resteranno aperte e garantiranno le emergenze fino alla mattina del primo giorno dell'anno. Ostetricia ha da giorni stanze e letti vuoti mentre in pediatria ci sono ancora alcuni bambini ricoverati che, se ristabiliti, saranno dimessi entro sabato e in caso contrario trasferiti a Bussolengo.
Le future mamme del territorio da mesi si rivolgono ad altre strutture per partorire: Borgo Roma, Peschiera, Negrar e Pieve di Coriano nel Mantovano.
La «chiusura» è vicina: alla maternità di Isola non nasceranno più bambini anche se è un reparto che ha sempre goduto di buona fama ed è stato per anni punto di riferimento delle gestanti che venivano dal territorio ma anche da Verona e dal Mantovano soprattutto dopo la chiusura delle strutture sanitarie di Bovolone e Nogara. Prova ne è la «Giornata della Vita» dedicata ai nuovi nati nella prima domenica di febbraio: è sempre stata un giorno di festa molto affollato. Poi lentamente le voci di una futura chiusura hanno penalizzato la struttura creando incertezze e facendo diminuire negli ultimi anni le nascite, che sono state 551 nel 2007, 537 nel 2008, 514 nel 2009, 480 nel 2010; nell'anno che sta per finire sono state, fino a ieri, 342.
La chiusura del reparto maternità non comporta però un vuoto assoluto nell'assistenza; prima di Natale il sindaco Giovanni Miozzi, dopo una serie di incontri con i responsabili della sanità locale, aveva riferito: «Sia la Regione che l'Ulss hanno riconosciuto che sgombrando il punto nascita sarebbe venuta completamente a mancare l'assistenza prima e dopo il parto, per cui ho avuto assicurazioni che rimangono servizi di ginecologia ostetricia e pediatria». Servizi confermati dal primario Fabrizio Barbieri che spiega: «Chiude l'assistenza ospedaliera ma rimane l'attività ambulatoriale e l'assistenza alla gravidanza e al puerperio, con la presenza di un'ostetrica dalle 8 alle 18,30 e di un medico dalle 8 alle 16, tutti i giorni esclusi i festivi».
Il servizio di pediatria resta aperto nei giorni 1, 6 e 8 gennaio dalle 8,30 alle 12,30 e dal 9 nei giorni feriali dalle 8,30 alle 18,30, il sabato dalle 8,30 alle 14,30; è chiuso la domenica. All'ospedale restano inoltre ancora attivi i reparti di chirurgia, ortopedia e urologia.
«Per questi», aggiunge il sindaco, «ho avuto assicurazioni che per il momento non saranno spostati, il loro trasferimento a Villafranca è rimandato, come impone una sentenza del Tar, a quando l'ospedale Magalini sarà ultimato». Intanto a difendere la chirurgia interviene un cittadino che tiene a dire: «È una cosa veramente assurda chiudere un reparto che funziona bene», dice Giorgio Olivieri, 66 anni, che abita a Nogara, «ho ricoverato a Isola mia zia che ha 96 anni nel tardo pomeriggio del 16 dicembre, non solo perché è l'ospedale più vicino ma anche perché cinque anni fa mi ero trovato bene. Questa volta il medico ha detto che bisognava operarla d'urgenza allo stomaco perché aveva un'ulcera perforata. L'hanno operata a mezzanotte, poi il dottore è uscito dalla sala operatoria dicendo con un sorriso che era andato tutto bene. Mia zia ha avuto un servizio eccellente da parte di tutto il reparto, si è ripresa e adesso sta bene. Peccato, davvero, rinunciare a qualcosa che funziona e funziona bene....».
Mariella Falduto
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