28.07.2012
BRENZONE - SAN ZENO DI MONTAGNA. Il neo presidente della Prada Costabella studia come rilanciare l'impianto. Soddisfazione e piena fiducia dai sindaci Sartori e Finotti Passarini (Malcesine): «Adesso puntiamo alla collaborazione»
Brenzone-San Zeno di Montagna. L'uomo delle sfide. È per questo che i sindaci gli hanno dato fiducia, ed è per lo stesso motivo che lui ha accettato con la grinta di chi si lancia in una nuova impresa. Giuseppe Venturini è il nuovo presidente della società Prada Costabella e ha un solo obiettivo: fare in fretta a trovare il tipo di impianto giusto, reperire i finanziamenti e rinnovare le concessioni, così da poter portare in vetta al Baldo sempre più turisti, evitando che la data ultima di proroga della sua vita tecnica - 28 agosto 2013 - si trasformi nella fine effettiva della seggiovia. Vero, per Venturini che ha trascorso gli ultimi dieci anni alla presidenza della funivia di Malcesine, è come scivolare dalla testa di un gigante, ma l'entusiasmo è sincero. «Sarà una bella avventura», dichiara dopo aver ringraziato per la fiducia tutti i sindaci del lago di Garda e in particolare Graziella Finotti e Rinaldo Sartori, alla guida dei comuni di San Zeno di Montagna e Brenzone titolari al 50 per cento degli impianti. «Dobbiamo crescere», prosegue, «ma con la funivia di Malcesine ci sarà sinergia. Faremo anche un cda congiunto per studiare con quali azioni concrete». L'investitura ufficiale segue di due giorni la nomina effettiva e arriva direttamente dai due sindaci, con loro anche il nuovo presidente della Funivia di Malcesine, Stefano Passarini, che prima ricopriva lo stesso incarico nella Prada Costabella, e i componenti del cda della società di Prada, Alessio Brighenti e Vito Zanolli. «Ringraziamo Venturini per aver accettato l'incarico», dice Sartori, «la sua lunga esperienza a Malcesine, anche nella fase di costruzione della nuova funivia, ci fa avere in lui piena fiducia». Interviene Finotti: «La prima sfida sarà reperire i fondi e contiamo su Venturini anche per questo. La frazione di Prada, territorio che condividiamo con Brenzone, senza il suo impianto di risalita rischia di decadere sul piano economico, invece va valorizzata». Vista da questo tavolo operativo la cornice degli screzi politici che sta sullo sfondo di nomine e contronomine al vertice dei due impianti, referenti Aldo Brancher e Davide Bendinelli, sembra decisamente lontana. «Faccio i complimenti a Venturini», esordisce Stefano Passarini, «punteremo subito ad una collaborazione commerciale e di marketing, portiamo tutti turisti sullo stesso versante della montagna. Il primo passo è questo». Tra le ipotesi la creazione di un calendario di eventi in quota concordato e in alternanza tra i due luoghi. Non è il momento di ipotizzare sinergie anche economiche. Troppo prematuro e delicato. Non è nemmeno il momento di entrare nel dettaglio di quello che potrà essere la seggiovia - bidonvia di domani. «La precedente gestione della Prada Costabella ha già fatto molto lavoro in questa direzione», riprende Venturini, «ma la scelta del progetto dipende anche dalla disponibilità di risorse. Servono da un'ipotesi minima di sette milioni fino a 30 milioni per intervenire. Tuttavia una cosa è certa: punto a prolungare l'impianto di qualche centinaio di metri, fino al rifugio Chierego, che oggi rimane più in alto. Già mercoledì saremo tutti in sopralluogo con i tecnici all'impianto».
Francesca Mazzola
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