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20.06.2012

Sta arrivando un terremoto?
Le scimmie lo sentono prima

IL FENOMENO. Sotto i riflettori il comportamento degli animali selvatici ospiti nel Parco Natura Viva di Bussolengo. La psico-biologa: sono in grado di avvertire i sismi e il cambiamento più evidente è negli scimpanzè. Anche i fenicotteri percepiscono in anticipo i pericoli

Uno scimpanzè con il suo piccolo al Parco Natura Viva

Uno scimpanzè con il suo piccolo al Parco Natura Viva
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Bussolengo. Quello che chiamiamo istinto negli animali e che biologi ed etologi preferiscono indicare come comportamento innato, potrebbe anticipare l'evento di un terremoto con segnali percepibili anche da noi? Davvero gli animali «prevedono» i movimenti sismici o sono leggende da sfatare? Al Parco Natura Viva di Bussolengo nelle ultime settimane, con più scosse che si sono ripetute a orari diversi del giorno e della notte, come in tutta la provincia, si è prestata particolare attenzione al comportamento delle specie custodite, arrivando a raccogliere numerose informazioni. Come spiega Caterina Spiezio, che ha il dottorato in psico-biologia ed è responsabile del settore ricerca e conservazione e del benessere animale dell'area protetta, «si sono evidenziati dei cambiamenti nel comportamento degli animali i quali sembrano avvertire sensibilmente prima degli umani l'arrivo della scossa. Non solo, ma alcune specie che avvertono “in anticipo” lo comunicano alle altre con grida di allarme. Le reazioni al terremoto sono molto diverse, anche se tutte denotano la paura di fondo: ci sono animali che cercano riparo dentro i loro rifugi, altri che viceversa preferiscono aree esterne e aperte». Spiezio ha raccolto testimonianze di custodi e studenti, che stanno svolgendo le loro osservazioni nei diversi reparti del Parco, da cui veniamo a sapere che gli scimpanzé, qualche secondo prima dell'arrivo della scossa, hanno emesso grida di allarme, qualcosa simile a un fortissimo abbaio. Alcuni individui hanno espulso feci molli e maleodoranti, tipiche di soggetti spaventati e si è notato che i vocalizzi sono continuati per tutto il tempo della scossa e anche qualche secondo dopo. Alcuni scimpanzé sono saliti sui piani più alti delle strutture per scrutare l'orizzonte, altri si sono messi al riparo sotto delle protezioni, ma tutti tendevano a far gruppo, evitando l'isolamento. Ha colpito gli operatori del Parco che passata la scossa, e per molto tempo dopo, si sia creata una specie di quiete surreale, come un silenzio voluto per cercare di cogliere il minimo rumore nei paraggi. «Il cambiamento comportamentale più evidente negli scimpanzé», ha notato la dottoressa Spiezio, «è stato quello di non voler rientrare nei reparti chiusi, nonostante sapessero di trovare all'interno del cibo fresco. Gli scimpanzé hanno faticato a rientrare nei ricoveri notturni dopo le scosse preferendo passare la notte nei reparti esterni». Un grido mai sentito in precedenza è stato quello lanciato dalle scimmie del Sud America, in particolare i saimiri, che hanno cercato rifugio sulla parte più alta delle piante dell'isola nella quale sono ospitati; i tamarini invece, altra specie di primati sudamericani, sono rimasti nel reparto esterno molto meno tempo del solito, preferendo rientrare appena possibile. Altri ancora, come i tamarini della serra, erano indecisi sul da farsi, entravano e uscivano in continuazione mostrando incertezza nella scelta del luogo più sicuro. Alcuni lemuri hanno preferito il reparto interno a quello esterno, quando di norma avviene il contrario perché la scelta di stare all'aperto è preferita in condizioni normali. Anche i macachi, della specie «Macaca nemestrina», come gli scimpanzé, hanno emesso grida di allarme prima della scossa e in seguito, spaventati dal terremoto, hanno assunto un comportamento molto più aggressivo tra di loro. Le iene hanno preteso cibo all'esterno dei rifugi e per diversi giorni dopo la scossa più forte non sono più rientrate, nonostante la presenza di cibo potesse attirarle all'interno. Davvero insolito il comportamento dei fenicotteri che hanno dato la netta sensazione di percepire in anticipo il pericolo, ammassandosi in una sola area prima della scossa formando un gruppo che è rimasto compatto anche dopo il sisma. Da vari studi sembra che i fenicotteri siano in grado di percepire il terremoto anche con una settimana d'anticipo, poiché quando la terra si muove vengono rilasciate sostanze particolari nelle acque e sono uccelli molto sensibili ai cambiamenti chimici dell'acqua. Un fenomeno che capita quando gli animali selvatici sono terrorizzati, cioè il freezing (letteralmente congelamento, indurimento), è stato notato in un topo, uscito dalla sua tana in seguito alla scossa e rimasto a lungo incapace di muoversi, nel mezzo di una stradina di servizio frequentata dalle auto elettriche del personale del Parco. «Diversi studi hanno evidenziato che gli animali sono in grado di percepire un terremoto tempo prima che questo si verifichi. Quali siano gli stimoli che percepiscono non è ancora del tutto chiaro», aggiunge Caterina Spiezio, «ma saper riconoscere i segni di cambiamento e intuire che vanno collegati a un evento sismico potrebbe aiutare la specie umana ad affrontare meglio questi cataclismi naturali».


Vittorio Zambaldo

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