16.05.2012
CASTELNUOVO. È stato affidato l'incarico a una ditta che lavorerà con la supervisione della Soprintendenza. L'obiettivo è capire l'origine dei reperti e se l'area riserverà altre sorprese, per valutare poi un intervento complessivo
Castelnuovo. Partirà a giorni lo studio preliminare per la valutazione della reale consistenza e importanza delle mura che si trovano sul cosiddetto «Monte» di Cavalcaselle tra l'area denominata «Castello» e la chiesetta della Madonna degli Angeli. L'amministrazione comunale di Castelnuovo del Garda ha affidato in questi giorni, per una spesa di cinquemila euro, l'incarico ad una ditta specializzata che condurrà il lavoro con la supervisione della Soprintendenza ai Beni archeologici, che ha già effettuato un primo sopralluogo della zona, e in collaborazione con l'Università di Verona. «L'obiettivo è quello di comprendere l'origine di questi reperti, capire se l'area potrebbe riservare altre sorprese dal punto di vista storico e archeologico e di lì valutare la fattibilità di un intervento di recupero, valorizzazione e tutela dell'intero contesto», spiega l'assessore all'urbanistica Fausto Scappini. Un'indagine archeologica a 360 gradi, dunque, ma con uno sguardo attento allo stesso modo sul passato e sul futuro di questo patrimonio storico. «Quello che si vede ora sono le mura del castello scaligero. La prima parte dell'intervento consisterà in una pulizia generale, che vedrà coinvolte anche associazioni di volontariato del nostro territorio, coordinate sempre dai tecnici della Soprintendenza. Tra questi ci sarà anche Francesco Giardina che risiede proprio a Cavalcaselle ed è uno degli ispettori dell'ente. Verranno quindi fatti dei sondaggi che serviranno a delineare il quadro complessivo della struttura su cui si sta lavorando e portare alla stesura di un progetto di recupero». I cinquemila euro, aggiunge l'assessore, «servono per l'indagine preliminare. Il progetto di valorizzazione, che dipenderà dall'esito della fase di ricerca, sarà redatto a parte ed è impossibile adesso preventivarne il costo». Anche perché il recupero di questi immobili potrebbe inserirsi nel più ampio progetto relativo all'intero centro storico di Cavalcaselle, per il quale è previsto il finanziamento di 1.700.000 euro derivanti dall'accordo pubblico provato siglato dalla stessa amministrazione comunale con il conte Piero Arvedi e successivamente passato a Giovanni Martinelli. Un progetto di rilievo che prevede l'acquisizione di tutta l'area che dal centro dell'abitato originario di Cavalcaselle, dietro l'attuale monumento ai Caduti, sale sino al cosiddetto Monte o Castello, con la creazione di una sorta di parco verde attrezzato e collegamento pedonale tra le due zone del borgo. All'interno di quella stessa area troverebbe posto la struttura multifunzionale destinata ad ospitare anche la nuova baita del locale gruppo Alpini. «Nell'ultimo consiglio comunale abbiamo approvato, tra gli altri punti, proprio un accordo integrativo che formalizza la volontà, che era di Arvedi ed è stata mantenuta da Martinelli, di realizzare la baita a proprie spese. Speriamo», conclude Scappini, «che questo progetto possa essere concretizzato includendo anche il recupero e la valorizzazione dei resti archeologici del nostro Castello scaligero».
Giuditta Bolognesi
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