Intesa sui nuovi livelli del lago Tetto fissato a 125 centimetri
PESCHIERA. L'Università di Pavia ha elaborato e presentato le escursioni massime e minime del bacino lacustre. Adesso si dovrà verificare l'impatto sul fiume Po Compromesso accettabile per sindaci e agricoltori che tutela balneabilità, navigazione e irrigazione
Peschiera. Centoventicinque centimentri di quota massima, che possono arrivare a 135 in assenza di precipitazioni nevose, e a 20 di minima ma che, comunque, non può scendere mai sotto i 5 centimetri: è questa l'escursione dei livelli delle acque del Garda formulata dallo studio dell'Università di Pavia e curato dall'Agenzia interregionale per il Po (Aipo) che ieri mattina, a Peschiera del Garda, ha raccolto il consenso di tutti gli enti collegati e legati al bacino gardesano. La proposta ora viene riconsegnata ai tecnici dell'Università patavina per un nuovo studio che costerà circa 50.000 euro e che dovrà verificare le conseguenze di questa escursione sull'intero sistema Po. «Ma la convinzione, oltre che la speranza, è che lo studio, sul quale vigileremo perché sia concluso nel più breve tempo possibile, confermi la validità di questi limiti che andranno così finalmente a sostituire le tabelle ancora in vigore e che risalgono agli anni '60», sottolinea il vice presidente della Provincia Fabio Venturi, tra i più convinti che «si sia finalmente arrivati ad un risultato di buon senso e per la prima volta realmente condiviso perché questi parametri consentono di soddisfare tutte le esigenze: quelle dell'alto e medio lago, che non può permettersi livelli troppo alti per il rischio di esondazioni e di erosione della costa; del basso lago, dove c'è da garantire la fruibilità dei porti; dei consorzi agricoli mantovani che utilizzano l'acqua per le irrigazioni». Positivo il commento anche del sindaco di Peschiera Umberto Chincarini che ha sottolineato «per la prima volta la presenza di tutti: dallo Stato, attraverso l'Aipo garante anche del coordinamento fra i vari enti, le Regioni, Province e molti amministratori di enti locali. Finalmente partiamo da un'indicazione che ora attende solo la certificazione ma che è concordata da tutti e che soddisfa anche le esigenze di tutela dell'ambiente, dalla balneabilità all'attività correlate, alla depurazione». Esigenze di cui si è fatto portavoce il presidente di Azienda Gardesana Servizi Alberto Tomei, presente insieme a Mario Giacomelli del GardaUno e ad Angelo Cresco di Depurazioni Benacensi. La proposta iniziale prevedeva che i 50.000 euro del nuovo studio dell'Università di Pavia dovessero essere pagati dai Consorzi mantovani. Un'idea che non è però piaciuta al sindaco di Torri Giorgio Passionelli che ha rivendicato «la necessità del coinvolgimento anche dei Comuni rivieraschi. Certo, ci sono problemi economici per tutti ma siamo in 40 e ognuno può contribuire con una somma anche non importante ma che serve a velocizzare il tutto perché allo stato attuale io non vedo ancora la luce in fondo a questo percorso. In questo modo si dà voce anche in quella sede a esigenze e problematiche del lago che devono essere tenute in considerazione tanto quanto quelle dell'agricoltura». La proposta è stata immediatamente colta da Pietro Lenna, dirigente della Regione Lombardia: «Ben venga la partecipazione dei Comuni del lago, a maggior ragione se questo serve a farli sentire più garantiti sullo studio e i nuovi parametri scelti per i livelli del Garda». L'unico quesito senza risposta è quello dei tempi. «È tutto pronto per partire subito; non ci vorrà molto», ha assicurato l'ingegner Luigi Mille dell'Aipo: «Quando parliamo di escursione del lago, parliamo di 500 milioni di metri cubi di acqua su un totale di 50 miliardi, dunque dell'1 per cento. E non va dimenticato che la ragione prima per cui è stata pensata la regolazione e creato lo sbarramento di Salionze è stata quella della sicurezza idraulica del bacino e dei suoi abitanti».
Giuditta Bolognesi
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