Ad Affi negozi aperti tutte le domeniche
AFFI. Messa nel cassetto la legge regionale, il Comune si atterrà al decreto Monti. Confcommercio non condivide. Oggi è in programma un vertice in municipio per parlare di questa novità e di una strategia mirata a nuove assunzioni
Affi. «Il Comune di Affi si atterrà al decreto Monti: i negozi possono aprire tutte le domeniche che vogliono, a loro discrezione». Messa nel cassetto la legge regionale, che concede sedici aperture domenicali più quattro a dicembre, il sindaco di Affi Roberto Bonometti ha chiamato oggi a raccolta i commercianti del suo Comune per spiegare loro il suo piano.
«In realtà lo decideremo insieme, come tutti gli anni», annuncia lui, «ma l'incontro in municipio ha un significato sicuramente maggiore rispetto agli anni scorsi. Anziché fare una sorta di calendario, ci atterremo alla lettera al decreto Monti: questa amministrazione non imporrà quindi alcuna domenica di chiusura, a parte le feste comandante come Pasqua o il primo maggio. Poi sarà a discrezione del singolo negoziante tenere aperto o no».
Una posizione che risponde alle attese del direttore del Grand'Affi Franco Villa: «Se il decreto Monti sostiene una cosa ma la legge regionale sul commercio ne dice un'altra, dovranno essere i Comuni, alla fine, a decidere», commenta. E il Comune di Affi, stando alle affermazioni del suo sindaco. Di fatto Bonometti non ha mai nascosto le sue posizioni, nemmeno nelle settimane precedenti all'approvazione della legge regionale.
Posizioni non condivise dal direttore generale di Confcommercio Verona Giorgio Sartori: «Non c'è automatismo di apertura o libera determinazione, come qualcuno ha dichiarato: la norma regionale, che non riguarda i Comuni "a vocazione turistica" e le "città d'arte o murate", cui già in precedenza era riconosciuta la possibilità di tenere sempre aperto, prevede infatti che le sedici giornate di deroga siano scelte dai Comuni (come avveniva anche in precedenza), sentite le organizzazioni di rappresentanza dei consumatori e degli imprenditori».
«I rappresentanti dei centri commerciali della Provincia non chiedono certo aperture indiscriminate», sottolinea il direttore del Grand'Affi, «è giusto avere una regolamentazione, ma va fatta dal singolo Comune dal momento che ci troviamo davanti a leggi contraddittorie. Certo noi, così come tutti i commercianti di Affi, stiamo dalla parte dello Stato, che prevede aperture a discrezione del singolo negozio. Ma è giusto che sia l'amministrazione comunale a decidere». Una teoria che troverebbe giustificazione in un passo della legge regionale, che stabilisce che le giornate di apertura domenicale e festiva devono favorire la promozione di iniziative di marketing territoriale concertate con la piccola, media e grande distribuzione, al fine di valorizzare il tessuto commerciale urbano.
L'incontro previsto questa mattina nel municipio di Affi, avrà anche questo obiettivo: conciliare le aperture festive con iniziative organizzate ad hoc. C'è poi la questione delle nuove assunzioni, che più interessano a Bonometti: «L'ho sempre detto, venti posti di lavoro in più cambiano la vita ad altrettante famiglie, soprattutto in questo periodo di crisi». In questo caso però, i numeri previsti sono ben più alti: solo al Grand'Affi sono previsti fino a sessanta nuovi contratti, ai quali si aggiungeranno quelli di numerosi altri centri commerciali della zona. Ma solo dopo il vertice di questa mattina, che prevede anche una strategia per le nuove assunzioni, i numeri potranno essere più precisi.
Francesca Lorandi
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1 Riky 66 12/01/2012 12:50 1051 commenti
Il trucco è che magari una persona ha tempo solo alla domenica ed invece di comperare nel negozietto,va nel centro commerciale. Peccato pero' che di soldi da spendere ce ne siano sempre meno. Unica cosa positiva della crisi è che qualcuno imparerà a consumare il giusto,senza eccedere;qualcuno come me lo fa da sempre!!