mercoledì, 23 maggio 2012

GARDA BALDO

CAMBIA:

Federalberghi va all'attacco: «La tassa sui turisti è un male»

TORRI. Nel 2011 le presenze sono state 10 milioni e 308mila ( più 4,17%) e gli arrivi 2 milioni e 84mila (più 5,44%). Il presidente Consolini: «Questo balzello è l'antitesi dell'ospitalità». E lancia l'allarme viabilità: «Urge un'alternativa alla Gardesana»
20/12/2011
Zoom Foto
A Bardolino nel 2011 gli arrivi sono calati dell'1,4%: qui il porto

«Il turismo sul Garda ha registrato nel 2011 passi in avanti sia per le presenze che per gli arrivi. Il futuro è incerto per la crisi economica ma dobbiamo impegnarci per migliorare la qualità della accoglienza: il turista del lago non è un bancomat». Con queste parole il presidente di Federalberghi Giorgio Consolini ha riconfermato all'annuale assemblea dell'Associazione la contrarietà nei riguardi dell'imposta di soggiorno. Nell'auditorium di San Giovanni a Torri Federalberghi ha fatto il punto della situazione sull'andamento della stagione e sulle prospettive per il futuro. «Da gennaio a settembre 2011», ha ricordato Consolini, «gli arrivi hanno segnato un più 5,44%, le presenze più 4,17%. In tutto gli arrivi sono stati 2 milioni 84 mila e le presenze 10 milioni 308 mila. Arrivi e presenze sono aumentati in percentuale maggiore negli hotel a una o due stelle rispetto ai tre, quattro o cinque stelle. L'incremento maggiore nelle presenze spetta a Costermano con un più 29,6%, seguito da Lazise più 14,4%, da San Zeno più 12,8%. Per quanto riguarda gli arrivi, si conferma al primo posto ancora Costermano con un più 18,9%, Lazise al secondo con un più 15,3%, al terzo Peschiera con un più 10,6%. Maglia nera a Bardolino con un meno 1,4%». In pratica, «l'intera provincia di Verona vanta poco meno di 14 milioni di presenze turistiche di cui il 78% sul Garda. Il turismo lacustre totalizza un sesto delle presenze di tutto il Veneto, 60milioni, dietro solo a Venezia e Jesolo».
Dopo i numeri, i problemi. Per Federalberghi due su tutti rischiano di fare danni al Garda scaligero: la viabilità e l'imposta di soggiorno. Sul primo, la posizione di Consolini farà discutere perchè, pur senza mai menzionarla, è a favore di una strada alternativa alla Gardesana, idea già affossata con una «sommossa» di oltre 20 sindaci nel 2008 se si pensa alla Affi- Pai, e morta prima ancora di nascere se si pensa all'idea del tunnel del Baldo tra Ala-Avio e Brenzone o Malcesine, cassata con tanto di delibere comunali e mozioni varie.
«La viabilità è un film già visto: code, smog, caos, rumori, scarsità di parcheggi. Una cosa è certa: la vecchia gardesana non basta più», ha sentenziato Consolini. Idee in proposito? «Uscire dall'ipocrisia per trovare la soluzione all'annoso problema: chiediamo un tavolo provinciale, con la presenza dell'assessore al traffico e dei sindaci, dando la nostra disponibilità per riaprire un confronto. La gravità della situazione impone scelte coraggiose, senza pregiudizi e veti. Nell'attesa di un progetto unitario cerchiamo di proporre delle soluzioni alternative con un aumento dei mezzi pubblici, dei collegamenti serali, dell'uso intelligente dei traghetti per rendere il traffico meno caotico».
E sulla imposta di soggiorno? L'impressione è che, pur essendosene già fatta in realtà una ragione, Federalberghi voglia mantenere alta la propria bandiera contro la nuova tassa. «Non riusciamo a comprendere come un Paese ospitale come il nostro abbia potuto partorire una tassa che è l'antitesi dell'ospitalità», spiega Consolini, «invece di premiare i turisti che vengono a visitarci decidiamo di punirli tassandoli. Non è questo il federalismo che vogliamo e restiamo assolutamente contrari a questo balzello, ingiusto verso i nostri clienti, scorretto per la mancanza di garanzie sulla finalizzazione turistica degli interventi realizzati con i suoi proventi». E ancora: «Ci dispiace che la nostra proposta iniziale di non far pagare i clienti ma di autotassarci con una imposta di scopo», ha aggiunto Consolini, «insieme a tutti coloro che beneficiano della filiera turistica non abbia trovato consensi. Siamo vicini alle amministrazioni di Lazise e Malcesine per la decisione di non ricorrere all'imposta di soggiorno. A nostro avviso un motivo in più per le altre amministrazioni per riflettere sull'opportunità di introdurre tale tassa. Non è accettabile la discriminazione tra albergatori di un determinato Comune rispetto a quelli confinanti di altri comuni, che invece non la applicano». Conclusione: «Facciamo in modo che almeno le tariffe, le esenzioni e il periodo di applicazione siano uguali in tutte le località della Riviera degli Olivi. Sarebbe già una cosa migliore per i turisti e più accettabile da parte degli albergatori».

Gerardo Musuraca




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