mercoledì, 23 maggio 2012

GARDA BALDO

CAMBIA:

Copia Totò e vende una villa con vista lago

TRUFFA. Nei guai un tedesco noto per aver cercato di «piazzare» dei palazzi della Fao a Roma. Condannato a un anno e quattro mesi, dovrà risarcire 90mila euro. Ma altri 70mila sono spariti. Ha usato la firma di un notaio morto
07/12/2011
Zoom Foto
Una scena del film «Totòtruffa '62» davanti alla fontana di Trevi

Verona. Ha studiato tutto alla perfezione fin al più piccolo dettaglio a partire dalla falsa procura a vendere una villa a Torri del Benaco, firmata da un notaio morto da tempo. Alla fine, però, il gioco non è valso la candela. È stato scoperto, indagato e ieri condannato ad un anno e quattro mesi dal giudice Luciano Gorra per truffa. Dovrà anche risarcire la vittima con 90mila euro.
Lui è Wolfgang Kroll, ha 59 anni e vive a Monaco di Baviera. Ma è noto in mezza Europa come un truffatore oltre che in Germania. Ha colpito anche in Italia fino a guadagnarsi l'appellativo di Totò tedesco, tutto il contrario del cliché del teutonico con scarsa fantasia e molta correttezza. Nell'ottobre 2008, aveva tentato di vendere non la fontana di Trevi come Totò ma i palazzi della Fao oltre che delle ambasciate a Roma sempre con documenti falsi e creati ad hoc per commettere queste truffe. Era stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile di Roma ed era finito in carcere per poi essere trasferito nel carcere tedesco.
Anche a Verona, ha indossato la maschera di Totò. L'ha fatto con un imprenditore edile con una precisione da far invidia. Prima ha creato una falsa procura. Ha scritto il nome abbastanza complicato per chi è a corto di lingua tedesca del procuratore Karl Rudolp, in qualità di amministratore della società Sudvieh Ges Mbh di Monaco Baviera. Questo signore sconosciuto di questa società ignota conferiva il potere a Kroll di vendere una meravigliosa villa sul lago di Garda con vista incantevole al prezzo di 425mila euro. Lo faceva con una procura con firma autenticata dal notaio di Milano, già deceduto, il 28 marzo 2006. Il 23 luglio 2007 si è presentato negli uffici dell'imprenditore edile veronese dopo i primi contatti via telefono. Ieri è stata la stessa vittima in aula a raccontare che il truffatore tedesco si era presentato con alcuni collaboratori e tutti i documenti utili alla vendita. Di più: aveva anche le chiavi della villa. E i due contraenti si erano recati fin in riva al lago per visionare l'immobile. Resta un mistero di come Kroll, difeso da Gianantonio Carraroli, fosse riuscito a procurarsi le chiavi di quella villa essendo fornito di una procura rilevatasi poi falsa. Si tratta, però, di un altro fatto che ha convinto l'imprenditore scaligero a proseguire nelle trattative con il tedesco. E si è così arrivato al contratto preliminare. Il 23 luglio di quattro anni fa, l'acquirente ha consegnato nelle mani di Kroll 70mila euro di cui 20mila in contanti e 50mila con un assegno circolare. Gli ha poi consegnato altri 175mila euro in assegni bancari che, però, con il legale, l'avvocato Filippo Vicentini, la vittima è riuscita a far sequestrare e a ritornarne in possesso.
La stretta di mano finale tra Kroll e l'imprenditore edile di Verona ha siglato il contratto truffa. La vittima si è accorta non senza qualche preoccupazione di aver preso un grosso granchio del costo di 70mila euro. Kroll non si è fatto più trovare dall'acquirente, aveva promesso di tornare in Italia ad agosto dopo le ferie ma i continui tentativi di rintracciarlo dagli uffici dell'imprenditore sono andati a vuoto. Solo pochi mesi più tardi e Kroll sarebbe sì tornato in Italia .
Nel settembre 2008, aveva carpito la fiducia di un altro imprenditore facendo intendere di avere la procura esclusiva per vendere i centri commerciali a Roma e l'Auchan di Cesano Boscone a Milano. Tutto falso ovviamente e scattò la denuncia.G.CH.




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