Il Balilla è sparito dal fondale e Giorgetti ora vuole una stele
TORRI. Ulteriore mistero sulla statuetta divenuta anche oggetto di accesa polemica politica tra destra e sinistra. Il gruppo di «amici» su Facebook conta ormai 312 aderenti. L'assessore regionale: «Pronti a ricordarlo con un monumento»
Torri. «Memento audere semper», «ricorda di osare sempre». Il motto latino di dannunziana memoria è però costato caro al piccolo Balilla, posato a una quarantina di metri sul fondale del lago a Torri il 29 ottobre scorso, e, da un paio di giorni, letteralmente sparito nel nulla. Grazie all'ironico cartello che mani ignote avevano posizionato all'inizio dello scivolo di ingresso al lago, il piccolo Balilla era divenuto un «caso», dando avvio a una saga tra politica e ironia tra esponenti di centrodestra e centrosinistra.
Tra i primi si era collocato l'assessore regionale Massimo Giorgetti, ex- An e coordinatore del Pdl, secondo cui il gesto di posare la statuetta fascista sui fondali del Benaco era «condivisibile» e anzi avrebbe «potuto incrementare il turismo subacqueo». Tra gli oppositori della statuetta si erano invece schierati il capogruppo in Provincia del Pd, Diego Zardini, e il segretario provinciale dello stesso partito, Vincenzo D'Arienzo. S'era scatenata una bagarre mediatica, con tanto di apertura di un gruppo su Facebook: «Amici del piccolo Balilla». Le adesioni, 312 finora, annoverano big politici del Comune di Verona, della Provincia e tanti altri amministratori locali che, nonostante la sfida lanciata proprio dalle pagine di Facebook, non avevano avuto però degno contraltare mediatico con una pagina avversa alla statuetta. Nel frattempo però, mano subacquea ignota ha colpito duramente nel silenzio degli abissi lacustri.
Qualche esperto subacqueo, verosimilmente non un nostalgico del Ventennio, ha dapprima mutilato il Balilla del braccio destro teso nel saluto romano. E, nei giorni successivi, evidentemente non pago dell'atto vandalico- chirurgico, lo ha pure fatto definitivamente sparire. Rapito? Distrutto? In restauro? Sono le ipotesi più probabili, essendo state invece categoricamente escluse le «dimissioni spontanee» del Balilla dai fondali, non essendo rimasta traccia alcuna.
Così, da Facebook sono ora sono tanti i cori di sdegno e di rabbia per la prematura scomparsa della statuetta. Tanto che lo stesso Giorgetti, già pronto a una missione fotografica con destinazione Balilla, ha dovuto accontentarsi di ipotizzare, la preparazione di una «stele in marmo da posare nel trigesimo della scomparsa, a perenne ricordo del piccolo martire».
Insomma, il motto latino «memento audere semper», derivato direttamente dal Mas, l'acronimo con cui era denominato il Motoscafo armato silurante, uno strumento bellico assai usato nella seconda guerra mondiale e tanto caro a D'Annunzio, al piccolo Balilla non ha portato grande fortuna.
Al punto che oggi i subacquei le cui simpatie si rifanno a quelle del poeta in esilio dorato al Vittoriale di Gardone, magari in attesa di vedere se davvero verrà realizzata una stele in marmo o in ferro da posare sui fondali, dovranno accontentarsi di un altro motto di dannunziana memoria: «Habere non haberi». Ovvero, «avere e non essere posseduti». Anche se D'Annunzio si riferiva alle ricchezze, per gli amanti degli abissi il riferimento può tranquillamente essere traslato alla nostalgia. Non solo del Ventennio, ma oggi anche dell'ormai «desaparecido» piccolo Balilla.
Gerardo Musuraca
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1 testvip 28/11/2011 16:50 70 commenti
giogietti va a lavorare