19.08.2012
IMPRESE. Prevede ricavi a 60 milioni l'azienda leader internazionale nella produzione di impianti per asfalto
Crescono le commesse in Afghanistan e in Nigeria, ma anche in Turchia, Russia e in altre nazioni E il mercato interno? I lavori pubblici languono
Per fortuna che ci sono la Turchia e alcuni paesi «a rischio», come l'Afganistan e la Nigeria, a garantire continuità di lavoro. Perché, altrimenti, alla Ammann Italy di Bussolengo, leader internazionale nella produzione di impianti per produrre asfalto, il portafoglio ordini per gli ultimi mesi dell'anno e per l'inizio del 2012 segnerebbe profondo rosso. Eppure fino alla fine di luglio il fatturato è stato di 35 milioni, quindi in linea con il budget annuale (attorno a 60 milioni per quest'anno), che prevedeva un calo contenuto rispetto ai 68 milioni di chiusura del 2011. «Il fatto è», spiega Michele Turrini, direttore commerciale e azionista, a fianco della famiglia svizzera Ammann, «che non solo l'Italia e in genere l'Europa hanno drasticamente ridotto gli investimenti infrastrutturali, ma anche l'America del Sud non sta rispettando i programmi di modernizzazione della rete viaria e rallenta la realizzazione. Così», spiega Turrini, «le imprese ritardano l'adeguamento degli impianti». QUADRO DIFFICILE. Un avvitamento del sistema che, comunque, non vede l'azienda veronese ferma a subire gli eventi. Perché le contromosse sono in parte disegnate dalla casa madre svizzera che ha acquistato la concessionaria turca e inserito Michele Turrini tra i consiglieri, con Ammann Italy in sostanza a guidare gli sviluppi in un paese tra i più attivi e fertili anche in prospettiva. Perché l'azienda di Bussolengo ora può commercializzare nel mondo anche altri prodotti dei diversi stabilimenti di Ammann nel mondo. Perché, malgrado le difficoltà, è stata interamente mantenuta l'occupazione (intorno ai 175 addetti) senza una sola ora di cassa integrazione, portando all'interno alcune lavorazioni prima affidate all'indotto, che, purtroppo, ora soffre un po' di più. Ma soprattutto perché si sono sviluppati nuovi prodotti, con una ricerca. Tanto che alla prossima rassegna padovana Asphaltica sarà presentata una nuova versione più potente dell'impianto mobile Easy Batch, che è un po' il fiore all'occhiello delle produzioni veronesi. «Interamente progettato qui da noi» dice il consigliere. ATMOSFERA SERENA. L'altro aspetto positivo, che contribuisce a spiegare l'atmosfera serena che si respira in azienda, è che Ammann Italy ha siglato un accordo con la multinazionale austriaca Strabag per la quale ha realizzato grandi impianti destinati a Tanzania, Moldavia e Romania. «Ormai solo i grandi gruppi», riconosce Turrini, «sono in grado di autofinanziarsi, di partecipare a project financing e di ottenere finanziamenti bancari». Se andassimo a veder solo l'elenco degli impianti avviati quest'anno nel mondo (dove va il 93% della produzione) da Ammann Italy si avrebbe l'impressione (ma sappiamo che così non è) di un boom reiterato. Perché nella lista ci sono si paesi a rischio, come - per un'impresa giapponese - l'Afganistan (ma c'erano più domande che posti per andare ad effettuare i montaggi in loco) e persino nei paesi della «primavera araba», dall' Egitto alla Tunisia oltre all'Algeria, ma anche in Nigeria ed in Irak. Per arrivare poi al Ciad e alla Guinea Equatoriale. Sta andando poi bene in Russia ed in Romania mentre rallenta l'America Latina,ma nonostante tutto si sono avviati impianti in Paraguay, Argentina, Venezuela e, per la prima volta, anche in Brasile. IN ATTESA DELLA RIPRESA. «Speriamo», commenta Turrini, «che l'autunno segni una ripresa. Che la possibilità di sviluppare impianti comuni nel gruppo generi positive sinergie per il mercato e che il mondo - cominciando dall'Italia, dove ormai si opera un po' solo a Centro Sud - imbocchi davvero la strada della crescita e dello sviluppo».F.R.
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