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Oggi in piazza

19.08.2012

Casa di Giulietta, il porfido azzoppa i turisti

STRADE DISSESTATE. Il buco nella pavimentazione davanti all'ingresso del cortile di via Cappello mette a rischio le caviglie dei passanti
Un visitatore di Bari: «Si dovrebbe prestare più attenzione ai luoghi di interesse storico»

Il buco nel porfido DIENNEFOTO

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Di fronte al cortile della casa di Giulietta, nel pieno via vai dell'affollatissima via Cappello, in questi giorni si può assistere alle più disparate imprecazioni multilingue: in tedesco o in cinese, in scozzese stretto o nello slang americano. Oltre all'italiano e al dialetto veronese, ci mancherebbe. Tutta colpa di tre mattoncini di porfido che hanno dato recentemente forfait: sono saltati, presumibilmente per l'usura, lasciando al loro posto un piccolo, ma pericoloso buco. Il turista ignaro ci incappa suo malgrado, mentre lo sguardo è alla ricerca del balcone o da una via di fuga in mezzo ad altri gruppi turistici fermatisi in blocco. D'altronde si sa: in via Cappello, soprattutto di fronte alla casa di Giulietta, è sempre ora di punta. Il caso più frequente prende alla sprovvista il turista-fotografo. È lì, pronto con la sua reflex nuova di zecca, intento a cogliere la famigliola o gli amici a seguito davanti al cancello stando ben attendo a fotografare anche il cartello esplicativo; fa qualche passo indietro per cogliere al meglio il quadretto, e il tallone finisce dritto in mezzo alla fenditura. Raffaele Notarangelo, in vacanza da Bari nella nostra città, ci incappa con la rotellina della valigia. «Non capisco perché non si presta più attenzione ai luoghi di interesse storico come questo, passa così tanta gente». La prima preoccupazione è che qualcuno possa farsi del male e rimetterci la caviglia. «Guardi in alto, ammiri la via e non stai a guardare per terra: questo solco può diventare molto pericoloso», dice Lajat, dalla Francia. «La città ne è piena», dice Alessio, che abita in centro storico. «Bisogna guardare bene in basso, ma anche in alto, perché può caderti qualche calcinaccio in testa - dice alludendo alla facciata della casa di Giulietta - non sembra di camminare in una città, ma in una Camel Trophy (una delle più dure competizioni per fuoristrada del mondo, ndr). Anche in altre strade - continua Alessio - ci sono buche riparate alla buona: come in Sottoriva, dove sono stati fatti dei lavori. Le zone di passaggio sempre affollate, dovrebbero essere sempre tenute sott'occhio». Lovianna Bassar la città la gira parecchio, e con a seguito folti gruppi di turisti. È una guida che arriva da lontano, da Jakarta. «Questo è un brutto punto per i miei gruppi, c'è sempre chi si prende una storta. Ma non è l'unico posto, anche di fronte all'Arena ci sono delle buche nel porfido».


Anna Martellato