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Oggi in piazza

19.08.2012

È troppo bello, troppo facile, troppo Chievo

POKER SERVITO. Gialloblù già in forma-campionato, ospiti decisamente in affanno. E così all'Euganeo di Padova, non c'è partita: la squadra di Di Carlo dà spettacolo
Apre Théréau, raddoppia Pellissier, fa tris ancora il francese, tutto nel primo tempo. Nella ripresa ecco il sigillo di Di Michele, autore di un'altra grande prova

Cyril Théréau realizza così il primo gol ufficiale della stagione

Cyril Théréau realizza così il primo gol ufficiale della stagione
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Francesco Arioli PADOVA Troppo facile, troppo bello, a tratti anche piuttosto divertente: il Chievo, già squadra, trasforma il primo impegno ufficiale della stagione in una proficua seduta d'allenamento liberandosi senza sudare di un Ascoli francamente disastroso. All'Euganeo di Padova, scelto per ovviare all'indisponibilità del Bentegodi, i gialloblù bussano quattro volte all'indirizzo del povero Guarna, traballante baluardo di una formazione impacciata a 360 gradi, e superano il terzo turno di Coppa Italia. Il segnale, chiaro, di come sarebbero finite le cose, arriva già al 4': goffo il rinvio dell'incerto Peccarisi e troppo semplice per uno come Théréau infilarsi in area e centrare l'angolino in diagonale. Altri 5' per il virtuale de profundis al match. Marco Rigoni lavora palla appena dopo il cerchio mediano e tocca d'esterno, in verticale, per Pellissier: due passi e sventola dai venti metri alle spalle di Guarna, impreparato. L'Ascoli balbetta, il Chievo affonda a piacimento. Piace la disinvoltura con cui i due Rigoni accompagnano l'azione, piace l'imprevedibilità di Théréau, che al solito dimostra di sapersi benissimo eclissare dalle zone di abituale transito, a ridosso dell'area, per ricomparire vicino alla porta avversaria. Capita al 27' (qualche minuto dopo l'unico vero rischio corso da Sorrentino su una sortita di Giallombardo) e l'azione è una meraviglia. Dall'apertura lunga di Marco Rigoni al cross da destra, teso, a mezz'altezza, di Di Michele, fino al tocco sul secondo palo del francese: tris servito a un quarto di gara. Ha senso proseguire? Sì, perché il Chievo investe sul futuro, sull'intesa tra vecchi e nuovi, sulla necessità di raffinare i meccanismi. C'è tempo pure per qualche esercizio di stile, quello confezionato da Di Michele dopo uno scambio stretto con Luca Rigoni: il sinistro musicale dell'ex leccese è però troppo morbido per il portiere avversario. Non sarà così al 7' della ripresa. Re David raccoglie nuovamente appena dentro l'area, stavolta sul lato sinistro, e il destro velenoso è irraggiungibile per Guarna. Applausi a scena aperta per il nuovo partner di Pellissier, che delizia la platea con slalom vertiginosi, aperture volanti, quasi alla cieca. E ricerca con insistenza il dialogo con proprio col capitano e con Théréau, peraltro perfetti compagni di reparto. Sia sullo stretto che in campo aperto. Sigillato il poker il Chievo potrebbe dilagare: prima Gervasoni (9') nega un penalty solare a Pellissier, travolto in uscita da Guarna. Poi Di Michele (13') sciupa un'occasione gigante nel cuore dell'area dopo una magnifica penetrazione di Théréau. I gialloblù manovrano in scioltezza, l'Ascoli resta a guardare. Sorrentino deve intervenire solo un paio di volte in uscita. Mai una parata, mai una stilla di vero sudore. Ci sarebbe tempo e modo di centrare il pokerissimo col solito Pellissier, che prima corregge alto un traversone di Frey e poi spara oltre il montante anche un invito di testa di Cesar dopo l'allungo di Luca Rigoni. Poi ci provano Moscardelli (sberla da fuori deviata da un difensore) e ancora Théréau, il cui diagonale secco finisce a un metro dal palo. Prove d'arrembaggio: da domenica sarà più complicato.