11.08.2012
PAURA. Precipita il tetto del negozio Rossato Confezioni, adiacente alle costruzioni abbattute. La causa forse un vuoto d'aria nell'ultima fase dei lavori. Tonfo assordante. Il titolare: «Per caso non c'era nessuno all'interno»
Verona. Un enorme boato e 300 metri quadri della copertura di un magazzino crollati all'improvviso e inaspettatamente. Ha dell'incredibile quanto è accaduto ieri mattina nell'area tra via San Giacomo e via Redipuglia, dove si trova il negozio di abbigliamento e biancheria Rossato Confezioni. Da mesi infatti, e con un inizio lavori datato 23 dicembre 2011, l'impresa Costruzioni Arcobaleno ha dato il via alla demolizione di una serie di vecchi magazzini adibiti a piccoli laboratori, acquistati negli anni passati per realizzare, al loro posto, un complesso residenziale di circa 60 unità. Ma nell'ultimare la fase di demolizione, che compete alla Zordan snc, un probabile vuoto d'aria o la caduta di macerie che potrebbero essere andate fuori rotta per l'altezza superiore dell'edificio demolito rispetto a quello adiacente (supposizioni queste ancora tutte da verificare), ha provocato il crollo del magazzino limitrofo di proprietà di Rossato. Una vicenda che avrebbe potuto avere risvolti tragici, se all'interno del magazzino che la Rossato utilizza per l'intimo e la biancheria per la casa, oltre che per qualche abito da sposa che ancora oggi, pur raramente, viene indossato e provato in quegli spazi, ci fosse stato qualcuno del personale. «Per fortuna il magazzino era vuoto», dice il titolare Giorgio Rossato, mentre contempla incredulo la merce sepolta da quel che resta di soffitto e parete dell'edificio. «Solo due ore prima (il fatto è accaduto poco dopo mezzogiorno, ndr) ci sarei potuto essere io lì dentro». L'architetto Ezio Albi, rappresentate dell'impresa e direttore dei lavori, si è precipitato sul posto per le prime verifiche del caso. «Non so esattamente cosa sia successo», confessa. «Abbiamo appaltato a una ditta specializzata in demolizioni e la settimana prossima avremmo iniziato la bonifica e la rimozione dei detriti». Il nome della ditta è appunto Zordan che, sempre per la stessa impresa Arcobaleno, sta procedendo anche alla demolizione totale degli edifici poco distanti in via Ferrari. Accanto c'è l'abitazione del pittore Adalberto Rossi che, pochi istanti prima dell'improvvisa pioggia di detriti, aveva parcheggiato l'auto, come d'abitudine, a filo della parete di Rossato che dà sul lato del cortile in cui c'è il supermercato A&O. «Appena sono entrato in casa ho sentito il tonfo assordante», racconta, mentre la figlia Lorenza indica i danni, tutto sommato contenuti, sulla sua Fiat 600. «Ho subito pensato che fosse caduto qualcosa nel mio giardinetto, transennato la settimana scorsa con l'avvicinarsi dei lavori alla casa. Invece a essere colpita è stata l'auto». Conseguenza inevitabile, dato che l'enorme porta in vetro dei Rossato è uscita fuori asse con il ripiegamento dell'edificio su se stesso, per traboccare all'esterno. Eccetto la porta, sfasciata per il peso dei detriti che le hanno premuto contro, la facciata del magazzino non ha avuto cedimenti e, vista da fuori, inganna lo sguardo, riuscendo a celare il poco rimasto: un'enorme scatola vuota tra pareti ormai senza copertura.C.BAZZ.
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