07.08.2012
Verona. Riserve sulla sostenibilità economico-finanziaria dell’inceneritore di Ca’ del Bue arrivano dal capogruppo Udc in Regione, Stefano Valdegamberi. Secondo Valdegamberi l’investimento richiesto di oltre 150 milioni di euro per attivare l’impianto, progettato per bruciare 600 tonnellate al giorno di rifiuti per 25 anni a una tariffa di 130-140 euro a tonnellata, rischia di essere «un’operazione fuori mercato».
«Con l’aumento della raccolta differenziata in Veneto scende la quantità di rifiuti destinati all’incenerimento - spiega Valdegamberi - e gli inceneritori esistenti si dimostrano già ora in grado di smaltire quanto non può essere avviato al ciclo del recupero. Inoltre - aggiunge Valdegamberi - i costi di incenerimento del nuovo impianto di Ca’ del Bue, ancora tutti da ammortizzare, sono superiori a quelli degli impianti concorrenti, già funzionanti in Italia ed in Europa, che attualmente ritirano i rifiuti ad una tariffa intorno ai 60 euro alla tonnellata. Per cui l’approvvigionamento dei rifiuti da fuori regione appare un’operazione tutt’altro che scontata». Per Valdegamberi i costi del nuovo impianto, che rischia di operare in perdita, finiranno per essere scaricati sulla bolletta dei cittadini veronesi.
«Prima di firmare un contratto che vincolerà per 25 anni i bilanci pubblici e le tasche dei cittadini - conclude l’esponente veronese - mi auguro si rifletta a fondo su queste osservazioni che da tempo ho sollevato e che tuttora rimangono prive di risposta. Mi dispiacerebbe trovare in bolletta la voce aggiuntiva «Ca’ del Bue» per pagare un investimento che serve a smaltire, magari sottocosto, i rifiuti partenopei».
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