03.08.2012
VIABILITÀ. Il settore mobilità del Comune ha elaborato un piano per scoraggiare il passaggio e la sosta dei veicoli in centro. Le modifiche proposte: allargare le aree pedonali e zone a pagamento a 2 euro. Anche per residenti
L’area della Ztl potrebbe esser allargata ad altre zone del centro di Verona per arginare il traffico
Verona. Una rivoluzione timida e progressiva, ma palese e inarrestabile. Persino audace su alcuni punti, con qualche sorpresa (a pagamento) che c'è da aspettarsi farà ribollire gli animi di chi da tempo chiede sì di blindare la città antica e renderla impenetrabile a macchine e veicoli a motore, ma con un occhio di riguardo per chi ci vive o lavora. La metamorfosi per riservare il passo, nelle viuzze del centro storico, soltanto a chi si sposta a piedi, e spazzare via gli intralci di sosta selvaggia e viabilità stagnante (rendendo sempre meno appetibile l'accesso alle auto anche dal punto di vista economico), è al blocco di partenza. E include anche zone, piazza Erbe in primis, che più volte hanno generato grattacapi e discussioni. La rivoluzione adesso è nero su bianco: i punti elaborati dal settore mobilità e traffico di Palazzo Barbieri per mutare il futuro della città antica, sono arrivati sui tavoli del parlamentino del centro, per un parere, non vincolante, che verrà dato nel prossimo consiglio di circoscrizione del 4 settembre. Che auto elettriche e biciclette da utilizzare in condivisione bastassero a dar sollievo alla caotica viabilità del centro, nessuno lo ha mai davvero creduto né del resto sostenuto. Ecco quindi i primi, cauti, passi, per limitare il traffico tra le mura antiche. Una limitazione che, fedele all'ottica di essere progressiva, come previsto dal Piano del Traffico Urbano del 1997, circoscrive per ora le modifiche ai soli sabati e festivi, là dove turisti e persone dedite allo shopping passeggiano con più frequenza e spesso su piccole strade e marciapiedi risicati. Da qui la proposta del Comune, datata il 16 luglio scorso, di allargare l'area pedonale a tutta una serie di viuzze comprese tra piazza delle Erbe, piazza Bra, via Stella, e corso Porta Borsari (tra cui via Pellicciai, via Portici, via Quattro Spade, via e piazzetta Scala, via Catullo, corte Farina, via San Nicolò e un tratto di via Anfiteatro) che il sabato e i giorni festivi, tra le 10 e le 13.30 e tra le 15.30 e le 19.30 potranno essere percorse in auto solo da residenti, domiciliati e possessori di garage anche nelle vie laterali altrimenti irraggiungibili (basterà mostrare i propri documenti), oltre che da taxi, furgoni del City Logistic e clienti diretti agli hotel. In via Anfiteatro, inoltre, si prospetta il senso unico in direzione via San Cosimo e piazza San Nicolò, nel tratto in cui le interseca. Per disincentivare gli automobilisti più «comodoni» a riversarsi a tutti i costi in centro, si punta poi a colpire al portafogli, aumentando la tariffa oraria della cosiddetta zona verde, dagli attuali un euro e mezzo a due euro, tra le 8 e le 24 di tutti i giorni della settimana. Una proposta, quest'ultima, che finirà per alleggerire le tasche anche dei residenti, la cui sosta, in piazza Nogara e in piazza Brà Molinari, diventerà ostica e dispendiosa come quella di piazza Viviani. Nelle due piazzette agli antipodi della città antica, infatti, la sosta sarà riservata a residenti e dimoranti dalle 20 alle 10 di tutti i giorni che, durante il giorno, potranno però parcheggiare gratuitamente la loro auto soltanto in determinate fasce orarie: dal lunedì al venerdì dalle 13.30 alle 16, e sabato e festivi dalle 13.30 alle 20. Quando le lancette segneranno orari diversi, anche per loro i due euro all'ora (per un massimo di due ore) scatteranno automatici. Novità, infine, anche nel comparto Cittadella dove, per sostare soltanto 30 minuti, esporre il disco orario non sarà più sufficiente. Sul cruscotto dovrà infatti apparire in bella mostra il contrassegno del parcometro, «previo pagamento di una somma minima pari a euro 0,50» che consenta appunto la sosta di un'ora, di cui la prima mezz'ora potrà considerarsi un omaggio.
Chiara Bazzanella
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