02.08.2012
BRENZONE-SAN ZENO DI MONTAGNA. Lo studio incaricato deve valutare anche il prolungamento dell'impianto. Sopralluogo tecnico ieri mattina del neo presidente con amministratori, sindaci e ingegneri: «Per agosto 2013 servono i progetti e i soldi»
Brenzone-San Zeno di Montagna. «È solo la prima visita», minimizza, «un sopralluogo veloce». Ma chi conosce Giuseppe Venturini sa che la sfida per ricostruire e rilanciare in grande stile l'impianto funicolare di Prada Costabella, che parte da Prada a quota 1000, è partita. Presidente della società da nemmeno una settimana, ieri mattina alle 10 aveva già organizzato una supervisione tecnica all'impianto. Per l'occasione c'erano i consiglieri del cda Alessio Brighenti e Vito Zanolli, i sindaci di San Zeno di Montagna Gabriella Finotti e di Brenzone Rinaldo Sartori, che condividono la frazione di Prada, e gli ingegneri Ivan Veronesi e Giordano Farina, dello Studio Prealpe di Trento. Siccome a questi professionisti potrebbe teoricamente essere affidato, con regolare gara, il progetto di rifacimento della funicolare, la cui vita tecnica scade il 28 agosto 2013, Venturini ha voluto che visionassero il territorio. Il gruppo è dunque salito in bidonvia al Baito Eugenio Turri, a quota 1550, ed è approdato in seggiovia al rifugio Fiori del Baldo, a quota 1815. Di qui i tecnici con il sindaco di Brenzone Sartori e il consigliere comunale Gian Angelo Alpino sono saliti a piedi al Rifugio Chierego, che si staglia a 1911 metri di altitudine, a circa 200 metri di distanza. La prima domanda che Venturini ha loro rivolto è stata: «Entro la stagione estiva 2013 l'impianto scade per cui intendiamo ricostruirlo. È possibile il collegamento fino al Chierego?». La risposta è arrivata da Veronesi: «Sarebbe prematuro dare risposte oggi, siamo venuti a conoscere il sito e le esigenze dei promotori per organizzare una prima possibile raccolta dei documenti necessari. Ora studieremo ipotesi tecniche ed economiche per, eventualmente, procedere col progetto». Ha quindi spiegato Finozzi: «Finora non ci sono fondi per ricostruire questo impianto. C'è solo il progetto di rifacimento da Prada ai Fiori del Baldo, che abbiamo depositato in Regione, che prevede la bidonvia da Prada al Baito Turri e una seggiovia biposto, non più monoposto, fino ai Fiori del Baito. È un progetto che risale al 2010», ricorda, «fu redatto anche in vista di sviluppi futuri e per ottenere la proroga che ha permesso di prolungare la vita della funivia dal 2010 al 2011 e, poi, per ulteriori due anni fino al 28 agosto 2013. Per quella data, però, bisognerà avere preparato un ulteriore piano ed avere anche la certezza dei finanziamenti». Venturini, che non nutre dubbi, ha proseguito: «Io sono certo che l'impianto si farà e la mia idea è anche di prolungarlo fino al Chierego. Dovremo reperire fondi, quindi si chiederà aiuto alla Regione Veneto ed alla finanziaria Veneto Sviluppo, alla Provincia, alla Camera del Commercio e pure all'Odi, l'Organismo di indirizzo per la gestione e distribuzione dei fondi ai Comuni di confine con le Province autonome di Trento e Bolzano che il Senato avrebbe deciso di non sopprimere. Io parto con l'entusiasmo di sempre. Sono stato qui poche volte perché la mia base era alla funivia Malcesine-Monte Baldo però vedo un panorama molto ampio ed un Baldo stupendo. Qui si tocca veramente il cielo con un dito». Idealmente, ha già innescato la quarta: «I tempi sono stretti», ha ricordato, «entro il 28 agosto 2013 i progetti dovranno essere pronti e dovremo ottenere tutte le concessioni necessarie e i finanziamenti per far partire i lavori, che dovranno terminare per l'inizio della stagione 2014». Finotti è parsa «fiduciosa in merito ai possibili sviluppi». Il sindaco di Brenzone, per ragioni tecniche, ha espresso dubbi solo sul prolungamento fino al Chierego: «Osservando il territorio, credo serviranno valutazioni ponderate. Ora la seggiovia approda in uno spiazzo piano ma, nel successivo tratto, il pendio è accentuato e non esistono ancora le concessioni al sorvolo». Venturini pensa già a nuovi dettagli: «Farei una cabinovia in modo che la funivia sia usata anche in caso di maltempo improvviso e porti in vetta sempre più gente, incrementando le presenze. E vanno sistemati anche i dettagli. In paese, ad esempio, va rifatta la segnaletica in modo che tutti sappiano chiaramente dove andare per arrivare alla Prada Costabella... sopra il lago, prima del cielo», come sta scritto nel logo.
Barbara Bertasi
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti