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28.07.2012

Passalacqua, il volto nuovo di Veronetta

LAVORI NELL'EX CASERMA. Sopralluogo dell'amministrazione dopo le demolizioni: distrutti 245mila metri cubi di edifici; 25mila metri cubi di asfalto e macerie. Nuovi bastioni, aule e biblioteca dell'università: nella prossima primavera aperti i primi 15mila metri quadrati

Ruspe al lavoro nell'ex Passalacqua per scavi e demolizioni

Ruspe al lavoro nell'ex Passalacqua per scavi e demolizioni
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Verona. Dove c'erano colate di asfalto e tonnellate di cemento sorgerà il polmone verde e il cuore culturale della città. Negli spazi di quello che diventerà il parco della Passalacqua, a Veronetta, il presente è ancora fatto di cumuli di materiale demolito e riposto in colline di detriti. Ma entro il 2015 il parco di 180 mila metri quadrati di verde diventerà meta abituale per migliaia di veronesi, studenti universitari e turisti. E il primo stralcio di parco, circa 15 mila metri quadri nell'area più vicina a Porta Vescovo e che contorna i bastioni delle Maddalene, sarà inaugurato nella prossima primavera. SOPRALLUOGO. Ieri mattina, il vicesindaco Vito Giacino ha effettuato un sopralluogo nel cantiere del parco insieme ai presidenti della prima circoscrizione Daniela Drudi e della commissione consiliare urbanistica Ciro Maschio.  A mostrare quanto fatto e quanto ancora c'è da fare, il direttore lavori del programma di riqualificazione Passalacqua e Santa Marta, l'architetto Giovanni Policante, insieme al consulente per il progetto di recupero del parco urbano, l'architetto Lino Vittorio Bozzetto. Tra gli ultimi lavori realizzati, in ordine di tempo, la bonifica bellica superficiale che ha messo in evidenza una serie di punti dove verranno effettuati ulteriori indagini per capire che tipo di metalli si nascondono sotto la pancia della Passalacqua. Inoltre, sono iniziate le indagini archeologiche che hanno portato alla luce una cisterna del periodo asburgico. CISTERNE. Quello della Passalacqua è infatti un progetto «sorvegliato speciale» da ben quattro soprintendenze, bellica, monumentale, archeologica e ambientale. «Studiare nel dettaglio la storia di questo sito nei secoli ci aiuta a capire come valorizzarlo al meglio e soprattutto ad individuare i siti esatti dove potrebbero esserci ritrovamenti. Le cisterne, ad esempio, le abbiamo trovate nel punto esatto dove ci aspettavamo che fossero. Così facendo si evitano per quanto possibile sorprese e perdite di tempo in scavi inutili», aggiunge Policante. Sono stati demoliti quasi tutti gli edifici e rimosso gran parte dell'asfalto che prima copriva praticamente tutta l'area per un totale di 245 mila metri cubi di edifici distrutti e di 25 mila metri cubi tra cemento e asfalto ammassati ora in grandi cumuli. E la buona notizia per il quartiere è che non dovranno essere smaltiti. La quasi totalità di questo materiale, infatti, verrà opportunamento elaborato sul posto e utilizzato per formare i sottofondi del parco e i terrapieni che verranno ricostruiti in modo da restituire ai bastioni il loro aspetto originario. BASTIONI. «Stiamo facendo il possibile per lavorare creando a Veronetta minori disagi possibili», spiega Policante. Il primo ad essere realizzato sarà il terrapieno dei bastioni Maddalene, alto circa sei metri e lungo venti. Una volta finito, sarà dunque ripristinato tutto il camminamento delle ronde militari per oltre un chilometro e mezzo di passeggiata nel verde. Inoltre, porta di Campofiore sarà aperta e formerà un percorso di congiunzione ciclopedonale diretto tra Veronetta, quartiere universitario e via Torbido. In piedi rimangono la cisterna dell'acqua e altre costruzioni militari la cui sorte è nelle mani della soprintendenza che dovrà stabilire se possono essere abbattute o se dovranno essere mantenute e recuperate. BIBLIOTECA. «Tra le novità di questo ambizioso progetto che è in continuo divenire, studiato in sinergia con le soprintendenze e con l'Università, è la realizzazione della nuova biblioteca universitaria proprio al centro del parco, nell'area dell'ex caserma Santa Marta. Inoltre, due edifici conterranno sei nuove aule universitarie di 250 posti ciascuno e avremo immobili destinati ai servizi per il quartiere, che saranno destinati, ad esempio, alle associazioni locali e del terzo settore», ha spiegato Giacino. Il programma urbano di riqualificazione del compendio Passalacqua e Santa Marta è a costo zero per l'amministrazione comunale, con un finanziamento regionale per i progetti di housing sociale di 10 milioni di euro e il contributo di partner privati, l'A.T.I. Sarmar e imprese associate, individuati tramite bando pubblico, aggiudicato a 31,6 milioni di euro.I.N.  

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