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28.06.2012

Un privato scalza l'Arci
per gli eventi al museo

LEGNAGO. Affidate al titolare di un bar le iniziative nel giardino estivo del Centro ambientale. Il presidente dell'associazione: «Scelta squisitamente politica». Il direttore: «Sono sciocchezze». Il gestore è nel direttivo dell'Udc

Centro ambientale e archeologico: niente estate Arci nel cortile

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Legnago. Arci esclusa dalla gestione del giardino estivo al Centro archeologico ambientale. Ed è subito polemica. Per la prima volta dal 2007, anno in cui il museo di via Fermi è stato aperto come spazio per manifestazioni all'aperto, non sarà l'associazione legnaghese a curare le attività estive di intrattenimento nella struttura comunale. La Fondazione Fioroni, che gestisce il Centro di via Fermi, ha deciso di affittare, da luglio a settembre, il giardino e il servizio al bancone, al bar «Gabbia» di via Duomo. Ovvero ad un privato: Roberto Bonuzzi, titolare del «Gabbia» nonché membro del direttivo provinciale dell'Unione di centro. L'accordo prevede il versamento di circa 4 mila euro al mese da parte del gestore. Per evitare di perdere il servizio, l'Arci aveva offrì 15mila euro, con la richiesta però di poter disporre degli spazi tutto l'anno, compresa una saletta attigua al bar per iniziative culturali. La Fondazione, tuttavia, ha proceduto con l'affidamento dell'area al «Gabbia», scatenando le ire dell'Arci, che ha definito il fatto «una scelta squisitamente politica dell'amministrazione comunale». «Dal 2007 abbiamo praticamente inventato questo luogo dal nulla», protesta Simone Pernechele, presidente dell'Arci, «e la scelta di assegnare le manifestazioni culturali estive a un privato contraddice la convenzione stipulata tra Comune e Fondazione: un gestore privato non è un soggetto culturale non profit. La Fondazione avrebbe dovuto comunicare la scelta al Comune». Sull'offerta economica, il responsabile Arci afferma: «La nostra proposta era di trasformare il Centro in un luogo di aggregazione per tutto l'anno». Pernechele spiega anche: «Mentre erano in corso le trattative, un amministratore ha proposto di trasferire le nostre attività in zona stadio. Ma poi non se ne è fatto più nulla. La Giunta del sindaco Roberto Rettondini ha bocciato l'idea: una scelta puramente politica». Con l'Arci si schiera Claudio Marconi, consigliere di minoranza e segretario del Pd cittadino, che ha presentato un ordine del giorno per il prossimo Consiglio. «Il nostro giudizio», spiega, «è assolutamente negativo, poiché è stato privilegiato un privato a discapito di un'associazione che, a differenza del primo, non è mossa da interessi economici». Andrea Ferrarese, direttore della Fondazione Fioroni, rispedisce al mittente le critiche: «Non potevamo applicare i prezzi stracciati che, in passato, hanno consentito all'Arci di gestire il giardino estivo. Ho fatto l'impossibile per venire a un accordo con l'associazione, ma la controfferta era insufficiente: il Centro archeologico ha costi che vanno coperti. La convenzione ci permette di appaltare il servizio bar attraverso trattativa privata. Il contratto vale per il 2012; se nel 2013 troveremo una soluzione condivisa, Arci potrà tornare nel Centro». Poi, nega la presunta natura politica dell'operazione: «Sciocchezze: di offerte per la gestione ne abbiamo ricevute tre, e abbiamo scelto quella economicamente più vantaggiosa». «Il Comune non si è intromesso nelle decisioni della Fondazione», dice Ester Bonfante, consigliere delegato alla Cultura, «e con l'Arci la collaborazione è sempre stata ottima. La politica non c'entra: abbiamo lasciato al direttore Ferrarese discrezionalità nel decidere. La saletta interna del Centro archeologico non poteva essere concessa per usi diversi, perché parte del Museo». «Non mischio politica con gli affari», protesta Roberto Bonuzzi, titolare del «Gabbia» nonché membro del direttivo provinciale dell'Unione di centro (Udc), «e il protrarsi delle trattative mi ha già fatto perdere un mese di lavoro».


Fabio Tomelleri

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