29.06.2012
TASSE ED ENTI LOCALI. La Giunta comunale vara la proposta con alcune modifiche rispetto all'ipotesi iniziale. Ora la palla passa alla commissione e quindi al Consiglio. Si pagherà in base alle fasce di reddito, esentato chi prende meno di 10mila euro. Si riduce l'Imu per capannoni industriali, commerciali e uffici
Dietrofront sull'addizionale Irpef (Imposta regionale sulle persone fisiche, che si versa allo Stato che poi la gira ai Comuni). Verrà pagata in base a fasce di reddito e sarà esentati dal pagamento chi prende meno di 10mila euro all'anno, cioè 55.338 contribuenti su un totale di 194.130. Non più, quindi, l'aliquota uguale per tutti, che l'Amministrazione comunale intendeva raddoppiare, portandola dallo 0,3 allo 0,6 per cento. E l'Imu, l'imposta municipale unica (ex Ici, quindi immobili) rispetto alla prima ipotesi verrà abbassata dal 10,6 all'8,6 per mille per uffici, opifici, fabbricati industriali e commerciali. Sono, queste, le principali modifiche introdotte dalla Giunta Tosi nella proposta di delibera relativa all'addizionale Irpef e alle aliquote Imu, ora da sottoporre al voto del Consiglio comunale. Le aliquote dell'addizionale Irpef — illustrate insieme a quelle dell'Imu dall'assessore alle finanze e tributi Pierluigi Paloschi — sono così proposte: esentati quanti prendono da 0 a 10mila euro, come detto 55.338 contribuenti; aliquota dello 0,5 per cento per redditi da 10mila a 15mila euro (26.704 contribuenti); dello 0,65 per i redditi da 15 a 28mila euro (69.269 contribuenti): dello 0,78 per i redditi da 28 a 55mila euro (31.139 persone); aliquota dello 0,79 per cento per quelli da 55 a 75mila euro (5.103 contribuenti); chi prende oltre 75mila euro pagherà lo 0,8 per cento (6.577 persone). «Anziché pensare a un'unica aliquota, come da precedente proposta, aumentata dallo 0,3 allo 0,6 per cento per compensare le minori entrate», dice Paloschi, riferendosi a quanto comunicato in commissione bilancio e finanze dal sindaco Tosi, la scorsa settimana, presente lo stesso assessore, «abbiamo optato per una mini-patrimoniale, scaglionando le aliquote in base al reddito ed esentando dal pagamento i redditi inferiori a 10mila euro». Sul fronte dell'Imu, Paloschi spiega che dopo aver incontrato le associazioni di categoria che chiedevano riduzioni di aliquote per uffici e fabbricati, la Giunta ha deciso di modificare anche qui alcune aliquote. Per gli edifici classificati nelle categorie A10 uffici, D1 opifici, D7 fabbricati industriali e D8 fabbricati commerciali, l'aliquota scende dal 10,6 per mille della prima proposta all'8,6. Resta invariata invece al 7,6 per mille l'aliquota relativa alle categorie C1 negozi e C3 laboratori. Qualche modifica ad altre aliquote: per la seconda casa di abitazione e relative pertinenze viene proposta al 7,6 per mille; dalla terza alla quinta casa all'8,6 per mille: a partire dalla sesta abitazione in poi aliquota al 10,6 per mille. Prima, infatti, dalla quinta alla decima era del 9,6 per mille; solo dalla decima in poi era del 10,6; in pratica, si aumenta la fascia in cui far pagare il 10,6 per mille. Su queste modifiche il Pd, con il capogruppo in Consiglio comunale Michele Bertucco e il consigliere Vincenzo D'Arienzo, in una nota (dopo aver già presentato proposte sull'Imu, contestate dalla Lega e da Paloschi, vedi articolo a destra) dice che «su Imu e Irpef è la terza proposta in pochi giorni». Per il Pd «la prova provata è la rimodulazione dell'aliquota massima Imu che ora scatta dalla sesta anziché dalla decima casa: era chiaro, e li avevamo avvertiti, che una soglia così alta non avrebbe prodotto il gettito auspicato, poiché poche sono le persone che dispongono di un patrimonio immobiliare così ingente. E non avevano bisogno di sentire le categorie per capire che il 10,6 su capannoni e uffici avrebbe avuto effetto deprimente sull'economia: da settimane diciamo che l'aliquota era da abbassare sotto al 9».
Enrico Giardini
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