21.06.2012
L'ANELLO FRA GARDA E MINCIO. Accolto con entusiasmo in Provincia il percorso della pista. Sindaci, associazioni e federazioni di settore chiedono di portare avanti rapidamente il progetto, perché il turista chiede alternative
Tutti in sella al progetto della Provincia sulla creazione di un anello unico ciclabile di 115 chilometri che attraversa 17 comuni e va da Villafranca a Caprino Veronese. Ha raccolto adesioni, entusiasmo, ammirazione e molti suggerimenti il progetto che prevede di far crescere un cicloturismo di qualità e di promuovere così territori, i loro «giacimenti» architettonici, paesaggistici, culinari: la presentazione ufficiale è avvenuta ieri, in Provincia, con l'assessore alla Manutenzione e progettazione viabilistica Carla De Beni e i tecnici dell'ente davanti a sindaci, consorzi, associazioni e federazioni di categoria. Fuor da considerazioni culturali o altro, è certo che il consenso generale raccolto sulla maxi pista ciclabile è dovuto al fatto che il cicloturismo sta diventando - se già non lo è - una gallina dalle uova d'oro. Questo modo di viaggiare sta conoscendo infatti un picco di interesse mai raggiunto prima, al punto che se non va «sfruttato», incentivato e aiutato, si rischia davvero di perdere parecchi soldi. Tanto è vero che gli stessi Amici della bicletta hanno riferito di percorsi realizzati all'estero che hanno portato fiumi di risorse ad albegatori e a operatori turistici e culturali. In Germania, ad esempio, è stato costruito un percorso ciclabile che ha richiesto un investimento di 80 milioni, ma rende ogno anno la stessa cifra. In Austria, la pista ciclabile del Danubio, che corre, appunto, lungo tutto il fiume, porta un indotto di circa 200 milioni di euro all'anno. Federalberghi è stata chiara: «Abbiamo una potenzialità enorme e dobbiamo coglierla, anzi siamo già quasi in ritardo. Questo progetto per noi non è solo importante, è fondamentale. Chiedo alla Provincia che si faccia anche promotrice di un accordo tra Verona, Brescia e Trento per studiare bene un percorso lungo il Garda: il lago di Costanza, con il cicloturismo, fa il doppio di presenze del nostro lago». È stato calcolato che già ora, con la presenza di percorsi ciclabili non ancora tutti raccordati in modo unitario tra di loro, almeno 5-6 mila amanti della bici pedalino nella nostra provincia al giorno e «quando sarà aperto il raccordo con Trento», ha detto l'assessore alla pianificazione viabilistica Carla De Beni, «ci aspettiamo un aumento considerevole dei passaggi. Il tratto Canale di Rivoli- Trento sarà appaltato a giorni». Buona la reazione anche dell'Istituto e dell'Associazione Ville Venete: entrambi gli enti hanno chiesto che la cartellonistica per i ciclisti comprenda le indicazioni delle 50 ville presenti nel veronese. Ma ognuno farà la sua parte, secondo quanto ha chiesto l'assessore De Beni: i Comuni forniranno indicazioni sia sulle risorse turistiche che possiedono i loro territori, sia sulle strade percorribili che potrebbero anche essere diverse da quelle individuate dalla Provincia per disegnare l'anello. A breve, i tecnici di ognuno delle 17 municipalità attraversate dal circuito si accorderanno con quelli provinciali per studiare le migliori soluzioni. Il costo per segnalare l'anello ciclabile, come dicevamo, è di 70 mila euro: cifra che dall'adesione ieri dimostrata, potrebbe presto essere ragranellata. La tratta Bussolengo-Valeggio costerà 34 mila euro, la Ronchi-Lazise 14 mila euro, la Rivoli-Garda, 21 mila euro, ovvero 800 euro al chilometro. Non sono cifre indifferenti, ma una buona segnaletica e la sistemazione di alcune strade richiede evidentemente di non lesinare, pena il fallimento dell'obiettivo di portare sulla pista del Garda turisti, famiglie o semplicemente chi vuole viaggiare in modo diverso e sicuro.
Daniela Andreis
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