07.06.2012
MONUMENTI. Il ritrovamento del mosaico ha bloccato l'intervento di riqualificazione dell'area. L'assessore Casali: «Il Comune studierà l'alternativa al vallo da sottoporre alla Soprintendenza». I tempi? Chissà. E i topi ballano
Verona. Scritte e scarabocchi non sono ancora stati cancellati. Sarà probabilmente l'ultimo degli interventi in scaletta, pur se motivo dell'«odissea» in corso. E intanto l'Arco dei Gavi se ne sta ancora in disparte, celato alla vista dalla rete del cantiere aperto un anno fa per la realizzazione di un fossato che avrebbe dovuto proteggerlo dagli attacchi dei writers più incalliti, e circondato da terra smossa e attrezzi abbandonati, in una ripresa dei lavori che tarda ad arrivare. Così, mentre i turisti si affannano a cercare il modo di scattare una foto al monumento romano, i residenti iniziano a spazientirsi, lamentando un abbandono progressivo della zona. «La strada sotto le nostre finestre non viene più pulita», dice Raffaella Scandola che vive in piazzetta Castelvecchio, «e con il movimento della terra sono usciti allo scoperto anche parecchi topi. Inoltre il divieto di sosta non è più rispettato vista la confusione che regna nell'area ormai da mesi». Iniziati a metà dello scorso giugno e bloccati due settimane dopo e fino a febbraio, con la comparsa delle prime tracce del magnifico mosaico romano finito di recuperare a marzo, i lavori sono infatti ancora fermi, in attesa che gli uffici comunali mettano a punto un nuovo progetto di riqualificazione dell'area da sottoporre a giunta e Soprintendenza. «Dieci giorni fa ho incaricato le risorse interne del Comune di realizzare un progetto alternativo al vallo», dichiara l'assessore all'edilizia monumentale Stefano Casali. «Visti i ritrovamenti (oltre al mosaico di quasi 20 metri quadri, sono affiorati anche parti di muri e di pavimentazione della casa romana e un frammento di affresco del terzo secolo, ndr) quel progetto non è infatti più realizzabile e, con il nuovo intervento che verrà messo a punto, si deciderà anche il futuro del mosaico». Stracciato quindi il progetto originale dell'architetto Luigi Calcagni per realizzare un fossato intorno all'arco, ora sta ai tecnici comunali individuare una valida alternativa per dare una protezione adeguata e dignitosa al monumento. «Ho sempre avuto a cuore la riqualificazione dell'area intorno all'arco, che ho promosso 6 anni fa con una mozione in Consiglio comunale», riprende Casali. «Credo che la soluzione più valida sia realizzare una cancellata non invasiva, come quella che circonda l'arco di Costantino a Roma, con un sistema di videosorveglianza. Se la Soprintendenza darà il via libera, l'intervento sarà poi velocemente realizzato». Oltre alla modalità di protezione dell'arco, resta da definire il destino del mosaico colorato di epoca romana che, stando a quanto ipotizzato a metà dello scorso marzo dal direttore del Nucleo operativo della Sovrintendenza ai beni archeologici, Giuliana Cavalieri Manasse, sarà probabilmente asportato: scelta meno onerosa che proteggerlo in loco con un percorso museale.
Chiara Bazzanella
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