15.05.2012
Venezia. Un progetto non solo per ricordare, ma per guardare al futuro: si potrebbe sintetizzare così l’obiettivo del progetto per il centenario della Grande Guerra che sta prendendo corpo dopo che la Regione, la Direzione regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e tutte le Province del Veneto hanno sottoscritto uno specifico protocollo d’Intesa per la valorizzazione dello straordinario patrimonio delle testimonianze materiali e immateriali del primo conflitto mondiale.
Le linee generali del documento programmatico e organizzativo, elaborato dal Comitato Scientifico, sono state illustrate oggi a Venezia nella sede della giunta regionale dal vicepresidente e assessore alla cultura, Marino Zorzato, dall’assessore al turismo e alle attività promozionali, Marino Finozzi, edall’assessore all’istruzione, Elena Donazzan, in vista dell’incontro pubblico che si terrà venerdì 18 maggio, presso la sala Da Ponte in Piazzale Cadorna a Bassano del Grappa, convocato per presentare l’iniziativa e arrivare alla costituzione di un Comitato dei Soci Partecipanti, organismo che avrà il compito di riunire tutti i soggetti, pubblici e privati, del territorio veneto che desiderino contribuire alle attività.
«Questo documento - ha detto Zorzato - costituisce la base di partenza del nostra lavoro, ma si tratta comunque di un progetto aperto per essere condiviso con tutti i mondi che qui nel Veneto hanno uno straordinaria sensibilità su questo tema. Vogliamo soprattutto rivolgerci ai giovani per aprire una riflessione su quanto la Grande Guerra ha lasciato. La sfida è quella di fare sintesi, dando a questo progetto una connotazione non puramente rievocativa, quanto invece di prospettiva, all’interno di un disegno generale nel quale confluiscono cultura, paesaggio e turismo che sono la miniera del futuro per far crescere la nostra economia».
L’assessore al turismo ha annunciato che si inizierà già nel 2013 con iniziative di promozione del progetto, soprattutto per farlo conoscere in quei Paesi che hanno avuto caduti durante il conflitto, sepolti in qualcuno dei tanti cimiteri di guerra presenti sul territorio veneto. Di qui la rilevanza turistica che l’evento può avere. Da parte sua, Donazzan ha sottolineato l’approccio narrativo del progetto, che fa parlare un territorio ricco di storia, e ha messo l’accento sul carattere di universalità del messaggio da trasferire ai giovani e al mondo della scuola. Sarà un’opportunità per i nostri territori, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo dell’approfondimento culturale, ha detto anche il rappresentante delle amministrazioni provinciali, mentre il coordinatore del comitato tecnico scientifico ne ha illustrato le caratteristiche alla luce delle linee guida contenute del documento programmatico e organizzativo.
Gli ambiti d’azione individuati sono tre. Il primo riguarda la tutela e la valorizzazione delle tracce ancora presenti nel paesaggio veneto, molto significative però non ancora adeguatamente protette come invece avviene in altre realtà (Francia, Belgio). In merito al modello d’intervento, viene indicata la formula dell’ecomuseo della Grande Guerra. Il secondo ambito è quella della ricerca storico-scientifica, mentre il terzo è quello degli eventi per il Centenario. «Anche il dramma della guerra - ha concluso il vicepresidente - ha innescato valori positivi, che coinvolgono tutti e su cui riflettere. Ed è su tali valori che vogliamo porre l’enfasi con questo progetto intorno al quale c’è già grandissimo interesse e si sta attivando una partecipazione in forma - va sottolineato anche questo - assolutamente volontaristica».
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