10.05.2012
IL CUORE DELL'AFRICA. L'impegno dei veronesi presenti da anni con ospedali, scuole e progetti legati all'agricoltura resta uno dei pochi punti di riferimento: «La nostra efficienza supera ogni standard locale grazie al supporto del personale locale che si impegna con costanza»
Trent'anni da festeggiare, con l'amarezza di aver perduto durante il cammino volontari e collaboratori validi e capaci. L'Ascom, associazione per la cooperazione missionaria onlus di Legnago compie trent'anni. E l'ultimo è stato doloroso perchè, lo ricordiamo in tanti, nell'oasi di pace dell'ospedale di Kiremba in Burundi sono stati ammazzati un volontario veronese, Francesco Bazzani e una suora croata, suor Lucretja.
Dal Burundi è appena rientrato il presidente medico, Giovanni Gobbi, che da novembre ad oggi è stato laggiù due volte. Anche subito dopo gli omicidi.
«Gli avvenimenti del 27 novembre hanno segnato profondamente non solo noi dell'Ascom e di Brescia che appoggiamo tecnicamente e finanziarimente l'ospedale, ma anche tutto il personale locale impegnato nel far funzionare questa importante struttura sanitaria a servizio del proprio territorio abitato da circa 260mila abitanti, ma anche parte del nord-est del paese abitato da circa un milione di abitanti, specie per le attività specialistiche come ortopedia, chirurgia e malattie infettive. La partenza improvvisa di sei medici italiani e delle suore e dei nostri volontari, in tutto 11 persone, ha creato fortunatamente uno squilibrio temporaneo, durato circa una settimana. Infatti i medici locali (sei) il personale infermieristico e tecnico qualificato, nonchè gli amministrativi, hanno voluto dimostrare a sè stessi, alla gente comune, alle autorità civili e religiose, a noi europoei, che l'ospedale avrebbe proseguito la propria attività nel modo migliore possibile, hanno cioè tirato fuori una grinta e un orgoglio personale che ha stupito tutti ed io a distanza di quattro mesi, nella mia recente visita ho potuto constatarne i risultati in termini di numero di interventi chirurgici eseguiti e in numero di presenze medie di ricoverati in ospedale (più di 190 al giorno)», dice il dottore.
«La gente al veder passare la colonna di auto degli italiani che lasciavano Kiremba mesi fa aveva passato la voce che l'ospedale dopo quelle uccisioni era stato chiuso. Il direttore sanitario (dottor Pharaon di nazionalità congolese) con una immediatezza di stile europeo, è andato ad una radio locale ad Ngozi ed ha fatto fare più comunicati in varie ore per smentire questa voce e confermare la funzionalità dell'ospedale».
In questi giorni a Kiremba s'è recata la comissione ministeriale per "il controllo di qualità" dell'ospedale.
Ha valutato circa 240 parametri (dalla pulizia dei muri alle toilette funzionanti, se il personale aveva strappi sulle divise, se portava il cartellino identificatico, se la farmacia aveva tutte le cartelle di carico e scarico in regola, se i mezzi meccanici dell'ospedale erano funzionanti e in ordine, se le cartelle erano in ordine e via per 240 punti). Alla fine la commissione ha assegnato una percentuale del 66% ; per fare un paragone l'ospedale universitario di Bujumbura, non ha superato il 51% .
Segno evidente che il personale locale ha fatto un grande sforzo per dimostrare la capacità gestionale della struttura anche in carenza di presenza europea.
«In realtà non abbiamo mai fatto mancare la presenza di volontari italiani in quanto Luciano Rangoni, che porta avanti dei progetti sociali in centro a Kiremba si è dato da fare per ripristinare i pasti ai pazienti dopo la partenza di suor Carla (ferita nella rapina e nel rapimento successivo). Rangoni si è dato da fare anche per la gestione dela casa Ascom in cui soggiornano i vari specialisti. In dicembre sono stato presente pesonalmente per 20 giorni, il 2 gennaio è arrivato il ragionier Nicola Bonvicini che aveva lavorato come volontario a Kiremba per 6 anni, in contemporanea è sceso il dottor Antonio Navarro che ha fatto un corso di ecografia ai quattro medici nuovi inviati dal ministero per sostituire gli italiani partiti dopo gli avvenimenti, quindi sono tornato io con l'ingegner Padovan e il geometra maurizio Ondei che rimarrà a Kiremba per seguire lavori edilizi e la riparazione dell'acquedotto, fino alla metà di agosto. A maggio riprenderanno gli specialisti ortopedici francesi e il primo luglio ritornerà per circa due mesi anche il ragionier Paolo Carini che ha rappresentato l'Ascom a Kiremba per circa 10 anni. Poi stiamo valutandole candidature di alcune persone che vorrebbero sostituire il nostro compianto Francesco. Durante questa visita sono stato anche incaricato dalla scuola media di Villabartolomea, in particolare dalla classe seconda di portare le lettere degli studenti per scambiare informazioni con i coetanei di Kiremba. Ho fatto notare un piccolo particolare che la seconda media di Villabartolomea è composta da 20 ragazzi mentre l'omologa di Kiremba da 109 per cui questi per assistere alle lezioni e in carenza di aule e insegnanti, quest'ultimi hanno dovuto dividere la classe in due turni da 50 alunni. Aggiunge Gobbi: «Infine ho potuto constatare l'impegno per la sicurezza, profuso dal ministero dell'Interno, sono cotantemente presenti una guarnigione in ospedale e fuori dallo stesso, e una al centro del paese; è stata stabilita la residenza della tenenza per maggiore organizzazione ed efficenza della polizia locale».
Alessandra Vaccari
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