07.05.2012
NOVITÀ SULLA STRADA. Una recente normativa consente a chi non è ancora maggiorenne di fare pratica, purché sia sempre accompagnato. La richiesta, firmata da un genitore, va presentata alla Motorizzazione, purché «si sia già in possesso di patente A1», chiarisce il comandante dei vigili Altamura. «Percorso formativo molto utile per i ragazzi»
Verona. Minorenni al volante? Adesso si può. Sono superati i tempi in cui gli adolescenti non vedevano l'ora di raggiungere la maggiore età per mettersi alla guida. Adesso è sufficiente aver compiuto 17 anni per poter presentare la richiesta alla Motorizzazione civile di un foglio rosa «anticipato». Sul vetro posteriore delle auto si vedrà comparire la scritta GA, cioé «guida accompagnata», un po' come avviene per la P di «principiante». Ma quali sono i requisiti necessari per accedere a questo tipo di percorso? A spiegarlo è il comandante della polizia municipale Luigi Altamura. «Potranno mettersi al volante i diciassettenni già titolari di patente A1, a condizione che siano accompagnati da un adulto in possesso di regolare patente di categoria B o superiore: ciò permetterà di allungare il periodo di formazione ed esercitazione dei ragazzi», dice Altamura. «La richiesta di autorizzazione, da presentare all'ufficio della Motorizzazione civile, dovrà essere firmata da un genitore». A quel punto, l'aspirante automobilista potrà iscriversi al corso di formazione in un'autoscuola, obbligatorio per poter scorrazzare per le vie di Verona. «Il corso dovrà essere articolato in almeno dieci ore effettive di guida: le lezioni dovranno essere individuali e al massimo di due ore al giorno», prosegue il comandante dei vigili. «Ciascun ragazzo potrà circolare in auto fino al compimento dei 18 anni, purché sempre accompagnato da uno dei tre tutor designati, cioè persone non ultrasessantenni, titolari da almeno dieci anni di patente B o superiore, a cui non sia stata sospesa la patente negli ultimi cinque anni». Una novità certamente gradita ai diretti interessati, che finora però non sembrano aver approfittato in massa dell'opportunità concessa dalla nuova legge. «Abbiamo già ricevuto alcune richieste, soprattutto da parte dei ragazzi che stanno facendo il corso per conseguire la patente A1, ma alla notizia finora è stato dato poco risalto sui media: non tutti lo sanno», spiega Nicola Adami, presidente di Confarca (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici), che riunisce il 60 per cento delle autoscuole di Verona. «Per le autoscuole si tratta di una grande opportunità di fare formazione preventiva: basti pensare ai risultati già ottenuti in Francia, dove il numero di incidenti stradali è diminuito dall'entrata in vigore della legge». Adami rassicura, dunque, chi guardava con preoccupazione a questa novità. «Gli incidenti stradali sono la seconda causa di morte in Italia dopo il tabagismo e la prima tra i giovani sotto i 26 anni», conclude il presidente di Confarca. «Con l'introduzione di questa legge, ai ragazzi viene dato un anno di tempo per esercitarsi assieme al tutor, prima di fare l'esame di guida. Ciò è certamente positivo: più il percorso formativo è lungo, più produce effetti».
Manuela Trevisani
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