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Sequestro del residence, la difesa contrattacca

PROSTITUZIONE. Depositati ricorso in Cassazione contro l'ordinanza ed esposto contro ignoti. «Le ragazze sono state sentite nella sede dei vigili urbani senza l'interprete e sei verbali delle deposizioni riportano la stessa ora»
06/02/2012
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Il residence Manager's sequestrato a fine dicembre

Verona. Un esposto contro ignoti e un ricorso per Cassazione contro l'ordinanza del tribunale del riesame che ha respinto la richiesta di dissequestro. La risposta dei titolari Giorgio Tedeschi, difeso da Nicola Avanzi e Sara Piccoli, difesa da Katia Gaspari del Manager's residence alla Sacra Famiglia sotto sequestro dal 30 dicembre scorso, non si è fatta attendere. Nei due atti, viene elencata una serie di elementi che potrebbero anche dare un nuovo volto all'inchiesta sul favoreggiamento della prostituzione nella residenza alberghiera, culminata con un primo sequestro il 18 novembre di 9 stanze e proseguita con i sigilli a tutto lo stabile il 30 dicembre scorso. Sulla base di questi elementi, elencati nel ricorso per Cassazione, l'avvocato Avanzi chiede l'annullamento del primo sequestro del 18 novembre perchè nella motivazione dell'ordinanza, non vengono prese in considerazione le prove portate dalla difesa. GLI APPOSTAMENTI. Nel ricorso, il difensore concentra subito l'attenzione sulla responsabilità di Tedeschi. Viene rilevato prima di tutto che in riferimento alla nota della polizia municipale del 25 novembre, «emerge chiaramente che i servizi di appostamento nelle vie limitrofe al residence, così come gli accertamenti successivi, siano stati effettuati in orario in cui non era effettivo il servizio di portineria al Menager's Residence». Questo rilievo tende a dimostrare che Tedeschi non poteva sapere ciò che succedeva nelle ore notturne nella residenza alberghiera anche perchè dormiva a 15 km di distanza. NON C'ERA L'INTERPRETE. I difensori puntano il dito contro un altro pilastro dell'accusa: le dichiarazioni delle giovani, ospitate nel residence, accusate di portare i clienti in camera. Sono state loro a dichiarare ai vigili urbani nella notte del tra il 18 e il 19 novembre nel comando di via del Pontiere che i gestori erano consapevoli della loro attività di meretricio nel residence. «Giova precisare», riporta il ricorso per Cassazione, «che la redazione dei verbali in lingua italiana è avvenuta senza interprete pur essendo le giovani da poco in Italia». Per la difesa, quindi, le ragazze avrebbero firmato verbali senza conoscere il reale testo delle loro dichiarazioni.   IN SEI NELLA STESSA ORA. Ma c'è di più: «Come risulta dagli atti, inoltre, sei di questi verbali», sostiene ancora la difesa, «sono stati redatti alla medesima ora, alle 00.05 del 19 novembre ed il contenuto delle stesse sembra addirittura un copia e incolla».  LA VERITÀ DELLE GIOVANI. Le testi sono state poi sentite in sede di indagini difensive dall'avvocato Katia Gaspari questa volta con l'interprete e hanno reso dichiarazioni «in palese contrasto con quanto dichiarato alla polizia municipale», riporta il ricorso per Cassazione. I gestori non sapevano della consumazioni di rapporti sessuali in orari notturni, hanno detto in coro le straniere al legale. Di più: «I controlli nel residence erano piuttosto rigidi». Le dichiarazioni delle ragazze nel dettaglio vengono riportate anche nell'esposto contro ignoti, depositato il 10 gennaio da Giorgio Tedeschi.  «NON SONO LUCCIOLA». In una deposizione di una giovane, raccolta sempre dall'avvocato Gaspari, inoltre, D.T., 23 anni, spiega di essere stata portata nella sede della Municipale in occasione del primo sequestro. Oltre a raccontare di essere stata trattata in malo modo, rivela anche che «non ho mai esercitato l'attività di prostituta e questa vicenda mi ha profondamente offeso». SECONDO SEQUESTRO. Ancora più inspiegabile, appare il secondo sequestro agli occhi della difesa. Il motivo? Lo stesso Giorgio Tedeschi aveva inviato il 19 novembre 2011 un fax in questura alle 9.29 nel quale spiegava che nel residence erano rimaste ancora 17 ragazze. Si trattava delle giovani ospitate nelle 9 stanze poste sotto sequestro ed erano state trasferite, sostiene Tedeschi nell'esposto, con l'autorizzazione dei vigili urbani. Nell'esposto del gestore del Manager's residence, inoltre, viene evidenziato che la relazione dei vigili urbani sul secondo sequestro, c'è la data sbagliata (il 3 gennaio 2012 invece del 30 dicembre) e, inoltre, è falso che in alcuni appartamenti erano presenti 4 ragazze che, invece, erano partite prima di Natale. Ora l'esposto è al vaglio della procura.

Giampaolo Chavan




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